Giorgio Rochat
Author of La grande guerra
Works by Giorgio Rochat
L' Italia nella prima guerra mondiale: problemi di interpretazione e prospettive di ricerca (1976) 2 copies, 1 review
L'antimilitarismo oggi 1 copy
Militari e politici nella preparazione della Campagna d'Etiopia. Studio e documenti 1932-1936. 1 copy
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1916, la Strafexpedition : gli altipiani vicentini nella tragedia della Grande Guerra (2003) — Contributor — 1 copy
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Libro, visto l'argomento trattato, relativamente di lettura agevole. Tuttavia libro corposo, pieno di dati, note, approfondimenti, ricco di nozioni. Personalmente ne ho tratto l'amara conclusione, nello specifico riguardo l'Esercito Italiano ma vale per le istituzioni tutte, che i mali di oggi vengono da lontano e che purtroppo nulla è cambiato, se non in peggio. Lo consiglio escusivamente a chi veramente interessato.
Edizione riveduta dall'autore, consistente in una raccolta di studi a tema del periodo in questione. Saggio che si legge in scioltezza, ricco di annotazioni, riferimenti, citazioni e corredato di tabelle e fotografie dell'epoca.
CONTROLLARE - L'Italia nella prima guerra mondiale : problemi di interpretazione e prospettive di ricerca by Giorgio Rochat
La grande guerra 1915-18 è l'unico periodo della storia italiana contemporanea che è stato studiato soltanto in una prospettiva più o meno scopertamente patriottica, che non lascia spazio alcuno al dissenso dei singoli e delle masse. La violenta ondata antimilitaristica del 1919, che esprimeva la protesta di massa dei reduci contro una guerra che avevano sofferto senza possibilità di opposizione, fu presto soffocata, anche per le esitazioni del movimento operaio. Prima ancora dell show more 'avvento del fascismo, la "grande guerra" era diventata un mito indiscusso, che negli anni di dittatura ricevette la consacrazione decisiva, cosicché al grande sviluppo della memorialistica e della agiografia non corrispose una storiografia politica criticamente agguerrita. Questa ricerca segue lo sviluppo della storiografia e del mito patriottico della "grande guerra," analizzando le opere più rappresentative ed i filoni principali della vasta produzione. L'indagine prosegue con il periodo dal 1945 ai giorni nostri, in cui si registra una diminuzione dell 'interesse per la guerra '15-'18, ma non ancora una revisione reale dell 'interpretazione tradizionale. Contro di essa si pone l'opera di Rochat, che tenta di impostare un'interpretazione di classe della "grande guerra," denunciandone il carattere imperialista e gli scopi anti-operai, nonché la gestione repressiva funzionale alle esigenze e alle contraddizioni dei gruppi di comando della borghesia italiana. La passività delle masse, la loro incapacità di ribellarsi contro la guerra loro imposta,·non viene più vista come la prova della loro "immaturità" e del loro scarso peso politico; pur in un quadro generale di sconfitta grave del movimento operaio, la resistenza passiva delle masse (che si traduceva per esempio in una scarsa efficienza dell'esercito) fu un ostacolo insuperabile per il capitalismo italiano, che vide crollare a Caporetto i suoi sogni di espansione armata.
Si tratta, è ovvio, di una prospettiva di ricerca da approfondire (e non mancano indicazioni pratiche in questo senso nel volume) , che ha però il merito di rompere una tradizione di conformismo e di aprire un discorso nuovo sulla "grande guerra" italiana. show less
Si tratta, è ovvio, di una prospettiva di ricerca da approfondire (e non mancano indicazioni pratiche in questo senso nel volume) , che ha però il merito di rompere una tradizione di conformismo e di aprire un discorso nuovo sulla "grande guerra" italiana. show less
Oct 13, 2014 (Edited)Italian
Gli arditi dei reparti d'assalto creati nel 1917 per la guerra di trincea sono ancora oggi accompagnati da una leggenda di valore e di ferocia alimentata dalle loro imprese belliche, ma anche dal ruolo politico che ebbero in guerra e più apertamente nel dopoguerra, e poi dalla propaganda fascista, che li presentò come precursori del regime e come modello di un nuovo tipo di combattente politicizzato. Questo mito non era mai stato sottoposto a critica storica per l'insufficienza delle fonti show more archivistiche e ufficiali, per la complessità di una vicenda in cui si intrecciano fattori militari e problemi politici e per il ritardo generale degli studi sulla "grande guerra ", questo momento cosi difficile e ambiguo del nostro passato nazionale.
In questo volume Giorgio Rochat, che nei suoi studi ha sempre cercato di unire storia militare e storia politica, affronta per la prima volla le vicende e le leggende degli arditi dalle trincee della prima guerra mondiale alla strumentalizzazione fascista del combattentismo. In particolare ricostruisce le origini e il ruolo militare dei reparti d'assalto nel 1917-18, le loro imprese ed i loro successi, che provocarono il rapido sviluppo della specialità e la resero subito popolare. Studia parallelamente il ruolo politico degli arditi, che vennero ad impersonare la volontà di vittoria a tutti i costi, ma anche l'implicito rifiuto delle tradizioni e delle istituzioni dello slato liberale e del suo esercito. E infatti gli arditi subito dopo l'armistizio si schierarono con il nascente fascismo, assumendo il ruolo di punta nell'offensiva antisocialista;erano però troppo legati ai miti della violenza armata e della guerra nazionalista per riuscire a dar vita ad un movimento politico proprio. Sulla base di ampie ricerche sulla stampa e negli archivi della polizia, Rochat documenta infatti come l'arditismo si ridusse ben presto a movimento subalterno al fascismo mussoliniano, stl'tJmentalizzato prima dalle molteplici forze di destra che cercavano di inserirsi nel nuovo regime, poi dalla propaganda fascista in implicita contrapposizione all'esercito regolare. show less
In questo volume Giorgio Rochat, che nei suoi studi ha sempre cercato di unire storia militare e storia politica, affronta per la prima volla le vicende e le leggende degli arditi dalle trincee della prima guerra mondiale alla strumentalizzazione fascista del combattentismo. In particolare ricostruisce le origini e il ruolo militare dei reparti d'assalto nel 1917-18, le loro imprese ed i loro successi, che provocarono il rapido sviluppo della specialità e la resero subito popolare. Studia parallelamente il ruolo politico degli arditi, che vennero ad impersonare la volontà di vittoria a tutti i costi, ma anche l'implicito rifiuto delle tradizioni e delle istituzioni dello slato liberale e del suo esercito. E infatti gli arditi subito dopo l'armistizio si schierarono con il nascente fascismo, assumendo il ruolo di punta nell'offensiva antisocialista;erano però troppo legati ai miti della violenza armata e della guerra nazionalista per riuscire a dar vita ad un movimento politico proprio. Sulla base di ampie ricerche sulla stampa e negli archivi della polizia, Rochat documenta infatti come l'arditismo si ridusse ben presto a movimento subalterno al fascismo mussoliniano, stl'tJmentalizzato prima dalle molteplici forze di destra che cercavano di inserirsi nel nuovo regime, poi dalla propaganda fascista in implicita contrapposizione all'esercito regolare. show less
Oct 13, 2014Italian
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