Tullio De Mauro (1932–2017)
Author of Guida all'uso delle parole
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Works by Tullio De Mauro
Guida all'uso delle parole: Parlare e scrivere semplice e preciso per capire e farsi capire (2021) 3 copies
Le Parole e i fatti 2 copies
La lingua batte dove il dente duole 2 copies
Minima scholaria 1 copy
Borazio la preta favedda 1 copy
Grande dizionario italiano dei sinonimi e contrari. Con un'appendice di olonimi e meronimi, 2. N-Z; Olonimi e meronimi (2010) 1 copy
Introduzione alla semantica 1 copy
Dizionario dei proverbi 1 copy
Introducere in semantica 1 copy
Scuola e linguaggio 1 copy
Ai margini del linguaggio 1 copy
Prima lezione sul linguaggio 1 copy
La cultura degli italiani 1 copy
Quando la fedina è sporca 1 copy
Guida all'uso delle parole - Parlare e scrivere semplice e preciso per capire e farsi capire. 1 copy
Lingua e dialetti 1 copy
Killers, ma distinti 1 copy
scuola e linguaggio 1 copy
Associated Works
Course in General Linguistics (Open Court Classics) (1916) — Translator, some editions — 1,934 copies, 11 reviews
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Common Knowledge
- Birthdate
- 1932-03-31
- Date of death
- 2017-01-05
- Gender
- male
- Occupations
- Linguist
Lexikograf
Übersetzer
Politiker
Bildungsminister (Kabinett Amato II) - Organizations
- Universität Rom
- Nationality
- Italien
- Birthplace
- Torre Annunziata, Neapel, Kampanien, Italien
- Place of death
- Rom, Latium, Italien
Members
Reviews
Mi ritrovo spesso a parlare della cultura degli italiani, io che nemmeno potrei, citando articoli e libri, da De Mauro a Zucconi. E mi scontro altrettanto spesso con difese e elogi che contraddicono le statistiche indicate in questo libro e altrove. A nulla valgono le prove portate a sostegno di ciò che dici. Il campanilismo, o patriottismo, è troppo forte e a una critica sulla società si risponde come se la stessa fosse sull'individuo. È sconfortante rendersi conto che sembra non show more esserci via di uscita. Di anno in anno si precipita sempre più giù. Le sporadiche sacche disperse nel paese non danno speranza. La cecità delle classi dirigenti si trascina da decenni su una strada che ormai è talmente battuta che a ogni cambio di governo verrà percorsa dai nuovi ministri a occhi chiusi.
Nonostante alcuni Don Chisciotte che tentano, invano, di riformare il sistema scolastico e farlo somigliare a quello dei paesi dove le cose in questo senso vanno meglio e di riproporre la spinosa questione dell'apprendimento in età adulta.
Questo libro ti mette di fronte a cose che si ripercuotono sulla vita civile di tutti.
Quando dice che, secondo varie ricerche, l’incompetenza matematica e scientifica è un carattere nazionale accertato, che soltanto il 20,2% possiede le competenze minime di lettura, scrittura e calcolo indispensabili a muoversi in una società complessa o che il 74%, che pur avendo conquistato elevati titoli di studio, ha difficoltà grandi a capire o scrivere un semplice testo o ci riesce assai male, tutti dati riscontrabili in studi e ricerche diversi tra loro dove viene fuori sempre una percentuale di circa il 70% di popolazione incapace di capire quello che dicono i giornali (a prescindere dalla capacità di esporlo degli stessi) o di leggere un resoconto bancario, viene spontaneo collegare questo analfabetismo funzionale ai problemi che stiamo vivendo nella copertura vaccinale, alla facilità con la quale si crede alle panzane pubblicate e diffuse sui social network, al fiorire di individui che guadagnano su queste panzane, sfruttando quindi l’ignoranza dei creduloni o di quella enorme massa di persone che non avendo gli strumenti necessari per comprendere un testo scritto diffonde notizie, dopo averne letto solo il titolo, che portano a linciaggi mediatici, campagne di protesta contro pratiche scientifiche e tanto altro.
Non aiuta la faciloneria con la quale la stampa scrive gli articoli. Dove per un fatto di cronaca si possono avere anche una decina di storie diverse. Verifica dei fatti, questa sconosciuta.
