Totem and Taboo
by Sigmund Freud
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Description
Widely acknowledged to be one of Freud's greatest cultural works, when Totem and Taboo was first published in 1913, it caused outrage. Thorough and thought-provoking, Totem and Taboo remains the fullest exploration of Freud's most famous themes. Family, society, religion - they're all put on the couch here. Whatever your feelings about psychoanalysis, Freud's theories have influenced every facet of modern life, from film and literature to medicine and art. If you don't know your incest taboo show more from your Oedipal complex, and you want to understand more about the culture we're living in, then Totem and Taboo is the book to read. show lessTags
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In the beginning was the Deed.
Basically, we collectively killed the dad, felt sorry-not sorry, reenacted the crime over and over until we forgot exactly what we did in the first place, and eventually invented religion to make sense of it all. The end!
Basically, we collectively killed the dad, felt sorry-not sorry, reenacted the crime over and over until we forgot exactly what we did in the first place, and eventually invented religion to make sense of it all. The end!
Totem and Taboo is an investigation into the links between Neurosis and the religious / social Totem tradition, and the Taboos found in pre and post-totemic societies. In large part this work is inspired by the anthropological work of James George Frazer, with Freud bringing in his interests in the subconscious and the Oedipus complex to explain the genesis of the Totem system of beliefs, and the wide-spread existence of certain taboos.
This use of psychoanalytic thinking to solve some of the puzzles of anthropology seems to be a sensible approach. Though Freud discusses several theories here, some of which are much more convincing than others, we are left without any definite conclusions. Which is only to be expected as this sort of show more work can only ever be theoretical, peering as it is into the distant mists of time. However it does yield several testable hypotheses which are backed up by anthropological findings, giving some credibility to the ideas being thrown around here.
Probably best appreciated by those who are already familiar with Freud, and Frazer's Golden Bough, however Freud does a fairly good job at explaining to concepts so it would not be too much to pick up from scratch. show less
This use of psychoanalytic thinking to solve some of the puzzles of anthropology seems to be a sensible approach. Though Freud discusses several theories here, some of which are much more convincing than others, we are left without any definite conclusions. Which is only to be expected as this sort of show more work can only ever be theoretical, peering as it is into the distant mists of time. However it does yield several testable hypotheses which are backed up by anthropological findings, giving some credibility to the ideas being thrown around here.
Probably best appreciated by those who are already familiar with Freud, and Frazer's Golden Bough, however Freud does a fairly good job at explaining to concepts so it would not be too much to pick up from scratch. show less
When I saw that the subtitle was “Some Points of Agreement between the Mental Lives of Savages and Neurotics,” I had a pretty good sense that this book was going to be awful. But I wanted to give it a fair shot. On page one of Chapter One (“The Horrors of Incest”), I read, “I shall select as the basis of comparison the tribes which have been described by anthropologists as the most backward and miserable of savages, the aborigines of Australia.” At that point I just gave it up as a lost cause. I flipped through the rest and basically his point is that psychologically people in traditional societies are just like children. I think in general the non-fiction of a century ago is not going to stand up as well as the fiction. I show more do grant this book the third most porn-y name of all the books of 1913, which seems only right. show less
This book provides insight into the thinking of Freud,who is a founder of some progress in clinical psychology. He is logical and well researched. He ultimately ties totemism and religion to the Oedipus complex. I found the work to be of little practical value. I am not thoroughly convinced it is even intellectually correct.
Widely acknowledged to be one of Freud's greatest cultural works, when "Totem and Taboo" was first published in 1913, it caused outrage. Thorough and thought-provoking, the study remains the fullest exploration of Freud's most famous themes. Family, society, religion - they're all put on the couch.
L'ORRORE DELL'INCESTO: primo e più breve dei quattro saggi concerne i tabù dell'incesto adottati dalle società totemiche.
Freud trae esempi per lo più dagli aborigeni australiani, raccolti e discussi dall'antropologo James Frazer, sottolineando, con una certa sorpresa, che sebbene gli aborigeni non sembrino avere alcuna restrizione sessuale, c'è un'elaborata organizzazione sociale il cui unico scopo è quello di impedire rapporti sessuali incestuosi.
Freud discute vari modi in cui l'esogamia della società totemica impedisce l'incesto non solo nell'ambito della famiglia nucleare, ma pure nelle famiglie allargate. Inoltre, il sistema totemico impedisce l'incesto anche tra membri dello stesso clan non legati dal sangue, e considera show more incestuose anche le relazioni tra i membri dello stesso clan che non generino figli. Egli spiega che l'esistenza di restrizioni al matrimonio tra i membri della stessa tribù, probabilmente risale a quando divennero leciti i matrimoni di gruppo (ma non lo fu l'incesto all'interno di una famiglia del gruppo).
