The Mussolini Canal

by Antonio Pennacchi

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Description

The Mussolini Canal is one of the great achievements of contemporary Italian fiction. It spans 100 years of Italian history as seen through the lives of the Peruzzi family, who are among the 30,000 peasants from Northern Italy sent down to farm the newly-drained Pontine Marshes outside Rome in the 1930s. Mussolini is revered by the Peruzzi family, who must reconcile their admiration for Il Duce with the failings of Fascism which slowly envelop them. Contemporary events permeate the book and show more the hardship and misery of earlier periods are seen against the background of modern prosperity. It won the Strega prize in 2010 in Italy and has sold over 400,000 copies in Italy show less

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Un vero e proprio racconto epico, una narrazione continua, senza sbavature, senza contraddizioni, piena di humour e di umanità.
Tre generazioni di una famiglia patriarcale del delta del Po, emigrata sulla bonifica dell'Agro Pontino per non "puzzarsi di fame". Sanguigni, violenti, dolcissimi, e si, fascisti, ma non per la politica: per la terra e per la fame. La terra soprattutto, la terra e le bestie, con un feroce istinto di conservazione.
Un libro molto ben scritto, che si legge tutto di un fiato.
Immagino che qualcuno si aspetti un giudizio politico, ma non intendo darne: capisco le ragioni di questa gente, e per queste ragioni, famiglie intere si sono divise tra le due parti politiche, senza, peraltro, capire nulla né di politica né show more di chi li manovrava. show less
la prospettiva, assolutoria verso il fascismo 'popolare' dei protagonisti, non mi trova per niente d'accordo. Si rischia di fare passare un messaggio storico in parte deformato. Ma la seconda parte del romanzo, dallo scoppio della guerra in poi, ha toni epici emozionanti (ancorchè facilmente sollecitati) che ne giustificano la lettura
Bel libro, maladéti i Zorzi Vila!!!!
È una saga familiare, la storia di una famiglia contadina nell'Italia della prima metà del novecento, intrecciata con la storia d'Italia: i Peruzzi, affittuari/mezzadri della bassa ferrarese, che poi emigrano nell'Agro Pontino bonificato dal fascismo.

C'è una voce narrante che racconta la loro storia, che è la voce di uno della famiglia, di un discendente dei personaggi (li chiama nonni e zii, e solo all'ultima riga si scoprirà che è). Questa voce si rivolge esplicitamente a un ascoltatore non nominato, e risponde alle sue domande e obiezioni («Come dice?»). E il tono della voce narrante, le cose che racconta e come le racconta dicono molto sia della voce narrante sia del suo ascoltatore. La voce narrante suona quella di una show more persona comune, un uomo del popolo, non istruito né fine ma intelligente, un uomo pratico con esperienza di vita in campagna; l'ascoltatore deve essere un cittadino, un borghese, forse un po' compiaciuto ma lontano dal popolo e dalla vita di un tempo. L'ascoltatore sa un po' di storia, o forse è meglio dire che sa un po' di vulgata storica, e in base a questa fa delle obiezioni alla voce narrante; ma questa gli risponde, gli oppone la storia vissuta, quella vissuta dai Peruzzi che gliela hanno raccontata e che lui riferisce. Sì, perché si può ben dire che i Peruzzi hanno veramente vissuto tutta la storia d'Italia di questo periodo; la relativa tranquillità dell'età giolittiana con le sue diseguaglianze e arretratezze e ingiustizie, la grande guerra, la crisi postbellica e i disordini sociali, l'avvento del fascismo, il regime e il suo consolidamento e le sue imprese, le guerre d'Etiopia e Spagna e la seconda grande guerra, la caduta del regime e la liberazione. I Peruzzi hanno partecipato a tutti questi eventi, nel bene e nel male: una numerosa e prolifica famiglia dai forti legami, la dura vita di agricoltori, sono socialisti e poi fascisti e qualcuno anche squadrista, combattenti e qualcuno anche assassino, soprattutto grandi lavoratori, e forse rappresentano gli italiani, il popolo italiano di allora. Infatti sono raccontate le loro vicende e il loro modo di vita, e sono spiegate molte di cose di questa loro vita che l'ascoltatore borghese e cittadino di oggi non conosce e forse non capisce, ed è abbondantemente raccontata anche la storia d'Italia, ma vista dal basso, da chi l'ha vissuta e anche subita.

