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Rossana Rossanda (1924–2020)

Author of The Comrade from Milan

38+ Works 261 Members 3 Reviews

About the Author

Includes the name: Rossana Rossanda

Works by Rossana Rossanda

The Comrade from Milan (2005) — Author — 166 copies, 2 reviews
Einmischung (1980) 11 copies
Un viaggio inutile (1991) 11 copies
La perdita (2008) — Author — 6 copies
Note a margine (1996) 5 copies
Questo corpo che mi abita (2018) 4 copies
De marx a marx (1975) 3 copies
Klass och parti 2 copies

Associated Works

The Blithedale Romance (1852) — Afterword, some editions — 1,860 copies, 24 reviews
Isolina (1987) — Foreword, some editions — 43 copies, 1 review
Praga (1987) — Foreword — 8 copies, 1 review

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Common Knowledge

Canonical name
Rossanda, Rossana
Birthdate
1924-04-23
Date of death
2020-09-20
Gender
female
Occupations
journalist
politician
Organizations
Partito Comunista Italiano
PdUP per il Comunismo
Nationality
Italy
Birthplace
Pola, Croazia
Associated Place (for map)
Pola, Croazia

Members

Reviews

6 reviews
La statura morale ed intellettuale dell' autrice non si discute, ma questo libro e' piu' noioso di un articolo della Pravda
I protagonisti della Resistenza, della vittoria contro il nazifascismo, delle lotte politiche della cosiddetta prima repubblica cominciano a scomparire, a farsi anziani, o taciturni.
Rossana Rossanda, che all’epoca era una ragazza molto giovane, è una signora appena appena cresciuta, non solo anagraficamente. E racconta con semplicità, humor e benedetta sprezzatura la scelta normale di farsi antifascista, anzi comunista e resistente a causa di “una intolleranza per l’eterodirezione show more delle esistenze che non ho mai dismesso. Non è una teoria, è una parte di me. Come sopportare che i più tra coloro che nascono non abbiano neanche la possibilità di pensare a chi sono, che faranno di sé, l’avventura umana bruciata in partenza?”
Rossanda racconta ancora, da protagonista, la vicenda politica del dopoguerra, le relazioni tutt’altro che idilliache tra intellettuali e PCI. Ci dice quello che furono per i comunisti italiani i rapporti con Mosca, i fatti d’Ungheria, la Cecoslovacchia. Ci racconta il maggio francese, il ’68 italiano: dall’angolo visuale di chi non condivise le scelte della sinistra tradizionale, anzi si batté ­ senza successo ­ perché da quegli eventi apprendesse una diversa lettura del reale e del proprio progetto politico.
La narrazione si chiude con la nascita del “Manifesto” e la radiazione dal PCI.
Agli anni più recenti, e alla fine veloce di quel partito dedica poche righe trancianti: “…non che immaginassi quanto sarebbe stato facile demolire venti anni dopo quel corpo elefantiaco, sarebbe bastata una pensata di Achille Occhetto”.
A chi si consiglia la lettura: a chi abbia voglia di documentarsi, di ascoltare una vicenda insieme personale e politica di anni molto recenti, ma già avvolti nelle nebbie di un secolo di storia.
A chi si sconsiglia: a chi sia troppo di parte per accettare anche una conversazione molto personale e pacata, ma tuttavia a sua volta schierata. Dalla “parte del torto”, naturalmente.
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un viaggio nel '900 attraverso il cinema, un viaggio nel cinema attraverso il '900. Due generazioni politiche a confronto, due approcci critico-politici a confronto, prima e dopo il '68. Padri e figli del '68, attraverso chi il '68 lo ha portato nel cinema.

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