André Martinet (1908–1999)
Author of Elementi di linguistica generale
About the Author
Series
Works by André Martinet
Linguistics today — Editor — 3 copies
Phonology as functional phonetics : three lectures delivered before the University of London in 1946 (1978) 1 copy
La Linguistique Synchronique 1 copy
Le français sans fard 1 copy
La Lengua 1 copy
El Lenguaje. La Comunicación 1 copy
Associated Works
Nos langues et l'unité de l'Europe : actes des colloques de Fleury (Normandie) et Maiano (Prouvènço) (1992) — Preface — 1 copy
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Common Knowledge
- Legal name
- Martinet, André
- Birthdate
- 1908-04-12
- Date of death
- 1999-07-16
- Gender
- male
- Education
- Université de la Sorbonne, Paris (Doctorat, Lettres, Thèse principale 'La gémination consonantique d'origine expressive dans les langues germaniques ', Thèse complémentaire 'La phonologie du mot en danois.', 19 37)
Unversité Humboldt, Berlin, Allemagne
Agrégation d'anglais (Rang 17, 19 30) - Occupations
- professor (Linguistics)
linguist (structural) - Organizations
- Prague School
- Relationships
- Martinet, Jeanne (Epouse)
- Short biography
- André Martinet (1908-1999) est un linguiste français, initiateur de la linguistique fonctionnaliste.
Né de parents instituteurs le 12 avril 1908 dans la commune de Saint-Alban-des-Villards, André Martinet s'intéresse très tôt au bilinguisme de son environnement (Français, Provençal). Son parcours scolaire l'oriente vers l'étude de la linguistique et des langues germaniques.
Après une agrégation d'anglais (1930), il poursuit ses études à l'université de la Sorbonne, Paris et à l'université Humboldt, Berlin - influencé par l'école de Prague et la linguistique structurale - et soutient un doctorat de lettres en 1937 ou il développe le concept de fonctionnalisme.
En 1938, il est nommé directeur d'études à l'école pratiques des hautes études. Il rejoint l'International Auxiliary Language Association (IALA) à New York de 1946 à 1948 et enseigne la linguistique à l'université Columbia de 1947 à 1955. Il prend alors la direction de la revue Word (1947-1964)
En 1955, il reprend son poste à l'EPHE qu'il occupe jusqu'à sa retraite en 1977. Il crée la revue La Linguistique, aux Presses Universitaires de France en 1965 et la Société Internationale de Linguistique Fonctionnelle (SIFL) en 1976
Parmi plus de 20 ouvrages approchant notamment le fonctionnalisme de la syntaxe, "Éléments de linguistique générale" (1960) est le plus connu, traduit dans 17 langues et qui influencera une génération de linguistes en France et dans le monde.
Il décède le 16 juillet 1999 à Châtenay-Malabry - Cause of death
- Naturelle (Vieillesse)
- Nationality
- France
- Birthplace
- Saint-Alban-des-Villards, Savoie, Auvergne-Rhône-Alpes, France
- Place of death
- Châtenay-Malabry, Hauts-de-Seine, Île-de-France, France
- Map Location
- France
- Associated Place (for map)
- France
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"Ogni descrizione presuppone una scelta. Ogni oggetto, per quanto semplice possa apparire, a prima vista, si può rivelare infinitamente complesso. Ma una descrizione è necessariamente finita e quindi deve limitarsi a mettere in luce solo certi tratti dell'oggetto da descrivere." (A. Martinet, Elementi di linguistica generale, Laterza 1966, in F.Piazzi , La didattica breve delle materie umanistiche, Didattica breve-materiali 1, IRRSAE Emilia Romagna ).
Il presente contributo nasce show more dall’intento di fornire una breve rassegna bibliografica, selettiva e
ragionata, di opere e manuali che, sia sul versante degli studi scientifici, sia nel campo della
didattica, possono fornire indicazioni, riflessioni o anche semplicemente spunti importanti per gli
insegnanti che intendono innovare l’insegnamento del Latino e aggiornarlo alle esigenze attuali.
