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Giorgio Bocca (1920–2011)

Author of Il provinciale. Settant'anni di vita italiana

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About the Author

Includes the names: Giorgio Bocca, Giorgio Bocca

Works by Giorgio Bocca

Storia dell'Italia partigiana (1995) 57 copies, 1 review
Palmiro Togliatti (1973) 49 copies
Piccolo Cesare (2002) 42 copies, 1 review
La repubblica di Mussolini (1994) 30 copies, 1 review
Napoli Siamo Noi (Italian Edition) (2006) 28 copies, 1 review
Il filo nero (1995) 22 copies, 1 review
Il padrone in redazione (1989) 21 copies, 2 reviews
L'Italia l'è malada (2005) 17 copies
Il viaggiatore spaesato (1996) 14 copies
Italiani strana gente (1997) 14 copies, 1 review
Basso impero (2003) 13 copies
Annus horribilis (2010) 11 copies
Palmiro Togliatti 1 (1992) 11 copies
Palmiro Togliatti 2 (1992) 9 copies
Il secolo sbagliato (1999) 8 copies
Mussolini socialfascista (1983) 6 copies
L' Italia che cambia (1987) 5 copies
I signori dello sciopero (1980) 4 copies
L'ANTITALIANO 3 copies
Cadillac Allante (1986) 2 copies
IUGOSLAVIA — Introduction — 1 copy, 1 review

Associated Works

Inciucio (2005) — Preface — 41 copies
Face of the Ruling Class (1984) — Introduction, some editions — 14 copies, 1 review

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Common Knowledge

Canonical name
Bocca, Giorgio
Birthdate
1920-08-28
Date of death
2011-12-25
Gender
male
Occupations
writer
journalist
partisan
Nationality
Italy
Birthplace
Cuneo, Italy
Place of death
Milan, Italy
Burial location
La Salle, Italy
Map Location
Italia
Associated Place (for map)
Italy

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26 reviews
Un libro datato ma sempre attuale sul quale ritornerò non appena possibile ...
Un libro datato ma sempre attuale sul quale ritornerò non appena possibile ...
“Ma come può un italiano separarsi dall’italianità, come dissociarsi dagli italiani se la nostra anormalità è la nostra costituzione fisica e mentale.”

In questo saggio, Giorgio Bocca, con la consueta lucidità e precisione cui era uso nei suoi libri, parla dell’Italia, degli italiani, e della classe politica sopravvissuta al ciclone di mani pulite. E non ne parla, purtroppo, per sottolineare il risultato rivoluzionario di quella grande stagione ma, con profondo dispiacere, per show more ammettere il fallimento di quella che si rivelò a suo tempo come un’occasione persa per fare finalmente un po’ di pulizia nel sistema Italia e constatando che il grande apparato di corruzione che gestiva la finanza italiana rimase praticamente intatto; dichiarando infine di non capire gli italiani, strana gente, che sembra si trovino meglio quando c’è il torbido e l’intrallazzo a governarli, ma senza arrivare a dare risposte che non siano quelle legate ai vari miti della cialtroneria italiana, come indicato anche dalla riflessione del titolo.
Mito confermato, tanto per finire, dal giornalista stesso nella sua cronaca all’indomani di una delle imprese/stronzate leghiste che imperversavano all’epoca, vedi la cerimonia alle sorgenti del Po e simili, definendo Bossi un “fregnacciaro”, epiteto che rispecchiava perfettamente la personalità del leader leghista di allora…
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