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"On a sultry September evening in 1610, upon a knoll overlooking the tiny village of Zardino, Antonia Spagnolini was burned at the stake as a witch. Antonia's tragic tale is at the heart of this prizewinning novel by acclaimed Italian author Sebastiano Vassalli. Based on the true story of a young peasant girl's wrongful death at the hands of Counter-Reformation zealots, The Chimera transports readers back to seventeenth-century Italy to explore the social mores, religious fervor, and rural show more lifestyle of an age and place now lost in the quiet mists of time."--BOOK JACKET.Title Summary field provided by Blackwell North America, Inc. All Rights Reserved show less

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Oct326 Se si desidera approfondire il tema della stregoneria e della persecuzione delle streghe, il testo di Michelet può essere un buon punto di partenza.
Oct326 Due testi piuttosto diversi, uno un saggio l'altro un romanzo; ciò che hanno in comune è che raccontano un processo dell'inquisizione contro un individuo di posizione sociale umile.

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18 reviews
Le campagne novaresi del 1600 sono tutt'altro che noiose. La scrittura di V. è colta e gradevole, la storia è interessante e lentamente prepara la tragedia finale, già anticipata nel durante. Le figure popolari che vengono descritte illustrano assai bene il mondo belluino nel quale i nostri antenati sono stati costretti a vivere - e a lavorare, e a morire - qualche secolo fa. Si conferma la sostanziale inutilità e dannosita' dei preti - aggiungerei, di ogni ordine, grado e religione. Bellissima chiusa. Per un effetto piu' completo e altrettanto poetico, unirei alle lettura l'ascolto di 'Lunario di settembre', Ivano Fossati.
In occasione della recente scomparsa del suo autore, la RCS ha rilanciato la quarta ristampa in collana BUR del capolavoro di Sebastiano Vassalli "La Chimera", premio Strega 1990.

Consiglio la lettura o rilettura di questa edizione in quanto contiene una postfazione all'edizione originaria firmata dal suo autore in data luglio 2014 scritta poco prima della sua dipartita.

Un libro che il "Times Literary Supplement", alla sua uscita, non ebbe timore a definire "a masterpiece", un capolavoro.

Non farò una recensione del libro, dirò soltanto per chi legge, e magari per chi ha scritto o ha intenzione di scrivere storie di "streghe" ambientate nella realtà italiana, che questo libro è una storia legata anche alla condizione femminile show more delle donne e alla realtà umana, sociale, politica e religiosa dell'Italia tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento. Leggete questo libro.

Tutto ha inizio in una chiesa di Novara dove una mattina viene depositata nel giorno di Sant'Antonio una bambina appena nata alla quale viene dato il nome del santo. Un libro a dir poco affascinante, la cui parola chiave è una caratteristica tutta nostrana: l'ipocrisia.

Abbraccia tutta la realtà temporale che vede l'Inquisizione in azione, la Chiesa che fa politica, una condizione femminile insopportabile, la vicenda di una povera ragazza vittima sin dalla nascita del suo destino, una povera fanciulla che si batte per la sua indipendenza, sia come donna che come essere umano.

Ma è sopratutto l'ambiente umano descritto da Vassalli a fare da protagonista a questa vicenda che si concluderà soltanto quando verranno spente le fiamme di un rogo nel quale arderà la "chimera".

Questo ambiente Sebastiano Vassalli lo ricorda nella postfazione che ho citato e della quale riporto integralmente la conclusione. La stessa viene da lui legata alla realtà contemporanea del nostro Paese che, secondo lui, è così com'è, perchè le sue radici sono in quell'ambiente che diede fuoco a Antonia.