Conclude il saggio con una discussione sul tabù della suocera e del genero, e affermando che i desideri incestuosi inconsciamente repressi presso i popoli civilizzati sono ancora un pericolo cosciente per il popolo non civilizzato oggetto degli studi di Frazer.
IL TABù E L'AMBIVALENZA EMOTIVA: questo saggio Freud considera il rapporto dei tabù col totemismo. Freud utilizza i concetti di proiezione ed ambivalenza che ha sviluppato durante il lavoro con pazienti nevrotici a Vienna per analizzare il rapporto tra tabù e totemismo.
Come il nevrotico, i primitivi hanno dei sentimenti di ambivalenza sia nei confronti delle prescrizioni del tabù e sia nei confronti dei membri del proprio clan (e dei clan nemici), ma non lo ammettono consapevolmente a se stessi: non ammetteranno che per quanto amino la propria madre, ci sono cose di lei che odiano. La parte repressa di questa ambivalenza (l'odio) viene proiettata sugli altri; nel caso dei nativi, le parti odiose sono proiettate sul totem, ad esempio: «Non volevo che mia madre morisse, è stato il totem che ha voluto che morisse».
Freud estende questa idea di ambivalenza a comprendere il rapporto dei cittadini col loro governante. Nelle cerimonie che circondano i re, che sono spesso piuttosto violente, egli considera due livelli che funzionano per essere insieme il "visibile" (cioè, il re viene onorato) ed il "reale" (cioè, il re è torturato). Le "torture" riguardano soprattutto le forti prescrizioni a cui i re-sacerdoti sono tenuti. Una rete di proibizioni e osservanze che annientano la libertà e rendono spesso la vita del re-sacerdote, un peso e una pena. Il saggio continua con il confronto fra ambivalenza emotiva dei nevrotici (ossessivi) e quella dei selvaggi, soffermandosi in particolar modo sulla proiezione, per quanto riguarda il tabù dei morti. Il saggio termina con un'ipotesi sulla nascita della coscienza morale, frutto, probabilmente, del senso di colpa dovuto dall'aver infranto uno dei tabù originali
ANIMISMO, MAGIA E ONNIPOTENZA DEI PENSIERI:Il terzo saggio prende in esame l'animismo e la fase narcisistica associata ad una primitiva comprensione dell'universo, e l'inizio dello sviluppo libidico.
La credenza nella stregoneria e nella magia deriva da una sopravvalutazione degli atti psichici laddove le condizioni strutturali della mente sono trasposte sul mondo: questa sopravvalutazione sopravvive sia negli uomini primitivi che nei nevrotici. Il modo di pensare animistico è governato da una "onnipotenza dei pensieri", una proiezione della vita mentale interiore verso il mondo esterno. Questa costruzione immaginaria della realtà è riconoscibile anche nei pensieri ossessivi, nei disturbi deliranti e nelle fobie. Freud commenta che l'onnipotenza del pensiero è stata relegata al regno magico dell'arte.
L'ultima parte del saggio conclude l'esistenza di un rapporto tra magia, superstizione e tabù, sostenendo che le pratiche del sistema animistico sono schermi che celano la repressione degli istinti.
IL RITORNO DEL TOTEMISMO NEI BAMBINI: Nel saggio finale, Freud sostiene che la combinazione di una delle più speculative teorie darwiniane circa l'organizzazione delle prime società umane (definite orde, in cui un singolo maschio alfa è circondato da un harem di femmine), con la teoria del sacrificio rituale (o del "pasto tribale") tratta da William Robertson Smith, porta a localizzare le origini del totemismo in un unico evento.
In un'orda primitiva, dominata da un padre potente e geloso delle proprie donne, una banda di fratelli preistorici si organizzò e decise di uccidere il padre che essi tanto temevano e rispettavano. Il corpo del padre fu in seguito sbranato e divorato da tutti i fratelli, affinché la forza immensa del padre dell'orda passasse, attraverso il sangue, a coloro che se ne fossero nutriti.
A questo proposito, Freud, tramite analogie, situò l'inizio del complesso di Edipo alle origini della società umana, e postulò che ogni religione fosse in effetti una forma estesa e collettiva di senso di colpa ed ambivalenza per far fronte all'uccisione della figura del padre (che egli vedeva come il vero peccato originale). show less
Freud trae esempi per lo più dagli aborigeni australiani, raccolti e discussi dall'antropologo James Frazer, sottolineando, con una certa sorpresa, che sebbene gli aborigeni non sembrino avere alcuna restrizione sessuale, c'è un'elaborata organizzazione sociale il cui unico scopo è quello di impedire rapporti sessuali incestuosi.