Al centro del romanzo c'è la bonifica e la colonizzazione dell'Agro Pontino, grande impresa del regime fascista organizzata con piglio (ovviamente) autoritario dall'Opera Nazionale Combattenti: i Peruzzi sono tra le famiglie prescelte, e si racconta tutta la vicenda dei coloni, dal lungo viaggio in treno verso la Piscinara prosciugata (un viaggio comunitario come un pellegrinaggio), allo stabilirsi nei poderi assegnati dall'Opera, l'assestamento nel nuovo territorio un po' straniante («Ma qui ghe xè il deserto, dove me gavè portààà!»), i rapporti difficili con i locali ("cispadani" contro "marocchini"), il lavoro nella nuova terra, il ritorno alla religione che cementa la comunità, fino alle angosce della guerra e al successivo sconvolgimento con la caduta del regime e l'invasione angloamericana.

Certo è un po' indulgente verso il fascismo, ma mi sembra che a Pennacchi prema il raccontare quella che lui considera una grande impresa compiuta dal regime: l'esproprio dei latifondi, la redistribuzione a contadini nullatenenti e la creazione di una classe di piccoli proprietari; una operazione sociale anticapitalista ed egualitaria ("fasciocomunista"), che certamente l'autore trova apprezzabile. «Lei dice che la libertà in Italia l'avrebbe levata il fascismo? Ma in Italia non c'è mai stata la libertà, che t'ha potuto levare il fascismo? Ai signori magari gliel'avrà levata, ma i poveracci non ce l'avevano mai avuta.» Ma il fascismo la libertà l'ha levata davvero, e l'ha levata a tutti (ed è da condannare per questo e per tante altre cose). Ma a buona parte, o forse alla maggior parte, dei cittadini importa poco o nulla della libertà o dello stato di diritto o di avere buoni governanti, anche quando se li possono scegliere: era vero allora e lo è anche oggi: lo vediamo continuamente nelle notizie politiche. Si può ben dire che questo è un romanzo populista; ma il popolo non è buono, non è saggio, non è intelligente, non è lungimirante, non è democratico, non è liberale (e d'altra parte anche le élite spesso sono cattive: autoritarie, illiberali, corrotte, incapaci, egoiste, rapaci, o persino criminali). Ma tornando al romanzo, comunque sia, questo dà il punto di vista dei Peruzzi: «io le racconto la verità dei Peruzzi, che i miei zii hanno raccontato a me, secondo come l'avevano vissuta loro.» Bisogna prenderla così, e bisogna dire che la racconta bene.

Il tono è quello di un lungo racconto, informato e informale, un po' grossolano ma vivo e genuino e concreto (un "filò"), con una buona dose di ironia e anche qualche tocco di realismo magico (la nonna che sogna il manto nero, l'Armida che parla con le api), ed è un racconto di un passato recente condiviso in cui noi italiani possiamo tutti un po' riconoscerci. Ma ci sono anche dei riferimenti dotti ("Il Mulino del Po", "Canne al Vento", Catone, Gadda - Gadda viene preso in giro, e forse non è un caso visto il suo feroce antifascismo) e un trattamento sofisticato dei tempi narrativi, con anticipazioni e flashback e sospensioni, che lasciano intendere che la voce narrante non è affatto indotta e grossolana, e che questa è una costruzione letteraria; ma è una costruzione ben riuscita.
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Pennacchi kon deze prachtige roman over de familie Peruzzi niet mooier openen dan met de zin "Mooi of niet, dit is het boek waarvoor ik op de wereld ben gekomen". Het verhaal van de Peruzzi's start in hun geboortestreek tussen Rovigo en Ferarra in de Veneto, maar speelt zich vooral af in de Agro Pontino, de drooggelegde moerassen onder Rome waar ze in een ware volksverhuizing door het fascistisch regime werden neergeplant. De Peruzzi's, arme, hardwerkende boeren, waren dan al terechtgekomen in het prille fascistische kamp dat ze doorheen alle voor- en tegenspoed steeds als het hunne blijven beschouwen. Maar dan wel op hun eigen manier. "En waar het eerst wemelde van de vakbondsafdelingen, boerenbonden en socialistische partijafdelingen, show more schreven de mensen zich en masse uit en kwamen zich vervolgens inschrijven bij de fascistische partij, want ze zagen de kracht, de besluitvaardigheid en een gemeenschappelijk idee: 'Die krijgen wat voor elkaar. Sterker nog, ze hebben het als voor elkaar'. Precies als op 25 juli 1943 toen ze een dag eerder nog allemaal fascist waren en een dag later allemaal antifascist; of in 1989-'94, eerst allemaal communist en christendemocraat,en daarna allemaal achter Berlusconi en de Lega Nord. De wind draait, mijn vriend, en als dat gebeurt, dan draait hij niet zo'n beetje ook." (p. 114) Pennacchi vertelt het verhaal van opkomst en ondergang van het fascistisch Italië van Mussolini, van aanvankelijke begeestering en latere ontnuchtering, van de koloniale oorlogen in Libië en Ethiopië, de desastreuze exploten van het Italiaanse leger in Griekenland en Rusland, en van de bevrijding door de geallieerden in WO II, vanuit het standpunt van de alwetende verteller die zich geregeld rechtstreeks tot de lezer wendt om diens mogelijke twijfels of ongeloof over de lotgevallen van zijn grote familie op zij te schuiven. "Iedereen heeft zijn eigen gelijk in deze wereld, en ik denk heus niet, laat dat duidelijk zijn, dat ik de absolute waarheid in pacht heb, de volmaakte waarheid die alleen God kent. Ik vertel u de waarheid van de Peruzzi's, die mijn ooms aan mij hebben verteld zoals zij die hebben beleefd. Om een ander geluid te horen, het gelijk van de anderen, moet u met die anderen gaan praten. Iedereen heeft zijn eigen gelijk." (p. 294) Pennacchi is een groot verteller op een heel persoonlijke manier doch zonder belerend te zijn. Grote geschiedenis en petite histoire kruisen telkens weer elkaars pad in het leven van deze familie waarin je als lezer onweerstaanbaar wordt meegenomen. Een grootse roman. show less
½
Een familiekroniek, geschreven in een onafgebroken vertelling waarbij de schrijver als het ware voorleest, en de lezer steeds aandachtiger gaat luisteren. De verteller volgt drie generaties van een Italiaanse familie gedurende de eerste vijftig jaar van de twintigste eeuw. Alle ingrediënten die de geschiedenisboeken in abstracte zin beschrijven, worden in het perspectief van de familieleden geplaatst en krijgen daardoor een menselijke belichting.
Het boek is buitengewoon raak gecomponeerd en brengt de personages, zonder dat zij individueel uitvoerig gekarakteriseerd worden, met voldoende reliëf in beeld.