È con quel genere di persone e in quell'ambiente, che si è formata l'Italia moderna. In un clima di povertà e di illegalità diffuse dove le regole, che pure esistevano, non arrivavano a contrastare lo strapotere dei forti sui deboli; e dove la religione, che avrebbe dovuto attenuare i contrasti, finiva invece spesso per accentuarli. È in quell'epoca che va cercata l'origine di molti nostri difetti (per esempio della nostra scarsa socialità compensata da una socievolezza spesso falsa, o della convinzione, comune a molti, che le leggi esistano soltanto per favorire i furbi; o, infine, del l'attesa di un "salvatore" che sistemi tutto e faccia funzionare tutto) e di molte caratteristiche negative della nostra società. Ed è lì che ha preso forma, in età moderna, il nostro carattere nazionale. Quel carattere che Manzoni, uomo del Risorgimento, volle correggere almeno in parte per renderlo più presentabile; e che io invece mi sono limitato a raccontare, senza aggiungergli e senza togliergli nulla. Partendo dalle sue origini. Come già aveva fatto Manzoni. (Aprile 2014).

Non credo ci sia da aggiungere altro se non una considerazione molto semplice e molto personale che mi sento di fare dopo la lettura di questo "romanzo". Non amo molto questo genere di letteratura, i romanzi. L'ho scritto e detto in varie occasioni. La ragione è semplice. Non c'è bisogno di inventare storie per imparare a vivere, per intrattenersi, per raccontare, per conoscere gli uomini e le loro vicende.

Basta guardarsi intorno, leggere i giornali, seguire i media moderni per assistere, vivere e ascoltare storie, racconti e romanzi. Ci si rende conto che la realtà supera sempre la più alta fantasia. I romanzi sono, appunto, questo. Eppure, il "romanzo" di Antonia, tutto è tranne che una "storia". È una costruzione letteraria che "legge" la vera realtà è la fa diventare Storia.

Sono pochi, pochissimi i romanzi e i romanzieri che sanno fare queste cose. Sebastiano Vassalli è stato uno di questi. E il suo accostarsi ad Alessandro Manzoni non è una forzatura, ne' tanto meno un azzardo. È una constatazione di merito.
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It was about witches, it was back in the 1600's and it was in Piedmont. But I can't remember much more and frankly it failed to make an impression on me. It had actually been recommended to me by an Italian friend who lives in Novara (I think the author is local). Otherwise I would probably not have read it.
Il Club del Libro & DRS
Libro dei mesi di Giungo 2019 (CdL) Marzo/Aprile 2020 (DRS)

Tema del mese
Classici.

