Portraits in Jazz
by Haruki Murakami
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Description
Todo lo que siempre has querido saber sobre Murakami y el jazz, contado por el propio autor. «Una joya.» Jorge Coscarón, Esquire «Tan hermoso como ameno.» Eduardo Bravo, GQ «Un libro perfecto para leer con los oídos mientras rinde un excepcional tributo a unos artistas imprescindibles.» Martín Page, El Cultural «Demuestra la capacidad de Murakami para convertir las notas musicales en una prosa inigualable que nos envuelve en su melodía.» Iván Orio, El Correo «Murakami logra show more atrapar en estos textos de forma prodigiosa el vínculo íntimo, emocional y subjetivo que establecemos con las creaciones artísticas.» Mauricio Bach, Letra Global «Si les gusta el jazz, no deben perderse este libro de Murakami.» Luis M. Alonso, La Nueva España Haruki Murakami regentó durante años un club de jazz, llamado Peter Cat, antes de dedicarse a tiempo completo a la escritura. Sin duda, al abrir este volumen el lector tendrá la sensación de haberse sentado a una de las mesas del local mientras el propio Murakami le cuenta anécdotas y pormenores de las canciones que se escuchan, en un tono confidencial, cálido y entusiasta. La pasión del escritor japonés por el jazz le llevó a escribir este libro compuesto por cincuenta y cinco retratos de músicos de jazz, acompañados de una ilustración del artista japonés Wada Makoto y de un comentario sobre un álbum de cada músico. Gracias a Murakami, cada «entrada» se convierte en una pequeña y deliciosa historia, en un fragmento de memoria autobiográfica, en consejos a la hora de escuchar a un intérprete, o en frescas pinceladas para describir a un artista o una época. Así, desde el mítico Chet Baker hasta Ella Fitzgerald, por el libro desfilan grandes figuras como Billie Holiday, Duke Ellington, Bill Evans o Art Pepper. ENGLISH DESCRIPTION Everything You've Ever Wanted to Know About Murakami and Jazz--Told by the Author Himself. "A gem." -- Jorge Coscarón, Esquire "As beautiful as it is engaging." -- Eduardo Bravo, GQ "A perfect book to listen to as you read, paying exceptional tribute to essential artists." -- Martín Page, El Cultural "Murakami masterfully transforms musical notes into prose, wrapping us in his melody." -- Iván Orio, El Correo "He brilliantly captures the intimate, emotional, and personal connection we form with artistic creations." -- Mauricio Bach, Letra Global "If you love jazz, you can't miss this book by Murakami." -- Luis M. Alonso, La Nueva España Before dedicating himself entirely to writing, Haruki Murakami ran a jazz club called Peter Cat for years. Open this book, and you'll feel like you've taken a seat at the bar, listening to Murakami himself as he shares anecdotes and stories about the songs playing--his tone warm, personal, and full of enthusiasm. Murakami's deep love for jazz led him to craft this book, which features fifty-five portraits of legendary jazz musicians. Each profile is paired with an illustration by Japanese artist Wada Makoto and Murakami's thoughts on an essential album from each musician's repertoire. Thanks to Murakami's storytelling, every entry transforms into a delightful little tale--a glimpse into his own memories, advice on how to listen to a performer, or vivid brushstrokes that bring an artist or an era to life. From the iconic Chet Baker to Ella Fitzgerald, this book is filled with legends: Billie Holiday, Duke Ellington, Bill Evans, Art Pepper, and many more. show lessTags
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Chi conosce Murakami Haruki sa che nei suoi libri sono disseminate tracce di una riconoscibile passione musicale. In particolare, l’amore per il jazz – in maniera simile a quello per il podismo raccontato in L’arte di correre (2007) – ha accompagnato momenti importanti della vita dello scrittore giapponese (che ha anche gestito un jazz club per diversi anni), e questo si coglie leggendo i suoi romanzi, a partire dal “beatlesiano” Norwegian wood (1987).
Recentemente pubblicato in Italia da Einaudi, Ritratti in jazz (2013) costituisce un’ottima introduzione al Murakami jazzofilo. A partire da due serie di illustrazioni di Makoto Wada, composte da ritratti di musicisti jazz di varie epoche e stili, Murakami si diverte a show more mettere sul piatto del giradischi un album per ciascuno dei jazzisti ritratti da Makoto, lasciando che sia la musica a guidare il moto della penna sulla carta (o, se si preferisce, il battito delle dita sulla tastiera). Il risultato è un piccolo “manuale del jazz” sui generis, buono tanto per neofiti quanto per ascoltatori esperti, nel quale la dimensione affettiva prevale su qualsiasi pretesa filologica.
