Enrico Deaglio
Author of La banalità del bene. Storia di Giorgio Perlasca
About the Author
Image credit: www.pasolini.net
Series
Works by Enrico Deaglio
Il raccolto rosso 1982-2010. Cronaca di una guerra di mafia e delle sue tristissime conseguenze (1993) 28 copies
Besame mucho: Diario di un anno abbastanza crudele (Serie bianca/Feltrinelli) (Italian Edition) (1995) 20 copies
Il vile agguato. Chi ha ucciso Paolo Borsellino. Una storia di orrore e menzogna (2012) 14 copies, 2 reviews
La felicità in America. Storie, ballate, leggende degli Stati Uniti a uso di giovani, vecchi, ostili ed entusiasti (2013) 10 copies
[3]: Gli anni Ottanta 1 copy
Uccidete la democrazia — Author — 1 copy
La presa del potere in America e come andò a finire (Universale economica Feltrinelli) (2025) 1 copy
La meglio gioventù 1 copy
gli imbroglioni 1 copy
i furbetti del quartierino: il grande assalto a banche e "Corriere", l'incredibile intreccio tra politica e affari — Author — 1 copy
SOTTO IL REGNO 1 copy
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Common Knowledge
- Canonical name
- Deaglio, Enrico
- Birthdate
- 1947-04-11
- Gender
- male
- Education
- Laurea in Medicina e chirurgia
- Occupations
- Giornalista
Scrittore - Nationality
- Italia
- Birthplace
- Torino, Italia
Members
Reviews
Riletto per l'ennesima volta (e di certo non l'ultima), perchè ogni tanto ho bisogno di commuovermi di nuovo e di sapere che sono esistite persone così.
Libro breve che si legge velocemente, è la storia di un magnifico impostore che dimostra quanto sia semplice e banale in fin dei conti fare del bene.
Forse è un problema solo mio, ma vi avverto che non sono mai riuscito a leggerlo tutto senza qualche lacrima.
Libro breve che si legge velocemente, è la storia di un magnifico impostore che dimostra quanto sia semplice e banale in fin dei conti fare del bene.
Forse è un problema solo mio, ma vi avverto che non sono mai riuscito a leggerlo tutto senza qualche lacrima.
Deaglio, Enrico (2012). Il vile agguato. Milano: Feltrinelli. 2012. ISBN 9788807172373. Pagine 141. 8,99 €
Devo confessare che faccio fatica a ricordare quale impulso mi abbia spinto, oltre 6 mesi fa (era il 9 agosto 2012, mi informa sollecito amazon.it), a comprare questo libro. Certo, conosco Enrico Deaglio da anni, l’ho seguito dai tempi di Lotta continua e del suo quotidiano, e poi di quel bel settimanale che è stato Diario. Forse volevo sapere qualche cosa di più di questa show more storiaccia della trattativa, forse speravo che Deaglio – profondo conoscitore della Sicilia e dei suoi misteri – mi aiutasse a capire qualche cosa. Anche perché devo confessare che le letture sui quotidiani mi avevano disorientato (e continuano a farlo).
Se era questo il motivo, però, avrei dovuto leggerlo subito: dopo 6 mesi la situazione è ancora più intricata, se possibile.
Deaglio scrive molto bene, e lo leggo con vero piacere. Le sue digressioni, anche letterarie, sono sempre stimolanti (adesso mi ha fatto venire voglia di leggere Amabili resti di Alice Sebold, per esempio). Ma non ho trovato nel libro quello che cercavo: un po’ di chiarezza. Sono più perplesso di prima. Certo, questa storia della trattativa è sconvolgente, soprattutto se letta in contrappunto con tante dichiarazioni ufficiali, e tenendo conto del fatto che alcune persone, alcuni servitori dello Stato (e lo dico senza retorica e senza ironia) ci hanno creduto davvero alla lotta senza quartiere contro Cosa nostra e la malavita organizzata. E ci hanno lasciato la pelle. Ma su questo argomento aveva già detto molto (almeno per me) Giancarlo De Cataldo con il suo Nelle mani giuste. Non era l’orrore che cercavo, era la chiarezza. E non l’ho trovata. Forse pretendevo troppo, ma sono rimasto deluso.
Mi resta soltanto l’amara sensazione, che provo troppo spesso in questi giorni, che la situazione italiana non abbia vie d’uscita. Non vie d’uscita che mi piacciano, almeno. show less
Devo confessare che faccio fatica a ricordare quale impulso mi abbia spinto, oltre 6 mesi fa (era il 9 agosto 2012, mi informa sollecito amazon.it), a comprare questo libro. Certo, conosco Enrico Deaglio da anni, l’ho seguito dai tempi di Lotta continua e del suo quotidiano, e poi di quel bel settimanale che è stato Diario. Forse volevo sapere qualche cosa di più di questa show more storiaccia della trattativa, forse speravo che Deaglio – profondo conoscitore della Sicilia e dei suoi misteri – mi aiutasse a capire qualche cosa. Anche perché devo confessare che le letture sui quotidiani mi avevano disorientato (e continuano a farlo).
Se era questo il motivo, però, avrei dovuto leggerlo subito: dopo 6 mesi la situazione è ancora più intricata, se possibile.
Deaglio scrive molto bene, e lo leggo con vero piacere. Le sue digressioni, anche letterarie, sono sempre stimolanti (adesso mi ha fatto venire voglia di leggere Amabili resti di Alice Sebold, per esempio). Ma non ho trovato nel libro quello che cercavo: un po’ di chiarezza. Sono più perplesso di prima. Certo, questa storia della trattativa è sconvolgente, soprattutto se letta in contrappunto con tante dichiarazioni ufficiali, e tenendo conto del fatto che alcune persone, alcuni servitori dello Stato (e lo dico senza retorica e senza ironia) ci hanno creduto davvero alla lotta senza quartiere contro Cosa nostra e la malavita organizzata. E ci hanno lasciato la pelle. Ma su questo argomento aveva già detto molto (almeno per me) Giancarlo De Cataldo con il suo Nelle mani giuste. Non era l’orrore che cercavo, era la chiarezza. E non l’ho trovata. Forse pretendevo troppo, ma sono rimasto deluso.
Mi resta soltanto l’amara sensazione, che provo troppo spesso in questi giorni, che la situazione italiana non abbia vie d’uscita. Non vie d’uscita che mi piacciano, almeno. show less
la strage di piazza fontana è collegata con un filo rosso all'omicidio di Pinelli e poi a tante altre storie rimaste nascoste per una grande parte..cosa sanno i giovani della strategia della tensione, che ha lasciato traccie indelebili nella storia e nella società italiana...ma un popolo che non ha memoria avrà dei problemi nel futuro...come si vede nell'Italia di oggi
appena cominciato, l'ho dimenticato non so più dove, ed era pure una copia firmata dall'autore!!! uffa! :-(
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