Una catastrofe. show less
Nonostante alcuni Don Chisciotte che tentano, invano, di riformare il sistema scolastico e farlo somigliare a quello dei paesi dove le cose in questo senso vanno meglio e di riproporre la spinosa questione dell'apprendimento in età adulta.
Questo libro ti mette di fronte a cose che si ripercuotono sulla vita civile di tutti.
Quando dice che, secondo varie ricerche, l’incompetenza matematica e scientifica è un carattere nazionale accertato, che soltanto il 20,2% possiede le competenze minime di lettura, scrittura e calcolo indispensabili a muoversi in una società complessa o che il 74%, che pur avendo conquistato elevati titoli di studio, ha difficoltà grandi a capire o scrivere un semplice testo o ci riesce assai male, tutti dati riscontrabili in studi e ricerche diversi tra loro dove viene fuori sempre una percentuale di circa il 70% di popolazione incapace di capire quello che dicono i giornali (a prescindere dalla capacità di esporlo degli stessi) o di leggere un resoconto bancario, viene spontaneo collegare questo analfabetismo funzionale ai problemi che stiamo vivendo nella copertura vaccinale, alla facilità con la quale si crede alle panzane pubblicate e diffuse sui social network, al fiorire di individui che guadagnano su queste panzane, sfruttando quindi l’ignoranza dei creduloni o di quella enorme massa di persone che non avendo gli strumenti necessari per comprendere un testo scritto diffonde notizie, dopo averne letto solo il titolo, che portano a linciaggi mediatici, campagne di protesta contro pratiche scientifiche e tanto altro.
Non aiuta la faciloneria con la quale la stampa scrive gli articoli. Dove per un fatto di cronaca si possono avere anche una decina di storie diverse. Verifica dei fatti, questa sconosciuta.
Una catastrofe. show less
Che cos'è il linguaggio? Domanda intelligente: detto in altri termini, non si ha idea di quale sia la risposta. Tullio De Mauro ci tentò nel 2002 con questo libretto, che io ho letto nella versione edita dal Corriere della Sera. Inutile dire che nessuno può (poteva) tacciare De Mauro di scarsa conoscenza del tema: ho però trovato la prima parte troppo generalista e quindi poco interessante. Molto meglio la seconda parte, sempre di tipo generale ma con un maggiore uso di esempi pratici, e show more soprattutto con un utile confronto con quello che succede in altri sistemi informativi, come i versi degli animali, i linguaggi non verbali come la lingua ("le lingue") dei segni e la matematica, dove tra l'altro si fa notare la differenza tra quest'ultima, che è un linguaggio non-creativo mentre il linguaggio è "non non-creativo"; uno scioglilingua che ha un suo bel senso. (ah: a pagina 90 c'è un esempio matematico con un errore...) In pratica, dunque, un testo per i curiosi. show less
Jan 5, 2020Italian
Seconda edizione di una lunghissima intervista a De Mauro sullo stato della cultura in Italia. Notevole pessimismo basato su osservazioni e fatti concreti (comprese le misure OCSE, PISA et similia). Con un capitolo in più a commento dei cinque anni trascorsi fra la prima edizione e la seconda che conferma anzi rincara la dose (ultime sette righe): "Giorgio Napolitano tempo fa ha detto di avere fiducia negli spiriti vitali degli italiani. Vorrei dargli ragione, a patto che tra gli spiriti show more vitali ci siano anche l'intelligenza per capire l'inadeguatezza cronica dei gruppi dirigenti e la capacità di selezionare ed esprimere una classe dirigente all'altezza dei nostri problemi". show less
Nuova edizione, con un capitolo di aggiornamento, dell'opera pubblicata da De Mauro nel 2004, delinea con assoluta chiarezza i confini e le motivazione storiche dell'indifferenza della classe politica italiana nei confronti della scuola, dei bassi livelli di alfabetizzazione generale, dell'analfabetismo tradizionale e funzionale e del carattere approssimativo della stampa del paese. Da leggere assolutamente anche per svegliarsi dal sogno di una sinistra colta e attenta che, alla prova dei show more fatti, non si dimostra tale. show less
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