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Giulio Giorello (1945–2020)

Author of Di nessuna chiesa. La libertà del laico

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Includes the name: Giulio Giorello

Image credit: Prof. Giulio Giorello http://it.wikipedia.org/wiki/File:Giorello4.jpg

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Works by Giulio Giorello

Di nessuna chiesa. La libertà del laico (2005) 48 copies, 3 reviews
Filosofia della scienza (1999) — Editor — 20 copies
Introduzione alla filosofia della scienza (1994) 16 copies, 2 reviews
La filosofia di Topolino (2013) 14 copies
Filosofia della scienza (1992) 10 copies
Popper e la filosofia della scienza (2011) 7 copies, 1 review
La libertà della vita (2006) 5 copies
Di nessuna chiesa (2020) 4 copies, 1 review
La danza della parola (2019) 4 copies
Il bene e il male. Dio, arte, scienza (2020) 4 copies, 1 review
Errore (2019) 3 copies
Goethe scienziato (1998) — Editor — 3 copies
L'automa spirituale. Menti, cervelli e computer (1991) — Editor — 2 copies
Niels Bohr 1 copy

Associated Works

Idoru (1996) — Contributor, some editions — 6,221 copies, 52 reviews
Rat-Man. Superstorie di un supernessuno! (2006) — Introduction — 5 copies
Dov'©· la donna?: pensare l'arte e la scienza oggi (2003) — Author, some editions — 1 copy

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Birthdate
1945-05-14
Date of death
2020-06-15
Gender
male
Occupations
professor
Organizations
University of Milan, Italy
Cause of death
COVID-19 (complications)
Nationality
Italy
Birthplace
Milan, Italy
Places of residence
Milano, Italy
Associated Place (for map)
Milan, Italy

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Reviews

13 reviews
Un libro ambizioso, come ambizioso è ogni essere umano che cerca di dare un senso alla sua esistenza. I due autori di questo libro senza dubbio lo sono. Uno continua ad esserlo, giocando in vari ruoli grazie alla propria intelligenza. L'altro, ormai, ha avuto la possibilità di capire tutto quanto c'è da capire, oltre la linea del mistero umano. Vale a dire il "Bene e il Male" e pure "Dio, Arte e Scienza".

Mi riferisco a Vittorio Sgarbi e Giulio Giorello. Due grandi figure della cultura show more italiana, in poco più di 150 pagine hanno cercato di proporre a se stessi e ai lettori del libro una meditazione intorno ai rapporti tra l'Arte, la Scienza e Dio, tutti con la maiuscola! Ambiziosa idea costruita su un confronto di pensieri ed esperienze tanto solidi e precisi, quanto volatili e personali. Ovvio che sia così. Il pensiero umano nasce, si crea, si confronta e finisce in questa misteriosa circolarità.

Un libro strano e originale, allo stesso tempo forma letteraria di dialogo e si saggio, un confronto tra filosofia e scienza, reso possibile dalla intelligenza di entrambi i protagonisti i quali, pur nella loro grande ed inarrestabile sete di conoscenza, non hanno timore o paura di confrontarsi con il possibile e l'impossibile. Il possibile è l'Arte, la capacità tutta umana di osare per conoscere l'impossibile: Dio. Mentre per Giorello questa entità rimane improbabile, per Sgarbi è una certezza, ma soltanto se lo si realizza in maniera umana e concreta, nella visione storica della figura nella persona umana del Cristo, in un possibile equilibrio tra fede e ragione.

Sia con l'una che l'altra gli uomini possono riuscire a comprendere il senso di un sapere universale che possa diventare patrimonio di ognuno di noi. Non possono farlo le bestie. Anche se non è possibile dire con precisione quale sia questo patrimonio, forse è possibile acquisirlo attraverso una dottrina che può essere ritenuta anche negativa, ma non lo è affatto: il relativismo.

Scrive Sgarbi: "Il relativismo è l'unica cosa universale che abbiamo; non c'è niente di più universale del relativo. Il relativo è la nostra unica vera dottrina. individuare qualcuno che sia un punto di riferimento per tutti è un sogno che coltivo da bambino, poi ho capito che era impossibile".

Belle le pagine del libro in cui Vittorio Sgarbi coglie il significato estetico della Pietà di Giovanni Bellini, del Cristo morto di Andrea Mantegna, di Ecce Homo di Antonello da Messina. Giulio Giorello, nel suo intervento, scritto prima della sua scomparsa, opera un confronto tra la Madonna con il bambino di Andrea Mantegna, e la Pietà di Giovanni Bellini.

