St Petersburg Tales
by Nikolai Gogol
On This Page
Description
Written in the 1830s and early 1840s, these comic stories tackle life behind the cold and elegant facade of the Imperial capital from the viewpoints of various characters, such as a collegiate assessor who one day finds that his nose has detached itself from his face and risen the ranks to become a state councillor ('The Nose'), a painter and a lieutenant whose romantic pursuits meet with contrasting degrees of success ('Nevsky Prospect') and a lowly civil servant whose existence desperately show more unravels when he loses his prized new coat ('The Overcoat'). Also including the 'Diary of Madman', this new translation of Petersburg Tales paint a critical yet hilarious portrait of a city riddled with pomposity and self-importance, masterfully juxtaposing nineteenth-century realism with madcap surrealism, and combining absurdist farce with biting satire. show lessTags
Recommendations
Member Reviews
Colección de cuatro novelas cortas (o cuentos largos?), situadas en la época de la Rusia imperial. Se destaca de entre todas ellas la magistral «El Capote» (recomendada por un tal Dostoievski); aunque en general Gógol hace gala de un muy buen nivel. Manejando la sátira con gran maestría, su lectura resulta ágil e interesante. Ideal para quienes estén buscando darle una oportunidad a la literatura rusa.
A wonderful (and wonderfully low priced) new edition of Gogol's five St. Petersburg stories together with A Caleche, a story that, although not located in St. Petersburg is put into this cycle by some critics. A delightful set of short stories, at once funny and sad, always deserving one further reading.
Absurdismi ja kauhu lyövät kättä näissä kenties kuuluisimman ukrainalaiskirjailijan teoksissa.
Celebre raccolta di cinque racconti, che hanno in comune oltre all'ambientazione un certo gusto per il tragicomico e per la satira pungente.
Il più famoso è certamente Il naso, capolavoro nonsense in cui una premessa grottesca è il pretesto per mettere alla berlina la fatuità della piccola borghesia russa; sempre di piccola borghesia si parla ne Il cappotto, dove però i toni si fanno più mesti e il surreale lascia il posto ad un'ironia amara che in certi passaggi sfocia quasi nel patetismo. L'altro racconto molto conosciuto è La prospettiva, notevole soprattutto per la prima parte, in grado di descrivere la strada più frequentata diella città in maniera talmente suggestiva che ci sembrerà davvero di camminare per la Pietroburgo show more di metà ottocento.
Gli altri due lavori sono meno noti ma altrettanto validi: ne Il ritratto viene introdotto un elemento soprannaturale e seguiamo le vicende di un quadro che passa di mano in mano diffondendo infelicità, mentre in Diario di un pazzo seguiamo la lenta discesa di un uomo verso la follia tramite quello che riporterà in un diario sempre più alienato e alienante. Personalmente è quello che ho preferito fra tutti, per l'originalità del tema e della struttura.
Come sempre, quando si tratta di grandi classici è superfluo specificare che si tratta di alta letteratura e che sono scritti divinamente. Resta solo da aggiungere il giudizio personale, che nel mio caso è fermo a metà strada: i racconti non sono il mio forte eppure questi li ho letti con piacere e ne ho apprezzato i meriti oggettivi, ma non sono riuscita a fare quel passo in più che me li avrebbe fatti amare. show less
Il più famoso è certamente Il naso, capolavoro nonsense in cui una premessa grottesca è il pretesto per mettere alla berlina la fatuità della piccola borghesia russa; sempre di piccola borghesia si parla ne Il cappotto, dove però i toni si fanno più mesti e il surreale lascia il posto ad un'ironia amara che in certi passaggi sfocia quasi nel patetismo. L'altro racconto molto conosciuto è La prospettiva, notevole soprattutto per la prima parte, in grado di descrivere la strada più frequentata diella città in maniera talmente suggestiva che ci sembrerà davvero di camminare per la Pietroburgo show more di metà ottocento.
