Gino Strada (1948–2021)
Author of Green Parrots: A War Surgeon's Diary
About the Author
Works by Gino Strada
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Common Knowledge
- Canonical name
- Strada, Gino
- Legal name
- Strada, Luigi
- Birthdate
- 1948-04-21
- Date of death
- 2021-08-13
- Gender
- male
- Education
- Università Statale di Milano
- Occupations
- surgeon
- Organizations
- Emergency
- Relationships
- Sarti, Teresa (wife)
Strada, Cecilia (daughter) - Short biography
- Gino Strada (b. Luigi Strada 21 April 1948 in Sesto San Giovanni, Province of Milan) was an Italian war surgeon and founder of the UN-recognized Italian NGO Emergency. Emergency has operated in over thirteen war-torn countries, including Afghanistan, Cambodia, Central African Republic, Eritrea, Iraq, Sierra Leone, Sudan, Uganda and Yemen, offering free, high-quality medical and surgical treatment to the victims of war, landmines and poverty.
- Nationality
- Italy
- Birthplace
- Sesto San Giovanni, Italy
- Place of death
- France
- Associated Place (for map)
- Sesto San Giovanni, Italy
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Reviews
Più attuale che mai, tutti dovrebbero leggerlo.
Più un memoir che un'autobiografia, scorre molto velocemente.
Non che racconti qualcosa che non sappiamo già, non che sveli qualche nascosta e oscura verità, non che insegni qualche mistica e sconosciuta novità.
Umilmente ci racconta la sua verità maturata nelle numerose esperienza nei teatri di guerra di tutto il mondo.
E cioè che l'unico modo per sconfiggere la guerra è quello di non cominciarla ... mai.
La soluzione non è mai la guerra, show more la violenza, la prevaricazione.
Al netto di tutte le analisi geopolitiche e di tutte le opinioni dei tuttologi in televisione e sui giornali, Gino Strada ci insegna che a rimetterci (la vita, la casa, la dignità, gli affetti, il presente e il futuro) non sono mai quelli che decidono di farla la guerra, ma la povera gente sia in divisa che tra i civili.
E ai detrattori del messaggio di Gino bisognerebbe ricordare che tutte le utopie sono tali solo perchè esistono dei detrattori e restano tali solo finchè i detrattori non cambiano idea.
Da rileggere periodicamente per non dimenticare il messaggio di Gino. show less
Più un memoir che un'autobiografia, scorre molto velocemente.
Non che racconti qualcosa che non sappiamo già, non che sveli qualche nascosta e oscura verità, non che insegni qualche mistica e sconosciuta novità.
Umilmente ci racconta la sua verità maturata nelle numerose esperienza nei teatri di guerra di tutto il mondo.
E cioè che l'unico modo per sconfiggere la guerra è quello di non cominciarla ... mai.
La soluzione non è mai la guerra, show more la violenza, la prevaricazione.
Al netto di tutte le analisi geopolitiche e di tutte le opinioni dei tuttologi in televisione e sui giornali, Gino Strada ci insegna che a rimetterci (la vita, la casa, la dignità, gli affetti, il presente e il futuro) non sono mai quelli che decidono di farla la guerra, ma la povera gente sia in divisa che tra i civili.
E ai detrattori del messaggio di Gino bisognerebbe ricordare che tutte le utopie sono tali solo perchè esistono dei detrattori e restano tali solo finchè i detrattori non cambiano idea.
Da rileggere periodicamente per non dimenticare il messaggio di Gino. show less
Proprietario: Filippo Celeste
Prestito: Moni Tommaso
Prestito: Moni Tommaso
Le immagini più vivide, i ricordi più strazianti, le amarezze continue dell'esperienza di un medico militante di Emergency sugli scenari di guerra del nostro tempo.
Gino Strada arriva quando tutti scappano, e mette in piedi ospedali di fortuna, spesso senza l'attrezzatura e le medicine necessarie, quando la guerra esplode nella sua lucida follia. Guerre che per lo più hanno un lungo strascico di sangue dopo la fine ufficiale dei conflitti: quando pastori, bambini e donne vengono dilaniati show more dalle tante mine antiuomo disseminate per le rotte della transumanza, o quando raccolgono strani oggetti lanciati dagli elicotteri sui loro villaggi. I vecchi afghani li chiamano pappagalli verdi. Questo libro ci consegna le immagini più vivide, i ricordi più strazianti, le amarezze continue dell'esperienza di medico sugli scenari di guerra del nostro tempo.
"Le mine antiuomo... Questi fiori metallici dell'infinita infamia umana, lacerano, accecano, sbrindellano, cancellano parti di vita, creano voragini di antimateria, progettano il non-uomo. Ma è proprio in quelle assenze di carne, di vita, di luce, che l'umanità esprime la sua intimità più lancinante. In quei luoghi umani violati e negati, i Gino Strada costruiscono l'umanità possibile del futuro, l'unica possibile." show less
Gino Strada arriva quando tutti scappano, e mette in piedi ospedali di fortuna, spesso senza l'attrezzatura e le medicine necessarie, quando la guerra esplode nella sua lucida follia. Guerre che per lo più hanno un lungo strascico di sangue dopo la fine ufficiale dei conflitti: quando pastori, bambini e donne vengono dilaniati show more dalle tante mine antiuomo disseminate per le rotte della transumanza, o quando raccolgono strani oggetti lanciati dagli elicotteri sui loro villaggi. I vecchi afghani li chiamano pappagalli verdi. Questo libro ci consegna le immagini più vivide, i ricordi più strazianti, le amarezze continue dell'esperienza di medico sugli scenari di guerra del nostro tempo.
"Le mine antiuomo... Questi fiori metallici dell'infinita infamia umana, lacerano, accecano, sbrindellano, cancellano parti di vita, creano voragini di antimateria, progettano il non-uomo. Ma è proprio in quelle assenze di carne, di vita, di luce, che l'umanità esprime la sua intimità più lancinante. In quei luoghi umani violati e negati, i Gino Strada costruiscono l'umanità possibile del futuro, l'unica possibile." show less
Il libro, un breve racconto, è la storia del viaggio per raggiungere a Kabul l’ospedale di Emergency, nei primi giorni della guerra in Afghanistan. Il racconto del viaggio è interessante, carino. Gino Strada è apodittico in tutte le sue affermazioni: buoni e cattivi; bianchi e neri; in una fiera delle banalità che caratterizza la sinistra italiana di inizio secolo. Amerikani, poveri, ricchi, solidarietà sociale, confusioni di ruoli in certezze discutibili, perché prive della prova show more del dubbio. Emergency è una grande iniziativa. Un fatto concreto per aiutare le vittime, i feriti di guerra. Ce ne vorrebbe una anche in Campania, ma questo è un altro discorso. Grande iniziativa, perché dei medici dedicano la loro esperienza, le loro capacità, il frutto dei propri studi per curare gente che non potrebbe avere alcuna assistenza sanitaria. Questa è, o meglio dovrebbe essere, la missione di un’organizzazione internazionale del genere. Non discutere nel merito le politiche di Bush, delle Nazioni Unite, del Parlamento italiano. Quando Gino Strada lo fa, lo dovrebbe fare a livello personale, da cittadino; non da eroe, da fondatore di Emergency- E per chi è abituato a coltivare il dubbio, anche i racconti appaiono incerti, cosa succederà veramente là? show less
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