È difficile delineare con precisione gli ambiti dei diversi orientamenti metodologici nell’ambito
dell’attuale didattica, che – all’infuori del cosiddetto “metodo naturaleÂ?, che tratta il Latino come
lingua viva â oscillano tra i due seguenti estremi: un principio secondo cui si va dalla regola al testo
(grammatica normativa) e un altro che prevede unâÂÂinterazione tra testo e regola, secondo un
rapporto per cui la regola nasce dalla descrizione di un fenomeno cui si assiste allâÂÂinterno del testo
stesso (grammatica descrittiva). In questa prospettiva nascono, in ambito scolastico, manuali che
sempre più smussano i lati di un aspro e rigido atteggiamento normativo, lasciando più spazio ai
testi, non più e non solo palestra di traduzione o, peggio, âÂÂcaviaâÂ? per sperimentare le norme
mandate a memoria, ma mezzo per meditare sugli aspetti imprescindibili e fondanti o, quanto meno,
importanti della cultura classica. La lingua, dunque, come specchio di una civiltÃÂ , non solo come
ossessiva ricerca e conferma di norme grammaticali.
Il tentativo di innovare il metodo di studio del Latino, nato sul solco del forte impulso ricevuto dagli
studi linguistici nel secolo scorso a partire dal Corso di linguistica generale di de Saussure (1916),
affonda le proprie radici â ormai possiamo dire â in tempi relativamente lontani. Le prime
sperimentazioni, infatti, della cosiddetta âÂÂgrammatica della dipendenzaâÂ? di Tesnière (verbi valenti o
avalenti, con attanti e circostanti) risalgono agli anni âÂÂ50-âÂÂ60 e saranno poi sviluppate dalle
riflessioni di Happ (âÂÂ76-âÂÂ79), che, sempre in stretta dipendenza dal verbo, individua complementi
obbligatori (max. 7) e complementi facoltativi, detti impletivi, scelti su asse paradigmatico e
allineati su asse sintagmatico. Un altro contributo fondamentale, che proviene direttamente
dallâÂÂambito degli studi di linguistica generale, si deve a Martinet (1987), che ha proposto, con il suo
funzionalismo, una lettura dei fenomeni linguistici basata su una âÂÂdoppia articolazioneâÂ?: da un lato,
le unitàdistintive, i âÂÂfonemiâÂ?; dallâÂÂaltro le unitàsignificative, cioè latrici di significato, i âÂÂmonemiâÂ?,
che si dividono in âÂÂlessemiâÂ? (nellâÂÂambito lessicale) e âÂÂmorfemiâÂ? (nellâÂÂambito grammaticale). I
monemi si articolano funzionalmente in âÂÂsintagmiâÂ?, creando le âÂÂespansioniâÂ?, ovvero costruendo la
frase secondo il seguente schema:
verbo + supporto del verbo (soggetto) + espansioni
A partire dalla metàdegli anni Sessanta, altre prospettive sono state aperte, sempre dallâÂÂambito
della linguistica generale, dalle riflessioni sulla grammatica generativo-trasformazionale di
Chomsky e della sua scuola.
Un cenno merita anche il tentativo di accostarsi al Latino come a una lingua viva, secondo il
cosiddetto âÂÂmetodo naturaleâÂ?, promosso e sviluppato specialmente nellâÂÂambito del mondo nordeuropeo,
ma oggi presente, sia pur in misura ancora molto limitata, anche nella scuola italiana.
LâÂÂallievo affronta lo studio della lingua attraverso un percorso di apprendimento simile a quello
delle lingue moderne, secondo unitÃÂ didattiche di difficoltÃÂ progressiva, che facilitano
lâÂÂapprendimento, diminuendo così il rischio di scoraggiamento e demotivazione nei primi passi
dello studio. Il manuale scolastico di riferimento, edito nel 1985, è del danese Hans H. ÃÂrberg
(Lingua Latina per se illustrata).
- www.loescher.it/mediaclassica -
Per approfondire le posizioni metodologico-didattiche sopra esposte in modo sintetico, si propone
qui una breve rassegna che, ben lungi dal nutrire pretese esaustive, ha il solo scopo di fornire un
primo quadro di orientamento.
Breve rassegna bibliografica
⢠L. Tesnière, Eléments de syntaxe structurale, Klincksieck, Paris, 198210; H. Happ,
Grundfragen einer Dipendenz-Grammatik des Lateinischen, Vandenhoeck & Ruprecht,
Göttingen, 1976; Möglichkeiten einer Dependenz-Grammatik des Lateinischen, in
ëGymnasiumû 83, 1976, pp. 35-58 ora trad. it. in G. Proverbio (a cura di), La sfida
linguistica, Rosenberg & Sellier, Torino, 1979, pp. 186-214; Möglichkeiten und Grenzen
bei der unterrichtlichen Anwendung einer Dependenz-Grammatik des Lateinischen, in
ëGymnasiumû 8, 1977, pp. 35-87; Syntaxe latine et théorie de la valence. Essai
d'adaptation au latin des théories de Lucien Tesnière, in ëLes ÃÂtudes Classiquesû 45,
1977, pp. 337-366 e in ëLanguagesû 50, 1978, pp. 51-70.