Het boek kent nog een andere laag. Het boek benadrukt niet of nauwelijks individuele ervaringen doch plaatst alle gebeurtenissen in show more een familiekader. Een kenmerkend fenomeen dat vooral in Zuid-Europese landen als normatief geldt. Politieke veranderingen en/of het optreden van de overheid, wordt beoordeeld vanuit het perspectief van de clan waartoe men behoort. In het boek wordt beeldend beschreven hoe naadloos men overging van het aanhangen van het socialistisch gedachtengoed naar dat van fascisme terwijl ten opzichte van de overheid (en de Kerk !) altijd een grote reserve werd bewaard. Zwart-wit gesteld, staat de overheid altijd op een laag niveau van appreciatie; het belang van de familie of de groep waar men toe behoort, staat bovenaan.

Dat is ook precies de oorzaak van de beperkte grip die overheden in landen als Griekenland, Italië, Spanje, Portugal en in zekere mate Frankrijk op de (niet verstedelijkte) samenleving hebben. (Inderdaad, de landen waarin de huidige eurocrisis voluit woedt, doch dit terzijde.)

Het boek is wat mij betreft een huldeblijk aan deze samenlevingsverbanden waarin de vriendschap altijd prevaleert boven het buigen voor een overheid. Wat mij betreft: een boek om van te houden !
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½
Canale Mussolini è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l'acqua e prosciugano i campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza show more fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà. show less