Freud discute vari modi in cui l'esogamia della società totemica impedisce l'incesto non solo nell'ambito della famiglia nucleare, ma pure nelle famiglie allargate. Inoltre, il sistema totemico impedisce l'incesto anche tra membri dello stesso clan non legati dal sangue, e considera show more incestuose anche le relazioni tra i membri dello stesso clan che non generino figli. Egli spiega che l'esistenza di restrizioni al matrimonio tra i membri della stessa tribù, probabilmente risale a quando divennero leciti i matrimoni di gruppo (ma non lo fu l'incesto all'interno di una famiglia del gruppo).
Conclude il saggio con una discussione sul tabù della suocera e del genero, e affermando che i desideri incestuosi inconsciamente repressi presso i popoli civilizzati sono ancora un pericolo cosciente per il popolo non civilizzato oggetto degli studi di Frazer.
IL TABù E L'AMBIVALENZA EMOTIVA: questo saggio Freud considera il rapporto dei tabù col totemismo. Freud utilizza i concetti di proiezione ed ambivalenza che ha sviluppato durante il lavoro con pazienti nevrotici a Vienna per analizzare il rapporto tra tabù e totemismo.
Come il nevrotico, i primitivi hanno dei sentimenti di ambivalenza sia nei confronti delle prescrizioni del tabù e sia nei confronti dei membri del proprio clan (e dei clan nemici), ma non lo ammettono consapevolmente a se stessi: non ammetteranno che per quanto amino la propria madre, ci sono cose di lei che odiano. La parte repressa di questa ambivalenza (l'odio) viene proiettata sugli altri; nel caso dei nativi, le parti odiose sono proiettate sul totem, ad esempio: «Non volevo che mia madre morisse, è stato il totem che ha voluto che morisse».
Freud estende questa idea di ambivalenza a comprendere il rapporto dei cittadini col loro governante. Nelle cerimonie che circondano i re, che sono spesso piuttosto violente, egli considera due livelli che funzionano per essere insieme il "visibile" (cioè, il re viene onorato) ed il "reale" (cioè, il re è torturato). Le "torture" riguardano soprattutto le forti prescrizioni a cui i re-sacerdoti sono tenuti. Una rete di proibizioni e osservanze che annientano la libertà e rendono spesso la vita del re-sacerdote, un peso e una pena. Il saggio continua con il confronto fra ambivalenza emotiva dei nevrotici (ossessivi) e quella dei selvaggi, soffermandosi in particolar modo sulla proiezione, per quanto riguarda il tabù dei morti. Il saggio termina con un'ipotesi sulla nascita della coscienza morale, frutto, probabilmente, del senso di colpa dovuto dall'aver infranto uno dei tabù originali
ANIMISMO, MAGIA E ONNIPOTENZA DEI PENSIERI:Il terzo saggio prende in esame l'animismo e la fase narcisistica associata ad una primitiva comprensione dell'universo, e l'inizio dello sviluppo libidico.
La credenza nella stregoneria e nella magia deriva da una sopravvalutazione degli atti psichici laddove le condizioni strutturali della mente sono trasposte sul mondo: questa sopravvalutazione sopravvive sia negli uomini primitivi che nei nevrotici. Il modo di pensare animistico è governato da una "onnipotenza dei pensieri", una proiezione della vita mentale interiore verso il mondo esterno. Questa costruzione immaginaria della realtà è riconoscibile anche nei pensieri ossessivi, nei disturbi deliranti e nelle fobie. Freud commenta che l'onnipotenza del pensiero è stata relegata al regno magico dell'arte.
L'ultima parte del saggio conclude l'esistenza di un rapporto tra magia, superstizione e tabù, sostenendo che le pratiche del sistema animistico sono schermi che celano la repressione degli istinti.
IL RITORNO DEL TOTEMISMO NEI BAMBINI: Nel saggio finale, Freud sostiene che la combinazione di una delle più speculative teorie darwiniane circa l'organizzazione delle prime società umane (definite orde, in cui un singolo maschio alfa è circondato da un harem di femmine), con la teoria del sacrificio rituale (o del "pasto tribale") tratta da William Robertson Smith, porta a localizzare le origini del totemismo in un unico evento.
In un'orda primitiva, dominata da un padre potente e geloso delle proprie donne, una banda di fratelli preistorici si organizzò e decise di uccidere il padre che essi tanto temevano e rispettavano. Il corpo del padre fu in seguito sbranato e divorato da tutti i fratelli, affinché la forza immensa del padre dell'orda passasse, attraverso il sangue, a coloro che se ne fossero nutriti.