Gli altri due lavori sono meno noti ma altrettanto validi: ne Il ritratto viene introdotto un elemento soprannaturale e seguiamo le vicende di un quadro che passa di mano in mano diffondendo infelicità, mentre in Diario di un pazzo seguiamo la lenta discesa di un uomo verso la follia tramite quello che riporterà in un diario sempre più alienato e alienante. Personalmente è quello che ho preferito fra tutti, per l'originalità del tema e della struttura.
Come sempre, quando si tratta di grandi classici è superfluo specificare che si tratta di alta letteratura e che sono scritti divinamente. Resta solo da aggiungere il giudizio personale, che nel mio caso è fermo a metà strada: i racconti non sono il mio forte eppure questi li ho letti con piacere e ne ho apprezzato i meriti oggettivi, ma non sono riuscita a fare quel passo in più che me li avrebbe fatti amare. show less
Jun 24, 2022Italian
In generale, i Racconti di Pietroburgo sono una lettura molto piacevole e molto scorrevole: l’ironia con cui Gogol’ imbeve le sue storie rende interessante questa umanità meschina che popola Pietroburgo, ma che potrebbe abitare una qualunque altra città del mondo. Se a tutto questo aggiungete un sapiente uso del grottesco, raggiungiamo delle vette di ridicolo che, se queste persone meschine sapessero quanto ridiamo di loro, ne sarebbero sopraffatte dalla vergogna tanto si impegnano per darsi un tono.
È però un riso misto al pianto – o un ridere per non piangere – perché Gogol’ nelle figure meschine che si agitano nei suoi racconti ci mostra i primi danni dell’alienazione sulle persone: i suoi personaggi sono soli, in show more cerca di fortuna e/o di affetto, incapaci di essere liberi con la loro arte, o sempre pronti a ingannare e ad approfittarsi deə altrə per il proprio tornaconto.
Quella di Gogol’ è un’umanità in cerca di una liberazione che non trova da nessuna parte, nemmeno dove pensa che fosse: non nell’amore, non nel successo artistico ed economico, non in una compagnia di colleghi, non in una carica e nemmeno nella consapevolezza della propria dignità. Non c’è scampo dalle maglie di una società che vuole solo il tuo contributo meccanico alla produzione, non che tu rompa le scatole con la pretesa di voler realizzare la tua unicità di essere umano.
Peccato aver notato in Gogol’ un serio problema con le figure femminili (direi che il suo discepolo letterario Dostoevskij ha imparato molto bene questa lezione): la cosa positiva è che non ce ne sono troppe in questi racconti e che potrebbero comunque avere un’interpretazione femminista interessante (soprattutto La prospettiva Nevskij), che ormai temo mi parta di default di fronte a certi classici. Vorrei poter scrivere di essere diventata matura abbastanza da essere più critica nei confronti di quello che leggo, ma forse sono le prime avvisaglie dell’insofferenza della vecchiaia per le assurdità del mondo per sopraggiunti limiti di sopportazione. show less
È però un riso misto al pianto – o un ridere per non piangere – perché Gogol’ nelle figure meschine che si agitano nei suoi racconti ci mostra i primi danni dell’alienazione sulle persone: i suoi personaggi sono soli, in show more cerca di fortuna e/o di affetto, incapaci di essere liberi con la loro arte, o sempre pronti a ingannare e ad approfittarsi deə altrə per il proprio tornaconto.
Quella di Gogol’ è un’umanità in cerca di una liberazione che non trova da nessuna parte, nemmeno dove pensa che fosse: non nell’amore, non nel successo artistico ed economico, non in una compagnia di colleghi, non in una carica e nemmeno nella consapevolezza della propria dignità. Non c’è scampo dalle maglie di una società che vuole solo il tuo contributo meccanico alla produzione, non che tu rompa le scatole con la pretesa di voler realizzare la tua unicità di essere umano.