Si può ben dire che Murakami, scrivendo di jazz, improvvisi. Le sue note mostrano una passione di lunga data, sorretta da una profonda conoscenza di questo genere musicale. La padronanza dell’argomento gli permette di divagare senza troppe remore, per esempio iniziando a scrivere di un musicista e finendo per tessere le lodi di un altro. Il giornalismo musicale è un mestiere arduo – come non citare, anche in questa occasione, la massima “scrivere di musica è come ballare di architettura? – e Murakami mostra di non avere particolare cura di adeguarsi ai suoi canoni.
Poiché l’approccio è smaccatamente autobiografico, la scrittura può prendersi libertà che a un giornalista non sarebbero concesse. Diventa dunque ancor più piacevole confrontarsi con il ricco lavoro sul tessuto narrativo – e in particolare sull’aggettivazione e le metafore – svolto da Murakami. Nelle sue brevi schede il contrabbasso di Scott LaFaro è “fresco come la primavera e profondo come un bosco”, il suono del pianista Thelonious Monk “sembra scalfire un duro pezzo di ghiaccio”, la voce del sax tenore di Johnny Griffin suona “dura come un nigiri ben compresso”. Ogni pagina di Ritratti in jazz è fresca, coinvolgente e capace di far crescere in chiunque l’amore per quella magnifica musica che risponde al nome di jazz.
(da: http://cosahoimparatooggi.com/2014/07/03/ritratti-in-jazz-il-murakami-che-non-ti... ) show less
Recentemente pubblicato in Italia da Einaudi, Ritratti in jazz (2013) costituisce un’ottima introduzione al Murakami jazzofilo. A partire da due serie di illustrazioni di Makoto Wada, composte da ritratti di musicisti jazz di varie epoche e stili, Murakami si diverte a show more mettere sul piatto del giradischi un album per ciascuno dei jazzisti ritratti da Makoto, lasciando che sia la musica a guidare il moto della penna sulla carta (o, se si preferisce, il battito delle dita sulla tastiera). Il risultato è un piccolo “manuale del jazz” sui generis, buono tanto per neofiti quanto per ascoltatori esperti, nel quale la dimensione affettiva prevale su qualsiasi pretesa filologica.
Si può ben dire che Murakami, scrivendo di jazz, improvvisi. Le sue note mostrano una passione di lunga data, sorretta da una profonda conoscenza di questo genere musicale. La padronanza dell’argomento gli permette di divagare senza troppe remore, per esempio iniziando a scrivere di un musicista e finendo per tessere le lodi di un altro. Il giornalismo musicale è un mestiere arduo – come non citare, anche in questa occasione, la massima “scrivere di musica è come ballare di architettura? – e Murakami mostra di non avere particolare cura di adeguarsi ai suoi canoni.
Poiché l’approccio è smaccatamente autobiografico, la scrittura può prendersi libertà che a un giornalista non sarebbero concesse. Diventa dunque ancor più piacevole confrontarsi con il ricco lavoro sul tessuto narrativo – e in particolare sull’aggettivazione e le metafore – svolto da Murakami. Nelle sue brevi schede il contrabbasso di Scott LaFaro è “fresco come la primavera e profondo come un bosco”, il suono del pianista Thelonious Monk “sembra scalfire un duro pezzo di ghiaccio”, la voce del sax tenore di Johnny Griffin suona “dura come un nigiri ben compresso”. Ogni pagina di Ritratti in jazz è fresca, coinvolgente e capace di far crescere in chiunque l’amore per quella magnifica musica che risponde al nome di jazz.
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Haruki Murakami was born on January 12, 1949 in Kyoto, Japan and studied at Tokyo's Waseda University. He opened a coffeehouse/jazz bar in the capital called Peter Cat with his wife. He became a full-time author following the publication of his first novel, Hear the Wind Sing, in 1979. He writes both fiction and non-fiction works. His fiction show more works include Norwegian Wood, Colorless Tsukuru Tazaki and His Years of Pilgrimage, The Strange Library, and Men Without Women. Several of his stories have been adapted for the stage and as films. His nonfiction works include What I Talk About When I Talk About Running. He has received numerous literary awards including the Franz Kafka Prize for Kafka on the Shore, the Yomiuri Prize for The Wind-Up Bird Chronicle, and the Jerusalem Prize. He has translated into Japanese literature written by F. Scott Fitzgerald, Raymond Carver, Truman Capote, John Irving, and Paul Theroux. (Bowker Author Biography) show less
Awards and Honors
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Series
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Common Knowledge
- Canonical title
- Portraits in Jazz
- Original publication date
- 1997, 2001
- Original language
- Japanese
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- 497,380
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- 6 — Catalan, English, Italian, Japanese, Russian, Spanish
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- Paper, Ebook
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- ASINs
- 1



























