Nel primo dipinto la madre, guancia a guancia con il bambino, ha il presagio del destino doloroso di suo figlio, che verrà crocefisso. Nel secondo dipinto, Maria, diventata vecchia, medita, soffrendo, sulla sorte di suo figlio; le sue lacrime inconsolabili sono lo specchio in cui la croce di suo figlio continua a riflettersi.

Pur non credente, nel suo intervento Giorello propone una interpretazione magistrale della Trinità, l'affresco realizzato da Masaccio a Firenze in Santa Maria Novella. Nel libro scorrono anche pensieri e opinioni di particolare rilievo storico ed intellettuale sui testi sacri, il Vecchio ed il Nuovo Testamento, e gli scritti che si devono alla ricerca intellettuale di Galileo Galilei, Newton, Berkeley, Spinoza, fino ad arrivare a Kant e Nietzsche.

E' come una rilettura critica del cammino dello sviluppo della filosofia, lo studio della corporeità, che fa della filosofia una disciplina che si occupa della trasfigurazione. Anche se Dio, per Nietzsche è morto, per millenni gli uomini lo continuano a rincorrere, non solo nella sua immagine.

Nel libro, scritto durante la prima parte della pandemia, Giorello e Sgarbi parlano anche di questa calamità globale inserendo questo teribile evento nel rapporto tra la verità, la metafisica e la scienza.
Per Giorello, soltanto con la piena consapevolezza della corporeità e del primato della materia ci si può liberare per sempre dalla illusione idealistica. Per Sgarbi prevale l'idea di quel relativismo al quale si è fatto cenno innanzi.

Il libro si chiude in una maniera che considero come "tronca", forse dovuto alla improvvisa scomparsa di Giorello. Resta, comunque un libro che è un grande documento del pensiero umano, che continua da sempre a dibattersi tra il Bene e il Male.
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Splendide queste poche pagine dedicate a Pascal ed alla sua filosofia basata sulla sintesi tra ragione e passione. Lessi i pensieri di Pascal qualche anno fa e, al solito, la memoria è rada, poco densa. E, quindi, queste pagine dedicate al filosofo francese, con la consueta formula basata sulla sovrapposizione di note critiche e passaggi degli scritti originali aiuta la memoria. Molti passaggi di Pascal sono celeberrimi, l’uomo visto come una canna al vento nella sua fragilità, ma con il show more potere del proprio pensiero. La filosofia di Pascal è potente perché, a differenza di Cartesio, sovrappone alla potenza della razionalità la capacità di indagare sul senso di Dio avvalendosi della forza dell’amore. Anche i ragionamenti di Pascal sui concetti di infinito, grande e piccolo, pur recuperando concettualmente dal pensiero del mio conterraneo Zenone, hanno una valenza enorme. Al solito ottime le chiose di Ferraris per un piccolo grande volume. show less
½
La quarta di copertina di questo libro afferma "Questo volume è rivolto a studenti universitari, a insegnanti e a tutti coloro che ritengono che le teorie scientifiche non siano semplici "ricette di cucina" (Croce) ma tentativi audaci e coraggiosi di interpretare e cambiare il mondo. Mah. Secondo me è adatto solo a studenti universitari (di filosofia). Io ho una formazione scientifica e non certo filosofica, e ho preso questo libro pensando che come dice il suo titolo fosse una show more introduzione alla filosofia della scienza, e quindi spiegasse i concetti di base. Mi sono trovato invece di fronte a un gruppo di saggi (i "capitoli" del libro); gli ultimi tre, di Roberto Festa, Matteo Motterlini e Giulio Giorello, sono riuscito a seguirli abbastanza, ma il primo (di Giorello e Motterlini) presupponeva una quantità tale di conoscenze pregresse da farmi sentire uno buttato in mezzo a una piscina per vedere se imparava a nuotare da zero, e gli altri tre (di Michele Di Francesco, Bernardino Sassoli e Maria Spranzi) li ho piantati dopo poche pagine senza alcun rimpianto. Alla fine della lettura ho in effetti un'idea più chiara del significato degli slogan su falsificabilità e paradigmi che sentiamo sempre raccontati (anche se più che Kuhn sono Lakatos e Feyerabend a essere contrapposti a Popper); ma ho il sospetto di aver fatto molta più fatica di quanto sarebbe stato effettivamente necessario. show less

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