Per la grammatica della dipendenza di Tesnière e Happ, cfr. G. Proverbio, Prospettive per
l'insegnamento delle lingue classiche, in ëOrientamenti pedagogiciû 25 (3), 1976, pp.
461-475; Modelli linguistici e insegnamento del latino, in ëOrientamenti pedagogiciû, 25
(3), 1978, pp. 445-459; Lingue classiche alla prova. Note storiche e teoriche per una
didattica, Pitagora, Bologna, 1981; Lezioni di glottodidattica, Giappichelli, Torino, 1984;
F. Sabatini, Lingua e linguaggi. Educazione linguistica e italiano nella scuola media,
Loescher, Torino, 1980; La comunicazione e gli usi della lingua, Loescher, Torino, 1984;
E. Andreoni Fontecedro, Il modello Tesnière - Sabatini e la sua applicazione al latino, in
ëAtene & Romaû 31, 1997, pp. 81-88; Progetto sequenziale per l'insegnamento della
morfologia e della sintassi latina nel biennio secondo il modello Tesnière - Sabatini, in
ëAufidusû 5, 1988, pp. 83-99.
⢠A. Martinet, La considerazione funzionale del linguaggio, trad. it. Il Mulino, Bologna,
19842; Elementi di linguistica generale, trad. it. Laterza, Bari, 1987.
Per il funzionalismo di Martinet, A. Ghiselli, Grammatica moderna della lingua latina,
Laterza, Bari, 1987; Nuove metodologie didattiche per l'apprendimento delle strutture
morfosintattiche fondamentali del latino, in I. Lana, Il latino nella scuola secondaria, La
Scuola, Brescia, 1990, pp. 55-74; Il nuovo libro di latino, Laterza, Bari, 1995.
⢠N. Chomsky, Le strutture della sintassi, trad. it. Laterza, Bari, 1970; Aspetti della teoria
della sintassi, in Saggi linguistici II, Boringhieri, Torino, 1970.
Per la grammatica generativo-trasformazionale, cfr. G. Calboli, La linguistica moderna e
il latino. I casi, PÃÂ tron, Bologna, 1975; R. Oniga, I composti nominali latini. Una
morfologia generativa, PÃÂ tron, Bologna, 1988; Grammatica generativa e insegnamento
del latino, in ëAufidusû 14, 1991, pp. 83-108. Importanti considerazioni anche in A.
Traina, La sintassi latina e la linguistica moderna: I. La grammatica storica, in ëScuola
e didatticaû 9 (3), 1963, pp. 132-134; La sintassi latina e la linguistica moderna: II. La
grammatica psicologica e l'esegesi, in ëScuola e didatticaû 9 (5), 1963, pp. 245-247; La
sintassi latina e la linguistica moderna: III. Lo strutturalismo, in ëScuola e didatticaû 9
(7), 1964, pp. 361-363; più recentemente G. Garbugino, Analisi logica, linguistica
moderna e didattica del latino, in ëBollettino di Studi latiniû, 25, 1995, pp. 585-603;
Latino ed educazione linguistica, United Press, Padova, 19952.
- www.loescher.it/mediaclassica -
⢠Studi di carattere generale sui problemi della didattica del Latino: S. Rocca, Avviamento
alla didattica del latino, Bozzi, Genova, 1979; N. Flocchini, Insegnare latino, La Nuova
Italia, Firenze, 1999; A. Giordano Rampioni, Manuale per lâÂÂinsegnamento del latino nella
scuola del 2000. Dalla didattica alla didassi, Patron Editore, Bologna 19992.
⢠Per la Didattica Breve, cfr. F. Ciampolini, La didattica breve, Il Mulino, Bologna, 1993.
Per le sue applicazioni al latino: F. Piazzi (a cura di), La didattica breve del latino,
Cappelli, Bologna, 1993. show less
Il presente contributo nasce show more dall’intento di fornire una breve rassegna bibliografica, selettiva e
ragionata, di opere e manuali che, sia sul versante degli studi scientifici, sia nel campo della
didattica, possono fornire indicazioni, riflessioni o anche semplicemente spunti importanti per gli
insegnanti che intendono innovare l’insegnamento del Latino e aggiornarlo alle esigenze attuali.
