Thinking to Some Purpose

by L. Susan Stebbing

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Description

"Despite huge advances in education, knowledge and communication, it can often seem we are neither well-trained nor well-practiced in the art of clear thinking. Our powers of reasoning and argument are less confident that they should be, we frequently ignore evidence and we are all too often swayed by rhetoric rather than reason. But what can you do to think and argue better? First published in 1939 but unavailable for many years, Susan Stebbing's Thinking to Some Purpose is a classic show more first-aid manual of how to think clearly and remains astonishingly fresh and insightful. Written against a background of the rise of dictatorships and the collapse of democracy in Europe, it is packed with useful tips and insights. Stebbing offers shrewd advice on how to think critically and clearly, how to spot illogical statements and slipshod thinking, and how to rely on reason rather than emotion. At a time when we are again faced with serious threats to democracy and freedom of thought, Stebbing's advice remains as urgent and important as ever. This Routledge edition of Thinking to Some Purpose includes a new Foreword by Nigel Warburton and a helpful Introduction by Peter West, who places Susan Stebbing's classic book in historical and philosophical context"-- show less

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The book is billed as a first aid kit of clear thinking.

This book is a highly accessible field guide to spotting and avoiding bad argumentation. There are so many ways that argumentation and thinking can go wrong. Among those that Stebbing discusses are poor choices of language and insufficient attention to meaning and definition. Another is what she called “potted thinking,” which is the mindless circulation of worn truisms that have the appearance of being reasoned statements and contributions but are really so devoid of actual, intentional application that they add very little sustenance to a discussion. Potted thinking is to actual thinking what potted meat is to actual meat (it’s where she got the term). She also warns of show more propaganda, emotional thinking, poor and misleading illustrations and analogies, exaggeration, appeals to the self-evidence of numbers, and digression.

She also has some hard words for charismatic speakers who spend more time “persuading” than they do “convincing.” The difference is that persuasion is a form of sophistry whereby weak arguments are inflated by moving audiences to beliefs based not on the soundness of the arguments but on the appeal of the presentation. Convincing an audience requires presenting them with the facts, completely, and without distortion. With guidance and time, an audience will work through sound arguments and become convinced of the truth. I understand and am maybe sympathetic to this view of rhetoric as being manipulative but 1) rhetoric is essential to argumentation, and 2) even the most transparent and logical argumentation is rhetorical in that it relies on first moving the audience to accept a particular way of understanding the relationship between statements and the conditions of the world that allow those statements to be true.

Stebbing is an interesting but overlooked historical figure. She can be placed squarely in the tradition of analytic philosophy, having been trained, in part, at Cambridge. She was also the first woman in the UK to have been appointed a full professor in philosophy at Bedford College. She was active between WWI and WWII and was apparently well respected in her time.
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I'm pretty sure this dusty tome is out of print. I bought a reprint from India. I think most modern educated people would find many of the concepts here to be platitudes, but the author writes very clearly (possibly at the apex of 20th-century grammar and usage), and the examples from 1930s UK political figures are fascinating; mostly because these important people and their prewar concerns were so overshadowed by what was to come.
About how to become more aware of one's decision making processes, particular particularly in regard to political and civic questions. Most of the examples are drawn from news reports and speeches regarding European politics of the mid 1930s. The highlight is a chapter where Stebbing dissects an anti-suffrage speech from 1910. The voice is that of a conversational and somewhat chiding lecture.
½
This ISBN is for a 2022 edition. There is no ISBN for the 1951 Pelican paperback
Pausa. Riflettere. Pensare. “Pensare per uno scopo”. Il piccolo libro di filosofia della collana Pelican di Susan Stebbing aveva un grande obiettivo: fornire a tutti gli strumenti per pensare con chiarezza, da soli. Venne pubblicato nel 1939, l’ho riletto in versione Kindle e ne valeva la pena. Grazie ad un articolo pubblicato sulla rivista digitale AEON, che ho usato per questo post, ma sopratutto grazie alle coincidenze significative che esistono. Vi dico il perchè. Sarà un pò complicato spiegarlo a chi leggerà superficialmente questo scritto. M’interessa poco, l’importante per me è mettere insieme non solo i miei ricordi, ma anche il piacere che mi offrono ogni giorno le fondamentali abilità linguistiche sulle quali show more si basa la mia ereditaria patologia: la Bibliomania: ascoltare, parlare, leggere, scrivere e comunicare.

