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Elemire Zolla (1926–2002)

Author of The Androgyne: Reconciliation of Male and Female

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About the Author

Works by Elemire Zolla

Che cos'è la tradizione (1998) 24 copies
I mistici dell'Occidente vol. 1 (1985) 22 copies, 2 reviews
Aure. I luoghi e i riti (1995) 20 copies
Lo stupore infantile (1994) 20 copies
Le tre vie (1995) 19 copies
Uscite dal mondo (1992) 17 copies, 1 review
I mistici dell'Occidente vol. 2 (1997) 16 copies, 1 review
La nube del telaio (1996) 10 copies
The eclipse of the intellectual 10 copies, 1 review
I mistici dell'Occidente (2000) 6 copies
La filosofia perenne (1999) 5 copies
La psicanalisi 4 copies
Storia del fantasticare (1973) 4 copies
Antropología negativa (1960) 2 copies
Language & Cosmogony (1976) 1 copy
Minuetto all'inferno (2004) 1 copy

Associated Works

The Lord of the Rings (1954) — Foreword, some editions — 56,744 copies, 494 reviews
The Imitation of Christ (0014) — Introduction, some editions — 11,771 copies, 91 reviews
Opere (1976) — Translator, some editions — 136 copies
At the Table of the Grail: Magic and the Use of the Imagination (1984) — Contributor, some editions — 114 copies
Contemplation and Action in World Religions (1978) — Author — 25 copies

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Uscire dal mondo

Diderot ha scritto:" Che bellissima commedia questo mondo sarebbe se uno non vi dovesse prendere parte". Ed è vero, pensateci bene. Vedere il mondo dall'esterno senza prendervi parte. Non come ad una partita di pallone per la quale, allo stadio, si tifa per una o per l'altra squadra. Essere osservatori estranei, distaccati e disincantati, giudicare uomini e cose, eventi e accadimenti, mettere a fuoco la realtà locale e quella globale, conciliare gli opposti, vedere al di show more là dei fatti, prevedere le conseguenze, anticipare i risultati. sarebbe possibile una cosa del genere? Da tempo ho nella mia biblioteca un libro che ha tentato una operazione del genere. Il titolo è, guarda caso, "Uscite dal Mondo" di Elémire Zolla.

Questo libro, di mirabile ricchezza tematica, presenta una serie di itinerari che, partendo dai luoghi, dalle civiltà e dai tempi più lontani, sboccano tutti in uno spazio improvvisamente libero e da sempre aperto a chi sappia percepirlo. Tale spazio aggiunge una sorta di quarta dimensione a ogni nostra esperienza. Per mostrare che cosa di fatto questa possa essere, Zolla ci offre molteplici esempi. Innanzitutto persone, da Tolkien a Eliade, da Guénon a Coomaraswamy, da Florenskij a Marius Schneider, da Dumézil a Levi- Strauss, nella cui opera e nella cui vita avvertiamo quel soffio liberatorio. Ma anche, calandosi nel pozzo del passato, Zolla si azzarda a decifrare la sapienza che si cela nelle rune e nelle radici indoeuropee. O altrimenti osserva crescere e svilupparsi quelle creature peculiarmente moderne che furono l'intelligencija o il satanismo letterario. Con perfetta agilità, Zolla si muove in questo libro tra i primordi cifrati e la " realtà virtuale" che le macchine simulative stanno per sovrapporre alla realtà comune, provocando uno sconvolgimento dell'immaginazione che forse soltanto chi conosce la via delle uscite dal mondo potrà dominare.

"Uscire dallo spazio che su di noi hanno incurvato secoli e secoli è l'atto più bello che si possa compiere. Quasi nemmeno ci rendiamo conto delle nostre tacite obbedienze e automatiche sottomissioni, ma ce le possono scoprire, dandoci un orrore salutare, i momenti di spassionata osservazione, quando scatta il dono di chiaroveggenza e libertà e per l'istante si è padroni, il destino sta svelato allo sguardo.

"Per mantenersi in questo stato occorre non avere interessi da difendere, paure da sedare, bisogni da soddisfare; si raccolgono i dati, si dispongono nell'ordine opportuno e, al di là dei recinti dove si sta rinchiusi, si spalanca l'immensa distesa del possibile".
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An unusual art book which looks at androgyny in various cultures
In questo libro, che ha agitato le polemiche culturali italiane degli anni sessanta, l’uomo-massa è descritto impietosamente come un giocatore d’azzardo che vive in uno stato di torpore e incubo accettando sia i fatti collettivi che i comportamenti individuali intessuti nella vita quotidiana senza più avvertirli. Una fondamentale indifferenza regna tra persona e persona, perché ormai i moti generali e quelli particolari sono coordinati da forze esterne e anonime.
L’uomo ha perduto il show more gusto diretto del vivere, anche se lo cerca ancora disperatamente. Partendo dalle strutture del mondo industriale, Zolla interpreta lo stato delle letterature e delle arti dal romanticismo all’astrattismo come una parabola della condizione moderna. Attraverso una scrittura chiara, con folgorazioni critiche che hanno fatto scuola, con una capacità di analisi del comportamento comune, intessuta di severità e di amarezza, si delinea in queste pagine un dialogo senza uscite tra l’uomo meccanizzato e l’uomo «profondo». La riflessione cerca di risvegliare il lettore dal sonno delle abitudini e della passività riproponendogli un contatto con i valori essenziali. Così il libro si concreta anche in un appello alla riflessione ironica e all’amore per la vita che devono portare l’uomo a riconquistare la capacità di decidere pacatamente i propri atti e a ritrovare quel senso della «festività» che è la libertà personale. show less
LOS MÍSTICOS DE OCCIDENTE I

PRÓLOGO

De la E a la Z: Elémire Zolla,
un estudioso de los místicos y algo más

Unica base della ragione é invece la comunanza fra chi osserva e ciò che
osserva. Nessun sistema filosofico regge senza arrivare a questa fusione
Elémire Zolla, La nube del telaio, 1996

DE EXCURSIÓN POR LA TOSCANA
Había salido de la Ciudad Eterna muy temprano. Todavía me zumbaban
en el ánimo las primeras páginas de la Sonata de Primavera de Valle Inclán,
que acababa de releer. Un show more tren, y no una silla de posta, debía llevarme
hasta Chianciano. Desde allí, celebrado enclave residencial por sus
aguas termales, debía proseguir en autobús por las pequeñas carreteras
toscanas zigzagueantes. El camino iba bordeando montículos sumamente
ondulantes, repletos de olivos y viñedos.

El delicioso viaje me depararía, una vez llegado a su conclusión, el
agobio de tener que encaramarme por las empinadas escaleras y rampas
de una antigua ciudad, Montepulciano. Como si me hubiera topado con
una aristocrática muñeca rusa, de esas de las que van saliendo muñequitas
sin parar, tuve que asomarme a las puertas de un castillo, bordear unas
murallas muy bien conservadas, descender por ligeras pendientes, para
finalmente y antes de darme de bruces con un jardín umbrío, aterrizar
frente al pequeño peldaño de una puerta destartalada, con un nombre en
el timbre a la derecha del umbral de un típico edificio señorial: Elémire
Zolla...
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