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Works by Massimo L. Salvadori

Wereldgeschiedenis (2008) 33 copies
Modern Socialism (1968) 10 copies
Italy (1965) 8 copies
Breve storia della Resistenza italiana (2016) 7 copies, 1 review
Democrazie senza democrazia (2009) 6 copies, 1 review
Enciclopedia storica (2000) 3 copies
L'età contemporanea (1990) 3 copies
La parabola del comunismo (1995) 3 copies
3: 1945-1990 (1990) 2 copies
L'età moderna (1990) 1 copy
2: L' ‰eta moderna (1995) 1 copy
Lettera a Matteo Renzi (2017) 1 copy
In difesa della storia (2021) 1 copy

Associated Works

Socialism in One Country, 1924-1926, Vol. 1 (1958) — Translator, some editions — 104 copies

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Common Knowledge

Canonical name
Salvadori, Massimo L.
Birthdate
1936
Gender
male
Nationality
Italy
Associated Place (for map)
Italy

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7 reviews
«Oggi più che mai sono convinto che la peggiore delle trentasette o trentotto democrazie in cui vi è sufficiente libertà per agire al fine di avere meno oppressione, meno disuguaglianze, meno conformismo, è preferibile alla migliore delle cento e più dittature in cui vive il più dell'umanità ed in cui, non essendovi libertà, non è possibile lottare né per l'uguaglianza né per la giustizia ». La professione di fede democratica dell'autore di questo libro garantisce i lettori show more dell'onestà storica che sta alla base del suo lavoro, nato dall'esperienza e dalla partecipazione diretta ai fatti. .Questa «Breve storia », oggi amorosamente «rivisitata », è soprattutto la testimonianza morale che una generazione duramente provata lascia ai più giovani, affinché essi progrediscano con più responsabile coscienza sulla via della maturità civile che sola può far sopravvivere la democrazia. show less
Non c'e' dubbio che in questo breve saggio l'autore-docente alla Universita' di Torino e editorialista di “Repubblica”-intenda illustrare con dovizia di argomentazioni le cause che hanno progressivamente svuotato di significato la democrazia ,prendendo come punti di riferimento la tradizione libersocialista bobbiana,la riflessione di Mosca sul ruolo delle elites ma soprattutto quella americana di Calhoun,Clay e Taylor.Tuttavia-al di la' delle critiche prevedibili e scontate visto show more l'orientamento ideologico dell'autore- rivolte a Berlusconi e alla amministrazione Bush-,risulta francamente sorprendente l'assenza di qualsivoglia riferimento alla tradizione anarchica sia a quella americana che a quella europea. Inoltre, l'insieme delle osservazioni critiche rivolte alle oligarchie finanziarie e industriali sovranazionali ,risultano essere francamente una mera ripetizione della tradizione socialista ottocentesca e di quella no global.Ad ogni modo,per quanto concerne il contenuto del saggio,l'autore opportunamente sottolinea che se la democrazia non persegue piu' i suoi fini e' lecito non parlare piu' di democrazia,(a tale proposito Salvadori conia l'espressione di governo a legittimazione popolare passiva)soprattutto tenendo conto che questa e' stata erosa dalla globalizzazione che ha concentrato enormi poteri nelle mani di ristrette oligarchie(portando al conseguente impoverimento di una parte consistente dei ceti medi e alla progressiva erosione della sovranita' statuale) e dalla manipolazione mediatica pianificata che ha condotto il cittadino ad assistere passivamente alle scelte politiche riducendolo a quello di un consumatore della politica incapace di incidire attivamente e realmente .
GAGLIANO GIUSEPPE
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