L. Susan Stebbing, pubblicò Thinking to Some Purpose nel 1939, sottolineando la necessità per le persone comuni di sviluppare le proprie capacità di pensiero critico, per evitare di essere fuorviate da una lingua ingannevole e da logiche basate su infondate conclusioni. Era profondamente consapevole del potere del linguaggio e dei suoi potenziali usi e abusi, avvertiva la necessità di una migliore comprensione di questo aspetto della comunicazione umana. Era la chiave per una società informata e impegnata. La sua società, quella del suo tempo, in Inghilterra. Siamo alla vigilia della seconda guerra mondiale e lei avvertiva la necessità per un popolo democratico di pensare chiaramente, senza le distorsioni dovute a pregiudizi inconsci e ignoranza non riconosciuta. Un chiaro appello al pensiero individuale, critico e razionale. Tipicamente inglese. Per la sua epigrafe, Stebbing scelse una citazione sulla libertà di pensiero del libero pensatore del XVIII secolo Anthony Collins, che aveva scritto:

… se abbiamo il diritto di conoscere qualsiasi Verità, abbiamo il diritto di pensare liberamente, o di usare le nostre Comprensioni, nel tentativo di scoprire il Significato di qualsiasi Proposizione, nel considerare la natura della Prove a favore o contro di essa, e nel giudicarle secondo l’apparente Forza o debolezza delle prove: perché non c’è altro modo per scoprire la Verità.

Anthony Collins, Discorso del pensiero libero (1713)

Stebbing fu una docente universitaria e poi professore in un mondo filosofico quasi completamente dominato dagli uomini. Nel 1933, fu la prima donna nel Regno Unito ad essere nominata professore ordinario di filosofia. Stebbing è rimasta poco conosciuta al di fuori dei circoli accademici specialistici e non ha nulla dell’aura quasi mitica che circonda il “grande” pensiero filosofico come quello di Bertrand Russell o di G.E. Moore, entrambi suoi contemporanei. Stebbing nacque nel nord di Londra nel 1885. Morì nel 1943 a soli 57 anni di cancro.

In Thinking to Some Purpose, un testo filosofico rivolto al grande pubblico, si propose di riflettere sulla lettura, ma anche di educare le persone a capire la filosofia intesa come un beneficio per il mondo reale, addestrando i suoi lettori su come praticarla. Il libro è descritto sulla copertina dell’edizione Pelican come “Un manuale di pronto soccorso per pensare con chiarezza, che mostra come rilevare le illogicità nei processi mentali di altre persone e come evitarle nei nostri”. Proprio come il manuale dell’utente di un’auto istruisce il proprietario su come percorrere la strada. Un libro scritto per aiutare i suoi lettori a pensare nel modo giusto ed evitare le insidie comuni. Pensare con chiarezza come “liberi pensatori”.

Il “libero pensiero” risale all’Illuminismo europeo e originariamente implicava il rifiuto dell’autorità religiosa e del dogma accademico alla luce dei nuovi sviluppi della scienza. In sostanza, i liberi pensatori spingevano per una democratizzazione della conoscenza e credevano che dovessimo seguire la nostra ragione piuttosto che la Bibbia o gli antichi testi filosofici. Il frontespizio di Thinking to Some Purpose include anche una citazione del filosofo del XVIII secolo Anthony Collins che ho citato innnanzi.

Come i liberi pensatori del XVII e XVIII secolo, Stebbing credeva che dovremmo evitare l’autorità come fonte di conoscenza e affidarci invece alle nostre capacità razionali. Credeva che gli individui fossero veramente liberi solo quando fossero in grado di pensare con chiarezza. Per lei, scrivere, mentre l’ombra del fascismo e del nazismo calava sull’Europa negli anni ’30, era un problema urgente. Nell’epilogo di Thinking to Some Purpose, dice al lettore che: “Il mio argomento è la libertà della mente.”

Fin qui il libro con il suo contenuto e le intenzioni di chi lo scrisse. Coincidenza significativa ha voluto che io conoscessi questo libro, agli inizi degli anni sessanta, in un luogo dove il pensiero pensato aveva davvero bisogno di essere aiutato, conosciuto ed organizzato. Nei testi della bibliografia che dovetti studiare durante il corso di infermiere mentale c’era anche questo libro. Ero finito in Inghilterra a fare quel lavoro per guadagnarmi da vivere e studiare. Era un testo al quale mr. Smith, il tutor del corso, teneva molto. Prima coincidenza.

Successivamente, la seconda coincidenza volle che me lo ritrovarsi, come testo adottato, durante il corso per corrispondenza che avevo con il Metropolitan College di St. Albans nel corso di cultura e civiltà inglese. Tutto sembra “tenersi”, come dicono i francesi. Un testo scritto e pubblicato nel giorno della mia data di nascita, un testo in uso per il corso di infermieristica mentale in un ospedale mentale per deficienti mentali, secondo la terminologia del tempo, un libro di testo per lo studio della lingua e della cultura di lingua inglese. Coincidenze quanto mai significative e decisive per avere la conferma, anche a distanza di oltre mezzo secolo, che bisogna saper leggere per ben capire. Per liberare la propria mente.

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Canonical title
Thinking to Some Purpose
Original publication date
1939

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Genres
Philosophy, Nonfiction, General Nonfiction
DDC/MDS
153.4Philosophy and PsychologyPsychologyConscious mental processes and intelligenceThought, thinking, reasoning, intuition, value, judgment
LCC
BC108 .S83Philosophy, Psychology and ReligionLogicLogic
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