È difficile delineare con precisione gli ambiti dei diversi orientamenti metodologici nell’ambito
dell’attuale didattica, che – all’infuori del cosiddetto “metodo naturaleÂ?, che tratta il Latino come
lingua viva â oscillano tra i due seguenti estremi: un principio secondo cui si va dalla regola al testo
(grammatica normativa) e un altro che prevede unâÂÂinterazione tra testo e regola, secondo un
rapporto per cui la regola nasce dalla descrizione di un fenomeno cui si assiste allâÂÂinterno del testo
stesso (grammatica descrittiva). In questa prospettiva nascono, in ambito scolastico, manuali che
sempre più smussano i lati di un aspro e rigido atteggiamento normativo, lasciando più spazio ai
testi, non più e non solo palestra di traduzione o, peggio, âÂÂcaviaâÂ? per sperimentare le norme
mandate a memoria, ma mezzo per meditare sugli aspetti imprescindibili e fondanti o, quanto meno,
importanti della cultura classica. La lingua, dunque, come specchio di una civiltÃÂ , non solo come
ossessiva ricerca e conferma di norme grammaticali.
Il tentativo di innovare il metodo di studio del Latino, nato sul solco del forte impulso ricevuto dagli
studi linguistici nel secolo scorso a partire dal Corso di linguistica generale di de Saussure (1916),
affonda le proprie radici â ormai possiamo dire â in tempi relativamente lontani. Le prime
sperimentazioni, infatti, della cosiddetta âÂÂgrammatica della dipendenzaâÂ? di Tesnière (verbi valenti o
avalenti, con attanti e circostanti) risalgono agli anni âÂÂ50-âÂÂ60 e saranno poi sviluppate dalle
riflessioni di Happ (âÂÂ76-âÂÂ79), che, sempre in stretta dipendenza dal verbo, individua complementi
obbligatori (max. 7) e complementi facoltativi, detti impletivi, scelti su asse paradigmatico e
allineati su asse sintagmatico. Un altro contributo fondamentale, che proviene direttamente
dallâÂÂambito degli studi di linguistica generale, si deve a Martinet (1987), che ha proposto, con il suo
funzionalismo, una lettura dei fenomeni linguistici basata su una âÂÂdoppia articolazioneâÂ?: da un lato,
le unitàdistintive, i âÂÂfonemiâÂ?; dallâÂÂaltro le unitàsignificative, cioè latrici di significato, i âÂÂmonemiâÂ?,
che si dividono in âÂÂlessemiâÂ? (nellâÂÂambito lessicale) e âÂÂmorfemiâÂ? (nellâÂÂambito grammaticale). I
monemi si articolano funzionalmente in âÂÂsintagmiâÂ?, creando le âÂÂespansioniâÂ?, ovvero costruendo la
frase secondo il seguente schema:
verbo + supporto del verbo (soggetto) + espansioni
A partire dalla metàdegli anni Sessanta, altre prospettive sono state aperte, sempre dallâÂÂambito
della linguistica generale, dalle riflessioni sulla grammatica generativo-trasformazionale di
Chomsky e della sua scuola.
Un cenno merita anche il tentativo di accostarsi al Latino come a una lingua viva, secondo il
cosiddetto âÂÂmetodo naturaleâÂ?, promosso e sviluppato specialmente nellâÂÂambito del mondo nordeuropeo,
ma oggi presente, sia pur in misura ancora molto limitata, anche nella scuola italiana.
LâÂÂallievo affronta lo studio della lingua attraverso un percorso di apprendimento simile a quello
delle lingue moderne, secondo unitÃÂ didattiche di difficoltÃÂ progressiva, che facilitano
lâÂÂapprendimento, diminuendo così il rischio di scoraggiamento e demotivazione nei primi passi
dello studio. Il manuale scolastico di riferimento, edito nel 1985, è del danese Hans H. ÃÂrberg
(Lingua Latina per se illustrata).
- www.loescher.it/mediaclassica -
Per approfondire le posizioni metodologico-didattiche sopra esposte in modo sintetico, si propone
qui una breve rassegna che, ben lungi dal nutrire pretese esaustive, ha il solo scopo di fornire un
primo quadro di orientamento.
Breve rassegna bibliografica
⢠L. Tesnière, Eléments de syntaxe structurale, Klincksieck, Paris, 198210; H. Happ,
Grundfragen einer Dipendenz-Grammatik des Lateinischen, Vandenhoeck & Ruprecht,
Göttingen, 1976; Möglichkeiten einer Dependenz-Grammatik des Lateinischen, in
ëGymnasiumû 83, 1976, pp. 35-58 ora trad. it. in G. Proverbio (a cura di), La sfida
linguistica, Rosenberg & Sellier, Torino, 1979, pp. 186-214; Möglichkeiten und Grenzen
bei der unterrichtlichen Anwendung einer Dependenz-Grammatik des Lateinischen, in
ëGymnasiumû 8, 1977, pp. 35-87; Syntaxe latine et théorie de la valence. Essai
d'adaptation au latin des théories de Lucien Tesnière, in ëLes ÃÂtudes Classiquesû 45,
1977, pp. 337-366 e in ëLanguagesû 50, 1978, pp. 51-70.
