Dissipatio H.G.: The Vanishing

by Guido Morselli

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"Dissipatio HG is a surrealistic fantasy novel where humankind disappears leaving its cities behind; only the narrator remains, and he wanders between Italy and Switzerland, contemplating the empty cities"--

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5 reviews
(Written in 1973)

I was eager to read this because I love post-apocalyptic novels. A man, something of hermit, wakes up one morning to find his neighbors gone. When he goes into town, everyone is gone. Cars are on, lights are working, food is half eaten, beds appear slept in. But the people are gone. He goes farther afield, makes calls--and there is no one. Phone recordings all come from the night of 6/1.

This book is really about philosophy--as a man THINKs through his isolation. Not about survival, as the lights and sewers are still running. But about an old friend, his doctor when he was institutionalized many years earlier. He thinks about isolation and loneliness and songs and religion. He struggles with how to live in the sense of show more what to do with himself every day. Formerly something of a hermit, he now revisits memories and doesn't know what to do with himself. He struggles to adjust--where to live, what to do. Should he plan for being taken himself? Should he hope to be taken as everyone else was? Were they taken or vaporized or...? He does not know. He wonders if he himself is dead.

I also wonder if he is dead--is he in purgatory? A near hermit now trapped alone? Or, as he revisits his time in an institution, actually having a mental break of some kind? Or is there no answer, all is exactly as he describes it? This book would be great for the right kind of book club. Very discussable.
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La storia - evidentemente - non è nuova. E risulta appesantita da un intellettualismo di fondo che, a partire dal titolo, rende il tutto spesso fastidioso. Le citazioni filosofiche/letterarie/musicali, l'uso “colto” di termini in lingue straniere, metafore come “la ragazza dall’occhio nero” per figurare una pistola. Tutto ciò rende la prosa davvero poco scorrevole e il libro, prima edizione 1977, non potrebbe risultare più datato. Peccato.
Metafisica di un Suicidio

Conosciamo tanti artisti che in vita ebbero riscontri infimi e che solo dopo la morte incominciarono ad ottenere successo. Tra questi rinnegati dal proprio tempo il bolognese Guido Morselli è stato uno dei casi più proverbiali e perseguitati dall'ironia del destino. Rifiutato per trent'anni da molteplici editori tra cui Italo Calvino, scrisse diversi libri che non furono mai pubblicati mentre era in vita, salvo due saggi. Per uno scherzo del destino, le sue prime pubblicazioni postume arrivarono già a partire da un anno dopo la sua morte, avvenuta per suicidio all’ età di 61 anni, fu Vittorio Sereni a mediare per la meritata pubblicazione con Adelphi e gli scritti ebbero subito buoni risultati critici. show more Quando nella divulgazione si parla di un autore, è molto comune parlare delle modalità del suo decesso per tenere attaccati i lettori o ascoltatori, anche quando queste circostanze c’entrano poco con i contenuti artistici e concettuali dell’artista; ma Morselli è uno di quei casi in cui non si può fare a meno di parlarne perché Dissipatio H.G, da molti considerato il suo capolavoro, è come un trattato di metafisica sulla sua scelta finale.

La trama è di per sé abbastanza semplice, un protagonista autobiografico decide di suicidarsi e, invece di dissolversi nell’oblio o di incontrare gli angeli finisce in un mondo che è uguale al nostro, ad eccezione della scomparsa di tutti gli esseri umani, volatilizzati in circostanze ignote. Non rimangono dunque nient’altro che il protagonista con tutte le altre forme di vita, con tutti gli oggetti ed edifici che sono stati lasciati dall’ umanità; in sostanza il contesto è post-apocalittico e buona parte del romanzo è formato dai pensieri di un protagonista che si chiede le ragioni di questo sfasamento della realtà, pensando al passato e cercando di passare il tempo con quel che rimane del mondo.

Per il protagonista la vita “terrena” era in realtà morte interiore e questa solitudine è invece qualcosa di stimolante. Se contiamo che gli animali non possono avere una percezione concettuale del mondo, ci ritroviamo in una situazione paradossale, dove noi abbiamo una grande complessità di opinioni sulla vita: alcuni dicono che il mondo fa schifo, altri dicono che la vita è bella, ma nel piano esistenziale di Morselli c’è solo una persona a percepire la sua realtà e il verdetto è di una gioia nichilista. La soggettività del sopravvissuto diventa ciò che di più simile c’è alla verità perché, come direbbe Berkeley, “l’essere è percezione”.

Mentre leggiamo le speculazioni del protagonista sulla sua nuova realtà apprendiamo il legame tra il suo carattere e il suicidio con la natura del suo aldilà, come se questo fosse la proiezione espressionista della sua misantropia e del suo solipsismo.