Peccato aver notato in Gogol’ un serio problema con le figure femminili (direi che il suo discepolo letterario Dostoevskij ha imparato molto bene questa lezione): la cosa positiva è che non ce ne sono troppe in questi racconti e che potrebbero comunque avere un’interpretazione femminista interessante (soprattutto La prospettiva Nevskij), che ormai temo mi parta di default di fronte a certi classici. Vorrei poter scrivere di essere diventata matura abbastanza da essere più critica nei confronti di quello che leggo, ma forse sono le prime avvisaglie dell’insofferenza della vecchiaia per le assurdità del mondo per sopraggiunti limiti di sopportazione. show less
Dec 29, 2024Italian
Members
- Recently Added By
Lists
Russian Literature
184 works; 35 members
Books set in Saint Petersburg
16 works; 1 member
Bibliografia essenziale
86 works; 2 members
Author Information

584+ Works 28,864 Members
Nikolai Vasilevich Gogol was born in 1809 in the Ukraine. His father was an amateur playwright who had a small estate with a number of serfs. From the ages of 12 to 19, young Gogol attended a boarding school where he became known for his sharp wit and ability to amuse his classmates. After school he worked as a government clerk. He soon began show more writing memories of his childhood. His quaint depictions of the Ukrainian countryside marked his style and helped to make him famous. Gogol quickly gained fame and formed a friendship with the influential poet, Aleksandr Pushkin. Gogol is largely remembered for his realistic characterizations, his rich imagination, and his humorous style. His works include Mirgorod, a collection of short stories including Taras Bulba. Gogol's wit is evident in his short story, The Nose, where a man's nose wanders off around town in a carriage. Gogol's masterpiece is the novel Dead Souls. In this work, a swindler plots to buy from landowners their dead serfs. Towards the end of Gogol's life, his creative powers faded and he fled to Moscow. Here, he came under the power of a fanatical priest. Ten days before his death he burned some manuscripts of the second part of Dead Souls. He died of starvation in 1852, on the cusp of madness. (Bowker Author Biography) show less
Some Editions
Awards and Honors
Notable Lists
Series
Belongs to Publisher Series
Work Relationships
Contains
Has as a student's study guide
Common Knowledge
- Canonical title
- Petersburg Tales; St Petersburg Tales
- Original title
- Петербургские повести
- Original publication date
- 1835
- People/Characters*
- Ivan Jakovlevič; maggiore Kovalev; Čartkòv; tenente Pirogov; Piskarev; Aksentij Ivanovič Popriščin (show all 7); Akakij Akakievič Bašmačkin
- Important places
- St. Petersburg, Russia
- First words*
- Il giorno 25 di marzo seguì a Pietroburgo un fatto stranissimo.
(Il naso) - Last words*
- (Click to show. Warning: May contain spoilers.)Tuttavia quello spettro era assai più alto di statura, portava un gran paio di mustacchi e, dirigendosi, pare, verso il Ponte Obuhov, si dileguò nel buio della notte.
(Il mantello) - Original language
- Russian
- Disambiguation notice
- Contains the following three stories: The Nose, The Overcoat, Diary of a Madman. Do not combine to other selections with different contents.
Contents: Nevsky Prospekt, Diary of a Madman, The Nose, The Overcoat, The Portrait. Do not combine to other selections with different contents.
*Some information comes from Common Knowledge in other languages. Click "Edit" for more information.
Classifications
- Genres
- Fiction and Literature, General Fiction
- DDC/MDS
- 891.733 — Literature & rhetoric Asian Literature East Indo-European and Celtic literatures Russian and East Slavic languages Russian fiction 1800–1917
- LCC
- PG3334 — Language and Literature Slavic languages and literatures. Baltic languages. Albanian language Slavic. Baltic. Albanian Russian literature Individual authors and works 1800-1870 Gogol'
- BISAC
Statistics
- Members
- 1,048
- Popularity
- 24,476
- Reviews
- 16
- Rating
- (3.94)
- Languages
- 19 — Catalan, Czech, Danish, Dutch, English, Estonian, Finnish, French, German, Hebrew, Icelandic, Italian, Norwegian (Bokmål), Norwegian, Portuguese, Russian, Spanish, Swedish, Turkish
- Media
- Paper, Ebook
- ISBNs
- 109
- ASINs
- 36





















































