Daria Bignardi
Author of Non vi lascerò orfani
About the Author
Image credit: http://it.wikipedia.org/wiki/Daria_Bignardi
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Common Knowledge
- Canonical name
- Bignardi, Daria
- Birthdate
- 1961-02-14
- Gender
- female
- Occupations
- journalist
television presenter
writer - Nationality
- Italy
- Birthplace
- Ferrara, Italy
- Map Location
- Italy
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Reviews
Le storie di Daria Bignardi mi piacciono sempre anche se in questa mi è sembrata, stranamente, più distaccata del solito. La sua scrittura è molto asciutta ed essenziale ma riesce a trattare sempre temi scomodi con lucidità. Mi stupisco di come abbia potuto farlo con una tema così vicino a lei. Mi piace anche come descrive i luoghi. Recensione veloce. Bello!
Poco dopo l’aver terminato questa lettura (meglio: l’ascolto dell’audiolibro letto dall’autrice) mi sono scontrato (quasi) con la recensione pubblicata (non so quando) sul The Los Angeles Times di un libro di Keyes (l’autore di Fiori per Algernon): Una stanza piena di gente (pubblicato la prima volta nel 1981 e tradotto in italiano solo nel 2009) (non so se si è capito, ma mi piace giocare con gli incisi). Il protagonista soffre di un gravissimo disturbo dissociativo show more dell’identità: nella sua mente convive una vera e propria folla di identità differenti. La recensione termina con una frase del protagonista: “Solo chiudendo la porta sul mondo reale, noi potremo vivere in pace nel nostro”.
Perché associare due letture così apparentemente distanti? Perché, mi sembra che la perfezione ricercata dai protagonisti della storia raccontata da Daria Bignardi sia una perfezione tutta interiore che riesce a fiorire solo dopo aver chiuso i conti con il peso che il mondo reale inevitabilmente propone… salvo però ripiombare nel mondo reale: i concerti da un lato, le lezioni di arte dall’altro. E allora? Non capisco: questa tanto ricercata perfezione dove si realizza? La si realizza ricomponendo elementi solo interiori o ritrovando l’unità in un “noi” vasto che include le apparenti dissonanze del mondo reale che ci include? show less
Perché associare due letture così apparentemente distanti? Perché, mi sembra che la perfezione ricercata dai protagonisti della storia raccontata da Daria Bignardi sia una perfezione tutta interiore che riesce a fiorire solo dopo aver chiuso i conti con il peso che il mondo reale inevitabilmente propone… salvo però ripiombare nel mondo reale: i concerti da un lato, le lezioni di arte dall’altro. E allora? Non capisco: questa tanto ricercata perfezione dove si realizza? La si realizza ricomponendo elementi solo interiori o ritrovando l’unità in un “noi” vasto che include le apparenti dissonanze del mondo reale che ci include? show less
(Come inizia:) "Ho amato nella vita una donna sola: quando mi lasciò, non la rividi per sedici anni. La sera che la ritrovai pioveva, avevo vegliato un cadavere tutta la notte ed ero stanco. Se uno stormo di gabbiani sulla pista non avesse ritardato la partenza del mio volo non l'avrei più incontrata. C'erano troppe persone in attesa di..."
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