Wilfrid Mellers (1914–2008)
Author of Twilight of the Gods: The Music of the Beatles
About the Author
Image credit: New York Times Company
Series
Works by Wilfrid Mellers
Music in a New Found Land: Themes and Developments in the History of American Music (1964) 57 copies
Associated Works
The Dylan Companion: A Collection of Essential Writing About Bob Dylan (1990) — Contributor, some editions — 103 copies
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Common Knowledge
- Birthdate
- 1914-04-26
- Date of death
- 2008-05-16
- Gender
- male
- Occupations
- musicologist
- Organizations
- University of York
- Nationality
- England
UK
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Reviews
The Beatles themselves chortled and dismissed this book as academic pretension, but I profited from reading this. Normally one is exposed to music theory after years of piano lessons and hours of practicing Bach, Chopin & Co. So the examples used to illustrate points of theory make sense to students. This was not my path, thus to be introduced to concepts like pentatonic scales, dominant 9ths, and melisma based on music I did know well was useful.
Che senso ha fare un'analisi musicale teorica delle canzoni dei Beatles, che notoriamente non avevano alcuna cultura musicale e suonavano ad orecchio? Beh, un senso in effetti ce l'ha. Come il musicologo Wilfrid Mellers spiegò in questo vecchio libro la teoria musicale nasce per codificare cosa si suona. Da un punto di vista armonico la musica pop, come del resto il blues e il rock, è sicuramente meno complessa della musica classica diciamo dal 1700 al 1900; ma questo non significa che le show more note siano affastellate a caso. Le "cadenze eolie" narrate dal critico musicale del Times riguardo a Not a second time sono per Mellers semplicemente il risultato di una sperimentazione del quartetto che ha parecchie affinità con la musica rinascimentale per l'ottima ragione che anche a quel tempo, con il passaggio dalla modalità alla tonalità, si viaggiava a vista... pardon, a udito.
La prosa è piuttosto pesante, anche senza considerare il gergo tecnico (al termine del libro c'è un glossario, ma non fa certo le veci di un testo di teoria musicale): sicuramente il libro non è adatto al tipico fan che non avrebbe i mezzi per seguire l'esposizione, ma richiede appunto un buon background. Rispetto a quando lo lessi per la prima volta trent'anni fa, l'ho poi trovato meno interessante: non so se la ragione sia perché oggi di Beatles ne so molto di più di allora o perché in effetti i temi musicali sono solo accennati. Un'ultima curiosità: i quarant'anni del libro si notano nell'uso della parola "Negroid" in riferimento alla musica nera, che evidentemente allora non era un tabù come oggi. show less
La prosa è piuttosto pesante, anche senza considerare il gergo tecnico (al termine del libro c'è un glossario, ma non fa certo le veci di un testo di teoria musicale): sicuramente il libro non è adatto al tipico fan che non avrebbe i mezzi per seguire l'esposizione, ma richiede appunto un buon background. Rispetto a quando lo lessi per la prima volta trent'anni fa, l'ho poi trovato meno interessante: non so se la ragione sia perché oggi di Beatles ne so molto di più di allora o perché in effetti i temi musicali sono solo accennati. Un'ultima curiosità: i quarant'anni del libro si notano nell'uso della parola "Negroid" in riferimento alla musica nera, che evidentemente allora non era un tabù come oggi. show less
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