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ThingScore 100
In het autobiografische Het Mussolinikanaal, 'het boek waarvoor ik op de wereld ben gekomen', vertelt Pennacchi het krankzinnige verhaal van een enorme volksverhuizing die plaatsvond in het pas een paar decennia daarvoor verenigde Italië: begin vorige eeuw werd een groot moerasgebied ten zuiden van Rome drooggelegd: de Agro Pontino, de Pontijnse moerassen.
Dankzij de noeste arbeid van de show more vertaalsters is de Nederlandse tekst net zo adembenemend als het origineel. Zo kunnen we terug naar wat niet meer is. show less
Edwin Krijgsman, de Volkskrant
Jul 11, 2011
added by sneuper
Un errore blu e l’onta del luogo comune fare di Canale Mussolini, l’opera ultima di Antonio Pennacchi (Mondadori, 460 pagine, 20 euro), un libro fra i tanti del revisionismo.
Nel nuovo romanzo dello scrittore di Latina, infatti, c’è solo il magnificat della vera letteratura. C’è un’epica storicamente a noi vicina eppure percepita lontana, ma per cecità obbligata, speculare al show more revisionismo: l’esorcismo ideologico a ogni costo. Fosse pure per pagare il prezzo dell’oblio d’ogni nostra radice: sociale, culturale e spirituale. show less
Pietrangelo Buttafuoco, Panorama
"Canale Mussolini" di Antonio Pennacchi è il fresco vincitore del Premio Strega 2010 giunto alla 64° edizione.
Il libro di Pennacchi è stato pubblicato il 2 marzo 2010 presso Mondadori ed è stato anche candidato al Premio Campiello entrando nella rosa dei finalisti. Nel romanzo si ripercorre la storia di una famiglia contadina, i Peruzzi, sradicata dalla sua terra d'origine nella bassa show more padana per andare nell'agro pontino. Su questa terra, bonificata dalla malaria negli anni del fascismo, arrivano molti coloni dal nord, tra cui i Peruzzi, capeggiati dal carismatico e coraggioso zio Pericle, fascista. A spiccare è sua moglie Armida, una donna particolare, sempre circondata dalle sue api. Un altro personaggio che emerge è il nipote prediletto Paride, che sarà causa della sfortuna che travolgerà i Peruzzi.
L'autore ha dichiarato che questa sua ultima fatica letteraria è figlia dei suoi precedenti lavori, senza i quali non sarebbe stato possibile scrivere "Canale Mussolini".
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Canonical title
The Mussolini Canal
Original title
Canale Mussolini
Original publication date
2010
People/Characters*
il nonno Peruzzi; la nonna Peruzzi; Temistocle Peruzzi; Paride Peruzzi; Adelchi Peruzzi; Iseo Peruzzi (show all 21); Treves Peruzzi; Turati Peruzzi; Modigliana Peruzzi; Bissolata Peruzzi; Santapace Peruzzi; Cesio Peruzzi; Adrasto Peruzzi; Armida Peruzzi; Edmondo Rossoni; Benito Mussolini; Valentino Cencelli; Italo Balbo; Lanzidei; Benassi; Camillo Barany
Important places*
Codigoro, Ferrara, Italia; Agro pontino; Littoria
Dedication*
A mio fratello Gianni,
a tutti i nostri morti.
First words*
Per la fame. Siamo venuti giù per la fame. E perché se no?
Quotations*
Il Rossoni s'è rivisto quattro anni dopo... era di passaggio, era venuto a fare una riunione alla lega e s'è fermato a casa, la sera, a cena. Era insieme a un altro - un piccoletto rispetto a lui - che ci aveva portato a fa... (show all)r conoscere, un maestro elementare delle parti di Forlì.
Lei dice che la libertà in Italia l'avrebbe levata il fascismo? Ma in Italia non c'è mai stata la libertà, che t'ha potuto levare il fascismo? Ai signori magari gliel'avrà levata, ma i poveracci non ce l'avevano mai avuta... (show all).
Fu un esodo. Trentamila persone nello spazio di tre anni - diecimila all'anno - venimmo portati quaggiù dal Nord. Dal Veneto, dal Friuli, dal Ferrarese. Portati alla ventura in mezzo a gente straniera che parlava un'altra li... (show all)ngua. Ci chiamavano "polentoni" o peggio ancora "cispadani". Ci guardavano storto. E pregavano Dio che ci facesse fuori la malaria.
Dal Veneto ci eravamo portati la tradizione del filò, quella di riunirsi tutti a sera, dopo cena, ora in un podere ora in un altro a raccontarsi storie, fòle, favole e roba del genere, al lume di candela o di petrolio.
Ognuno ha le sue ragioni a questo mondo e io - sia chiaro - non ho la pretesa di starle qui a contare la verità di Dio, quella perfetta ed assoluta che conosce solo Lui. Io le racconto la verità dei Peruzzi, che i miei zii ... (show all)hanno raccontato a me, secondo come l'avevano vissuta loro.
Last words*
(Click to show. Warning: May contain spoilers.)Ci rivediamo al prossimo, se Dio ci dà salute. Amen.
Blurbers*
Ammaniti, Niccolò
Original language
Italian
*Some information comes from Common Knowledge in other languages. Click "Edit" for more information.

Classifications

Genres
Fiction and Literature, General Fiction, Historical Fiction
DDC/MDS
853.92Literature & rhetoricItalian, Romanian & related literaturesItalian fiction1900-21st Century
LCC
PQ4876 .E485 .C36Language and LiteratureFrench, Italian, Spanish and Portuguese literaturesItalian literatureIndividual authors, 1961-2000
BISAC

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