A questo proposito, Freud, tramite analogie, situò l'inizio del complesso di Edipo alle origini della società umana, e postulò che ogni religione fosse in effetti una forma estesa e collettiva di senso di colpa ed ambivalenza per far fronte all'uccisione della figura del padre (che egli vedeva come il vero peccato originale). show less
First English translation; 1913 book by Sigmund Freud, the founder of psychoanalysis, in which the author applies his work to the fields of archaeology, anthropology, and the study of religion. It is a collection of four essays inspired by the work of Wilhelm Wundt and Carl Jung and first published in the journal Imago (191213): "The Horror of Incest", "Taboo and Emotional Ambivalence", "Animism, Magic and the Omnipotence of Thoughts", and "The Return of Totemism in Childhood".
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Sigmund Freud was the founder of psychoanalysis, simultaneously a theory of personality, a therapy, and an intellectual movement. He was born into a middle-class Jewish family in Freiburg, Moravia, now part of Czechoslovakia, but then a city in the Austro-Hungarian Empire. At the age of 4, he moved to Vienna, where he spent nearly his entire life. show more In 1873 he entered the medical school at the University of Vienna and spent the following eight years pursuing a wide range of studies, including philosophy, in addition to the medical curriculum. After graduating, he worked in several clinics and went to Paris to study under Jean-Martin Charcot, a neurologist who used hypnosis to treat the symptoms of hysteria. When Freud returned to Vienna and set up practice as a clinical neurologist, he found orthodox therapies for nervous disorders ineffective for most of his patients, so he began to use a modified version of the hypnosis he had learned under Charcot. Gradually, however, he discovered that it was not necessary to put patients into a deep trance; rather, he would merely encourage them to talk freely, saying whatever came to mind without self-censorship, in order to bring unconscious material to the surface, where it could be analyzed. He found that this method of free association very often evoked memories of traumatic events in childhood, usually having to do with sex. This discovery led him, at first, to assume that most of his patients had actually been seduced as children by adult relatives and that this was the cause of their neuroses; later, however, he changed his mind and concluded that his patients' memories of childhood seduction were fantasies born of their childhood sexual desires for adults. (This reversal is a matter of some controversy today.) Out of this clinical material he constructed a theory of psychosexual development through oral, anal, phallic and genital stages. Freud considered his patients' dreams and his own to be "the royal road to the unconscious." In The Interpretation of Dreams (1900), perhaps his most brilliant book, he theorized that dreams are heavily disguised expressions of deep-seated wishes and fears and can give great insight into personality. These investigations led him to his theory of a three-part structure of personality: the id (unconscious biological drives, especially for sex), the superego (the conscience, guided by moral principles), and the ego (the mediator between the id and superego, guided by reality). Freud's last years were plagued by severe illness and the rise of Nazism, which regarded psychoanalysis as a "Jewish pollution." Through the intervention of the British and U.S. governments, he was allowed to emigrate in 1938 to England, where he died 15 months later, widely honored for his original thinking. His theories have had a profound impact on psychology, anthropology, art, and literature, as well as on the thinking of millions of ordinary people about their own lives. Freud's daughter Anna Freud was the founder of the Hampstead Child Therapy Clinic in London, where her specialty was applying psychoanalysis to children. Her major work was The Ego and the Mechanisms of Defense (1936). (Bowker Author Biography) show less
Some Editions
Awards and Honors
Awards
Series
Belongs to Publisher Series
Work Relationships
Is contained in
3 Volumes of Modern Library: The English Philosophers From Bacon to Mill, The European Philosophers From Descartes to Nietzche, The Basic Writings of Sigmund Freud by A. A. Brill (indirect)
Common Knowledge
- Canonical title
- Totem and Taboo
- Original title
- Totem und Tabu: Einige Übereinstimmungen im Seelenleben der Wilden und der Neurotiker
- Original publication date
- 1913
- Original language
- German
- Canonical LCC
- BF730.B89
Classifications
- Genres
- Anthropology, Nonfiction, General Nonfiction, Religion & Spirituality, Philosophy
- DDC/MDS
- 150.1952 — Philosophy and Psychology Psychology Emotions, Relationships, & Family Theory And Instruction Systems, schools, viewpoints Psychoanalytic systems Freudian system
- LCC
- BF730 .B89 — Philosophy, Psychology and Religion Psychology Psychology
- BISAC
Statistics
- Members
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- (3.48)
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- 17 — Czech, Dutch, English, Finnish, French, German, Hungarian, Italian, Latvian, Norwegian (Bokmål), Polish, Russian, Serbian, Spanish, Swedish, Turkish, Portuguese (Portugal)
- Media
- Paper, Audiobook, Ebook
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