Letto per le sfide
1. Alphabet 2020 per Un libro di un autore il cui cognome inizi per V
Reinventando la breve e sfortunata vita dell’ultima donna bruciata per stregoneria a Novara, Vassalli ricostruisce un accurato ritratto della società che, agli inizi del Seicento, abitava una piccola città di provincia e il suo contado. Sono numerosissime le figure delineate nel romanzo, tanto che, a volte, si ha l’impressione che l’autore si disinteressi della storia principale: basta un accenno e via, ecco alcune pagine – o un intero capitolo - dedicato a questo o a quell’altro aspetto di un mondo che a noi appare immobile ma che non lo fu per chi lo visse. Il tono complessivo è annunciato dalle prime pagine, in cui si illustrano le traversie della città di Novara che a un certo punto, a seguito di rivolgimenti show more militar-politici, finisce per essere abitata solo da soldati, preti e puttane: Vassalli usa sovente una sottile ironia per alleggerire la scrittura prendendo bonariamente in giro i personaggi – l’episodio dei lanzichenecchi è degno della migliore commedia all’italiana - ma non mancano passaggi di indignazione repressa a fatica quando si tratta di descrivere la dura vita dei risaroli (veri e propri schiavi stagionali) o lo squallore che precede, accompagna e segue il processo ad Antonia. Squallore che sta negli scopi dell’inquisitore Manini, omosessuale represso e in cerca di gloria personale, ma anche nella ferocia della gente comune che sfoga sulla ‘strega’ paure e tensioni trasformando l’esecuzione in un incrocio tra il tifo da stadio (il viaggio) e l’happening all’aria aperta (il rogo). Una manifestazione figlia dell’ignoranza e di una psicologia che, pare suggerire l’autore, esistono, seppure in forma diversa, ancora ai nostri giorni: se il paesaggio della ‘bassa’ è stato spianato e dove c’era un paese ora corre un’autostrada – poco ma sicuro, a quei tempi la natura era ben più preponderante - i grandi vizi e la piccola virtù non ci hanno abbandonati. Su queste debolezze continua a giocare il potere. Se gli Spagnoli sono i colonialisti già conosciuti ne ‘I promessi sposi’, è la Chiesa a farci la figura peggiore: lo spettrale vescovo Bascapè, il fanatico (e carrierista) don Teresio, il sullodato inquisitore e gli altri, innumerevoli ecclesiastici sono concentrasti su se stessi e considerano quello che dovrebbe essere il loro ‘gregge’ solo dal punto di vista del tornaconto personale, con la stessa indifferenza verso il prossimo del ‘camminante’ Gasparo (altro bel tipo che smonta ben presto qualsiasi alone mitico riguardo alla figura del vagabondo). Personaggi, storie, gesti, atmosfere contribuiscono a creare il minuzioso eppur emozionante affresco di un romanzo storico che si legge con compulsività malgrado gli spazi bianchi sulla pagina siano ridotti al minimo, le descrizioni arrivino al dettaglio e le deviazioni si aprano con frequenza: certo, un minimo di attenzione è necessaria, ma la fatica è ampiamente compensata (e la conclusione a dir poco splendida). show less
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Grande libro storico, atroce per i fatti raccontati e per come superficialmente venga additata e infine condannata Antonia, unica sua colpa, essere troppo bella e di non volersi adattare alle regole del paese.
Antonia viene lasciata davanti alla ruota di un convento e cresciuta dalle suore, per cui un'esposta e questo marchio gli resterà per la vita senza riuscire a riscattarsi. La lotta per il potere tra chiesa e stato contribuirà ad accelerare la condanna. Come se non bastasse poche ore prima viene ulteriormente massacrata e umiliata dai suoi carcerieri, il giorno del rogo messa alla mercé dalla sua gente, accorsa anche da lontano a vedere la strega per l'ultima volta, non risparmiando nemmeno ai bambini questo spettacolo, per poi show more chiederne a viva voce la morte..
"....e quell'esplosione incontenibile di odio, da parte di individui che fino a pochi giorni prima non sapevano nemmeno che lei esistesse e ora volevano il suo sangue, le sue viscere, reclamavano d'ammazzarla loro stessi, li sul momento e con le loro mani..."
"..era la stessa brava gente laboriosa che nel nostro secolo ventesimo affolla gli stadi, guarda la televisione, va a votare quando ci sono le elezioni, e, se c'è da fare giustizia sommaria di qualcuno, la fan senza bruciarlo, ma la fa; perché quel rito è antico come il mondo e durerà finché ci sarà il mondo..."
Libro che mi ha scossa molto, le tante digressioni storiche, se da un lato sono importanti per capire a pieno il periodo storico, da un lato interrompevano anche l'atmosfera e la gravità della vicenda, solo questo non mi ha fatto dare le 5 stelline piene...
