The Book of Universes: Exploring the Limits of the Cosmos

by John D. Barrow

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A tour of the strange and wonderful universes that modern physics posits might--just might--be out there.

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John D. Barrow's THE BOOK OF UNIVERSES is not a rollicking good read, but a book like this couldn't be. History only comes alive when you have characters that you care about, whom you can follow through various reversals - basically what makes a good novel a good novel. THE BOOK OF UNIVERSES is a history book, a survey of the development of physicists' theories about the universe. There is no plot, and instead of reversals there is evolution -- a much slower phenomenon.

Depending on what you are seeking, histories can either be dull or rewarding. For fast-paced gee-whiz physics, look elsewhere. If you want to learn something, this book can be immensely rewarding. Barrow is not a flashy writer, but he has an enviable clarity of mind and show more objectivity with which he presents intelligibly the thoughts of some of the greatest scientific minds as they built upon one another over centuries and in light of continually developing technological evidence. He doesn't resort to language that only physicists can understand unless he has absolutely has to -- and then only briefly.

I came away from this book with a vastly better understanding of not only what the best minds in the world believed the Universe to be a few thousand years ago and what they think they think they know right now, but also a knowledge of some of the key thinkers and an inkling of how science itself works.

Barrow, an English cosmologist, physicist and mathematician, is actually one of the scientists who is a player in the history that he recounts. I, for one, appreciated the quiet modesty and effortless-looking writing skill he brings to this impossibly difficult subject -- he doesn't make it all look easy, but he can take you all the way if you'll let him.
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The table of contents names about 50 kinds of universe model. However, this is (somewhat) less another addition to the recent crop of books emphasizing varieties of the multiverse concept than another general history of nineteen-hundreds (and twenty-hundreds) cosmology, but told with Barrow-of-old originality, meatiness, and authoritativeness. Everybody will find new things to learn here.
Di questo parla la moderna cosmologia. Essa non si limita a descrivere il nostro universo nella maniera piu' completa e accurata possibile, ma cerca di inserire la descrizione in un contesto di possibilita' piu' ampio di quello reale. Si domanda "perche'" il nostro universo abbia alcune proprieta' e non altre. Naturalmente potremmo scoprire, alla fine, che non esiste altro universo possibile ... oltre a quello che vediamo. (7)

Finora si e' creduto che ogni nostra conoscenza debba regolarsi sugli oggetti; ma tutti i tentativi, condotti a partire da questo presupposto, di stabilire, tramite concetti, qualcosa a priori intorno agli oggetti, onde allargare in tal modo la nostra conoscenza, sono andati a vuoto. E' venuto il momento di tentare show more una buona volta, anche nel campo della metafisica, il cammino inverso, muovendo dall'ipotesi che siano gli oggetti a dover regolarsi sulla nostra conoscenza...Le cose stanno qui ne' piu' ne' meno che per i primi pensieri di Copernico; il quale, incontrando difficolta' insormontabili nello spiegare i movimenti celesti a partire dall'ipotesi che l'insieme ordinato degli assi ruotasse attorno allo spettatore, si propose di indagare se le cose non procedessero meglio se la cosa non potesse riuscire meglio facendo star fermi gli astri e ruotando lo spettatore. Nella metafisica, un tentativo del genere puo' essere messo in atto per quanto riguarda l'intuizione degli oggetti. (38) Kant, Critica della ragion pura.

L'universo di de Sitter avrebbe contribuito in misura rilevante alla nostra comprensione attuale del cosmo. Rileviamo alcune delle sue caratteristiche. Non smette mai di crescere e non ha inizio ne' fine. Benche' rimpicciolista quando lo si segue a ritrso nel tempo,non raggiunge mai dimensioni nulle e non vi e' un inizio dove le dimensioni siano nulle e la desnita' di materia sia infinita. Il ritmo al quale si espande ha un valore costante ed e' sempre lo stesso. Se si viene depositati in questo universo in un dato momento della storia, non c'e' modo di collocarsi nel tempo: il futuro e' indistinguibile dal passato. Tutte le cose che si possono osservare sono sempre le stesse. La storia non e' un argomento importante nel mondo di de Sitter. (68)

Si puo' paragonare l'evoluzione del mondo a un'esplosione di fuochi artificiali appena finita: qualche pennacchio rosso, cenere e fumo. Su braci ben raffredate, contempliamo la lenta scomparsa dei soli e cerchiamo di ricordarne lo svanito splendore. (73) Georges Lemaitre

Non vedo come ci si possa occupare di fisica e nel contempo scrivere poesie. In campo scientifico, si cerca di dire una cosa che nessuno sapeva prima con parole che tutti capiscono. In campo poetico, si dice una cosa che tutti sanno gia' con parole che nessuno capisce. (104) Paul Dirac