Per la grammatica della dipendenza di Tesnière e Happ, cfr. G. Proverbio, Prospettive per
l'insegnamento delle lingue classiche, in ëOrientamenti pedagogiciû 25 (3), 1976, pp.
461-475; Modelli linguistici e insegnamento del latino, in ëOrientamenti pedagogiciû, 25
(3), 1978, pp. 445-459; Lingue classiche alla prova. Note storiche e teoriche per una
didattica, Pitagora, Bologna, 1981; Lezioni di glottodidattica, Giappichelli, Torino, 1984;
F. Sabatini, Lingua e linguaggi. Educazione linguistica e italiano nella scuola media,
Loescher, Torino, 1980; La comunicazione e gli usi della lingua, Loescher, Torino, 1984;
E. Andreoni Fontecedro, Il modello Tesnière - Sabatini e la sua applicazione al latino, in
ëAtene & Romaû 31, 1997, pp. 81-88; Progetto sequenziale per l'insegnamento della
morfologia e della sintassi latina nel biennio secondo il modello Tesnière - Sabatini, in
ëAufidusû 5, 1988, pp. 83-99.
⢠A. Martinet, La considerazione funzionale del linguaggio, trad. it. Il Mulino, Bologna,
19842; Elementi di linguistica generale, trad. it. Laterza, Bari, 1987.
Per il funzionalismo di Martinet, A. Ghiselli, Grammatica moderna della lingua latina,
Laterza, Bari, 1987; Nuove metodologie didattiche per l'apprendimento delle strutture
morfosintattiche fondamentali del latino, in I. Lana, Il latino nella scuola secondaria, La
Scuola, Brescia, 1990, pp. 55-74; Il nuovo libro di latino, Laterza, Bari, 1995.
⢠N. Chomsky, Le strutture della sintassi, trad. it. Laterza, Bari, 1970; Aspetti della teoria
della sintassi, in Saggi linguistici II, Boringhieri, Torino, 1970.
Per la grammatica generativo-trasformazionale, cfr. G. Calboli, La linguistica moderna e
il latino. I casi, PÃÂ tron, Bologna, 1975; R. Oniga, I composti nominali latini. Una
morfologia generativa, PÃÂ tron, Bologna, 1988; Grammatica generativa e insegnamento
del latino, in ëAufidusû 14, 1991, pp. 83-108. Importanti considerazioni anche in A.
Traina, La sintassi latina e la linguistica moderna: I. La grammatica storica, in ëScuola
e didatticaû 9 (3), 1963, pp. 132-134; La sintassi latina e la linguistica moderna: II. La
grammatica psicologica e l'esegesi, in ëScuola e didatticaû 9 (5), 1963, pp. 245-247; La
sintassi latina e la linguistica moderna: III. Lo strutturalismo, in ëScuola e didatticaû 9
(7), 1964, pp. 361-363; più recentemente G. Garbugino, Analisi logica, linguistica
moderna e didattica del latino, in ëBollettino di Studi latiniû, 25, 1995, pp. 585-603;
Latino ed educazione linguistica, United Press, Padova, 19952.
- www.loescher.it/mediaclassica -
⢠Studi di carattere generale sui problemi della didattica del Latino: S. Rocca, Avviamento
alla didattica del latino, Bozzi, Genova, 1979; N. Flocchini, Insegnare latino, La Nuova
Italia, Firenze, 1999; A. Giordano Rampioni, Manuale per lâÂÂinsegnamento del latino nella
scuola del 2000. Dalla didattica alla didassi, Patron Editore, Bologna 19992.
⢠Per la Didattica Breve, cfr. F. Ciampolini, La didattica breve, Il Mulino, Bologna, 1993.
Per le sue applicazioni al latino: F. Piazzi (a cura di), La didattica breve del latino,
Cappelli, Bologna, 1993. show less
May 19, 2006Italian
Livre de vulgarisation d'Anfré Martinet qui fait le point sur la reconstruction de l'indo(européens, sur les hypothèses au sujet des peuples qui parlaient cette langue hypothétique et sur le recoupement entre données archéologiques et données linguistiques
Aug 14, 2009French
Feb 22, 2018Spanish
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