Resta indubbiamente un libro ben scritto e con una notevole trama, ricordando a noi donne di quanto strada da allora, grazie al cielo è stata fatta..
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Vassalli maakte deel uit van Gruppo 63, een neoavantgardistische groep waarvan ook Umberto Eco en Luigi Malerba deel uitmaakten. Na meer kunstgericht onderzoek stuurde hij zijn werk een literaire richting uit, vooral met historische romans. Voor La Chimera (Heksenschim) kreeg hij in 1990 de Premio Strega. Zoals hij zelf aangaf, vormt zijn werk "een zoektocht naar de wortels van een verleden dat licht kan werpen op de bekommernissen van het heden en kan bijdragen aan het opbouwen en begrijpen van een nationaal Italiaans karakter". Vassalli schrijft minder erudiet dan Eco maar is wellicht beter toegankelijk in zijn schrijven.
In De Heksenschim neemt Vassalli de lezer mee naar zijn eigen Novara, midden in de Piemontese rijstvelden, van show more begin 17e eeuw. Zijn typeringen van het landschap, het leven van de boeren, pachters, rijstplukkers, de plaatselijke priester, de inquisiteur, de bisschop zijn erg invoelend maar tegelijk met enige afstand geschreven. Hij richt zich tussendoor rechtstreeks tot de lezer vanuit zijn 20e eeuwse schrijverspositie zodat het geheel zweem van onderzoeksdocument krijgt.
Van meet af aan weet je als lezer dat het verhaal gaat om de jonge Antonia die als 20 jarige op de brandstapel eindigt. Het gaat Vassalli dus bijkbaar minder om de ontwikkeling van de verschillende personages als wel om het schetsen van de impact van (bij)geloof op het leven van alledag, en dan vooral hoe dit er door vergiftigd kan worden. "Het was geen bloeddorstig volk, en ook niet slecht. In tegendeel, het waren allemaal best aardige mensen: dezelfde mensen die zich in onze twintigste eeuw verdringen in de voetbalstadions, aan de buis gekluisterd zitten, gaan stemmen als er verkiezingen zijn, en, als ze met iemand korte metten moeten maken, dat doen, weliswaar zonder hem te verbranden, maar het wel doen; want dat ritueel is zo oud als de wereld en zal duren tot de wereld is vergaan." (p. 294) "Ze leefden verder in die grote verwarring en het kabaal van hun heden dat ons vandaag zo stil toeschijnt, zo dood, en dat in vergelijking met ons heden alleen maar iets minder goed toegerust was om lawaai voort te brengen en iets uitgesprokener op het gebied van wreedheden... Uiteindelijk stierven ze, de een na de ander: de tijd sloot zich boven hen, het niets nam hen weer op; en dat is, ontdaan van elk verhaal, en in grote lijnen, de geschiedenis van de wereld." (p. 303)
En in zijn epiloog bij het verhaal neemt Vassalli nog duidelijker stelling tegen religie: "... echo van al ons vergeefse schreeuwen, de vage weerspiegeling van een beeltenis van onszelf die velen, ook onder de mensen die in dit tijdsgewricht leven, daar projecteren waar alles donker is, uit verlangen de angst te verzachten die ze ten opzichte van dat donker voelen. Hij die het begin en einde en de reden van alles kent en ze ons helaas toch niet kan meedelen, om één enkele, zo nietige reden: omdat hij niet bestaat". (p. 303)
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Canonical title
The Chimera
Original title
La chimera
Original publication date
1990
People/Characters*
Antonia Spagnolini; Bartolo Nidasio; Francesca Nidasio; Carlo Bascapè; don Michele Cerruti; don Teresio Rabozzi (show all 11); Gregorio Manini; Biagio "lo scemo"; Gasparo; Bernardo Sasso; Rosalina
Important places*
Novara, Italia; Piemonte, Italia; Italia
Epigraph*
Per la notte dei tempi [...]
All'anima del mondo, insaziabile.
First words*
Dalle finestre di questa casa si vede il nulla.
Quotations*
«Anche questa ci doveva capitare! Un'esposta a Zardino! In mezzo ai nostri figli!»
«Una figlia del Diavolo! Una piccola stria!»
Di quella Novara dei primi anni del Seicento tre cose forse colpirebbero un visitatore d'oggi, se mai una tale visita potesse compiersi: l'affollamento, il rumore e gli escrementi.
Tutti festeggiavano quel giorno di felicità, in cui la bassa si liberava d'una strega che era la causa dei bambini che morivano, e della pioggia che non veniva, e del caldo, e dell'estate che non si decideva a finire.... (show all)..
«Maledetta strega! Devi bruciare! A morte! Al rogo!»
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Fiction and Literature, General Fiction, Historical Fiction
DDC/MDS
853.914Literature & rhetoricItalian, Romanian & related literaturesItalian fiction1900-20th Century1945-1999
LCC
PQ4882 .A8 .C4813Language and LiteratureFrench, Italian, Spanish and Portuguese literaturesItalian literatureIndividual authors, 1961-2000
BISAC

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