La sua (Kurt Godel) fama e' legata soprattutto al teorema di incompletezza dell'aritmetica. Sbalordendo i vari matematici e filosofi, dimostro' che sistemi logici abbastanza ampi da contenere l'aritmetica includono sempre proposizioni la cui verita' o falsita' non puo' essere ne' dimostrata ne' confutata all'interno delle regole del medesimo sistema. Il teorema ha ogni sorta di conseguenze inaspettate; per esempio, che nessun software che non modifichi il sistema operativo del computer e' in grado di individuare tutti i software che lo fanno. Percio' nessun programma antivirus puo' trovare tutti i possibili virus del nostro computer, a meno che non interferisca nel sistema operativo, modificandolo. (126-7)

Il passato e' quello che e'. Non lo si puo' alterare e pensare che il presente da noi esperito continui a esistere. Non possono esserci due passati. Se potessimo viaggiare indietro nel tempo per impedire la nostra nascita, non saremmo qui a viaggiare indietro nel tempo a quello scopo. (130)

Le ricerche di molti commentatori hanno gia' gettato molto buio sull'argomento ed e' probabile che, se proseguiranno, presto non ne sapremo niente di niente. (212) Mark Twain

Il numero di universi potenziali e il numero di quelli reali che sono grandi quanto la regione che chiamiamo "l'universo a noi visibile oggi" e' di una grandezza pressoche' inconcepibile. (237)

Dunque, la notte, il cielo e' buio a causa della vecchiaia dell'universo. Un tempo, quando l'universo era di un migliaio di volte indietro rispetto a oggi nella sua espansione, il cielo notturno era luminoso quanto la superficie del Sole in tutta la volta celeste. La temperatura era troppo alta perche' esistessero stelle, pianeti, molecole e atomi. Nessun osservatore avrebbe potuto contemplare il luminoso cielo notturno. (244)

Era un'epoca in cui si pensava che tutto sarebbe cambiato, ma tutto rimase lo stesso, solo in modo diverso. (250) Henning Mankell

Il quadro di un universo che si autoriproduce in eterno esplorando la serie di tutti i possibili stati di vuoto dell'universo, con le loro distinte costanti fisiche, dimensioni spaziali e forze peculiari, e' la cosa piu' prossima che abbiamo a un'analisi di tutti i mondi possibili. (253)

Molti mondi potrebbero essere stati abbozzati e mal formati nel corso dell'eternita', prima che questo sistema potesse avere la luce. Molto lavoro perduto, molti tentativi senza esito, e un lento ma continuo progresso attraverso infinite eta' nell'arte di fare mondi... (265) David Hume

Ma viene da pensare che il tessuto segreto della realta' abbia la duplicazione al suo centro. (271)

Multiversi, eterno ritorno e duplicazione oppure mimesi, doppio - tanto per dire, Nietzsche.

L'unica cosa nuova al mondo e' la storia che non si conosce. (292) Harry S. Truman

La peculiarita' che piu' fa riflettere, di tutti questi sviluppi della fisica fondamentale che ci inducono a prendere sul serio le dimensioni supplementari dello spazio, e' che lo spazio tridimensionale intorno a noi, cui diamo il nome di "universo", sia solo l'ombra di una realta' piu' vera, di dimensioni superiori. (301)

Una delle peculiarita' piu' straordinarie dell'universo accelerato e' il suo futuro. ... L'universo futuro appare un cimitero cosmico di stelle morte e particelle elementari isolate. (316)

Oggi, forse, dovremo accettare l'idea che nemmeno il nostro universo sia al centro dell'Universo. (323)
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John D. Barrow is a scientist who writes accessibly about astrophysics and cosmology for both the general reader and the expert. Born in 1952, in London, England, Barrow earned a B.S. degree with first-class honors from the University of Durham in 1974. Three years later he received his doctorate from Magdalen College, Oxford. He was a junior show more research lecturer in astrophysics at Oxford University from 1977 to 1980 and became a lecturer in astronomy at the University of Sussex in Brighton in 1981. With coauthor Joseph Silk, Barrow published The Left Hand of Creation: The Origin and Evolution of the Expanding Universe in 1983. The book, which explains particle physics and its application to the creation and evolution of the universe, quickly won praise for its lucid style. Barrow delved further into this topic in 1994 with The Origin of the Universe. In this work he explored such questions as the possibility of extra dimensions to space, the beginning of time, and how human existence is part and parcel of the origin and composition of the universe. Barrow's other books include Pi and the Sky; Theories of Everything; and The World Within the World. He has also contributed many articles to such professional journals as New Scientist, Scientific American, and Nature. (Bowker Author Biography) John D. Barrow is research professor of mathematical sciences at Cambridge University. His previous books include "Between Inner & Outer Space", "The Universe That Discovered Itself", & "The Origin of the Universe". He lives in England. (Bowker Author Biography) show less

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