Tramite le molteplici digressioni che assottigliano i confini tra narrativa e saggistica, Morselli spinge la componente speculativa che è propria del fantastico alla sua accezione più letterale e tutte le riflessioni che si interscambiano nel romanzo forniscono ipotesi tramite il linguaggio fantascientifico, come l’inquinamento antropico che causa la scomparsa dell’ umanità, oppure con il linguaggio filosofico, per la ripresa della fenomenologia dello spirito di Hegel e, ovviamente, tramite il linguaggio spirituale, che richiama all’ apocalisse o ad un prescelto come fulcro di un’eternità poco ortodossa quale è quella di Dissipatio Humani Generis.

Da un punto di vista romantico, noi possiamo immaginare l’aldilà di Guido Morselli come un mondo che Morselli si era preparato per la sua evasione nella trascendenza, come un architetto etrusco che costruisce la propria tomba monumentale con tutti i suoi effetti personali e, infatti, lo scrittore bolognese ci ha lasciati pochi mesi dopo il completamento del romanzo. Non ci è dato sapere quanto esattamente Morselli sentisse proprie le idee esposte nel libro e quanto fosse di interesse meramente letterario, ma per la sua profondità e per il suo fascino autobiografico Dissipatio H.G è stato capace di trasfigurare la morte del suo autore in arte, sommando al suo tragico valore esistenziale un valore atemporale e aspaziale come è tipico dei classici.
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Het gaat hier meer een surrealistische fantasie dan een roman. Morselli pleegde kort na het schrijven van dit boek zelfmoord. Zijn romans vonden pas na zijn dood een uitgever. Dissipatio H.G. (humani generis) draait rond een man die in een grot in de Alpen op de grens tussen Italië en Zwitserland een einde aan zijn leven wil stellen, daar toch van af ziet, maar enkel om nadien vast te stellen dat niet hij de wereld maar de wereld hem verlaten heeft. De gehele mensheid lijkt verdampt. Wat volgt zijn uiteenlopende, vooral filosofische bespiegelingen rond de mens als buitenstaander, rond tijd en communicatie. "Aanvankelijk was er geen shock maar een waarnemen vol afgrijzen, waar mijn kritische vermogens, die zich gewoonlijk tegen mijn show more angst keren, aan meededen en mee instemden. Of mijn gezonde verstand, dat geweld werd aangedaan. Een beschouwende angst, die met zwarte helderheid de situatie overzag, erbij paste. Later kwam de paniek." (p. 15). Niet meteen opbeurende lectuur maar wel een die je aan het denken zet. show less
½
Dissipatio H.G. è l’ultimo romanzo di Guido Morselli, pubblicato postumo dopo il suicidio. Ed è da subito evidente come in questo breve racconto Morselli anticipi la sua morte, la sua decisione di porre fine alla vita con l’atto estremo per definizione. La storia di un uomo solo, ipocondriaco, affetto da una grave forma di depressione che decide di suicidarsi in un laghetto e tornando indietro si trova ad affrontare la desolazione di un’umanità smarrita, persa, una solitudine assoluta in cui l’unico rumore deriva dalle macchine ancora funzionanti, è sintomo dello stato d’animo dell’autore. Nella sovrapposizione di ricordi e di speranze perdute la difficoltà di vivere, di superare questa ansia, con una dimensione che va show more oltre l’esistenzialismo, netta, Morselli utilizza un linguaggio colto, difficile, la sintassi diventa sostanza, le parole macigni. Ma il romanzo non mi ha mai appassionato, l’ho ritenuto incapace di trasmettere emozioni, una sorta di canto del cigno comprensibile solo a chi lo vive. L’ermetismo del testo, la scrittura non aiutano la lettura, anzi la rendono ostica, difficile. Non conosco Morselli, ma questo romanzo mi ha sostanzialmente deluso. show less

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Randall, Frederika (Translator)

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Canonical title
Dissipatio H.G.: The Vanishing
Original title
Dissipatio H.G.
Original publication date
1977
First words*
Flarden van geluiden en beelden blijven me bij, en ze zijn het meest tastbare dat er van 'hen' over is.
Quotations*
Ik moet mezelf ervan overtuigen dat ik echt alleen ben. Geen sprookjes , geen btijend sarcasme à la Borges. Ik ben ondergedompeld in een lege, massieve werkelijkheid waarin geen plaats is voor speculatieve afsplitsingen, lab... (show all)yrinten en vluchtwegen, verdwijntrucs, meeslepende déjà vu's. Alles is rechtlijnig en eenduidig. Hard en onbarmhartig als glas, en ik zie geen enkele verwijzing, behalve naar mijn eigen ellende, mijn eigen onwetendheid, mijn volmaakte onbekwaamheid. Geen dubbelzinnigheden die voor meerdere uitleg vatbaar zijn, geen raadsels die om opheldering vragen, behalve die wanverhouding tussen de gebeurtenissen en het personage. Er blijft maar één weg voor me open: overgave. (p. 141)
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Genres
Fiction and Literature, General Fiction, Science Fiction
DDC/MDS
853.914Literature & rhetoricItalian, Romanian & related literaturesItalian fiction1900-20th Century1945-1999
LCC
PQ4829 .O714 .D4813Language and LiteratureFrench, Italian, Spanish and Portuguese literaturesItalian literatureIndividual authors, 1900-1960
BISAC

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