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Angelo Del Boca (1925–2021)

Author of Italiani, brava gente?

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About the Author

Angelo Del Boca is an Italian author and historian of Italian colonialism. He has written several books about the Italians in North Africa and is the author of The Ethiopian War.

Series

Works by Angelo Del Boca

Italiani, brava gente? (2005) 81 copies, 3 reviews
Gli italiani in Africa orientale (1985) 24 copies, 1 review
Gli italiani in Africa orientale (1996) 23 copies, 3 reviews
The Ethiopian War, 1935-1941 (1965) 22 copies, 1 review
Gli italiani in Africa orientale vol. 4 (1976) 18 copies, 1 review

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Common Knowledge

Birthdate
1925-05-23
Date of death
2021-07-06
Gender
male
Occupations
writer
journalist
historian
partisan
Short biography
Angelo Del Boca (born May 23, 1925 in Novara) is an Italian historian and writer. He is specialized in the study of the Italian Colonial Empire, and the involvement in Libya, Ethiopia, Eritrea and Somalia during the first part of 20th century. Del Boca has been the first Italian scholar involved in research on the crimes committed by the Italian army in Ethiopia and Libya. During Fascism and World War II he took part in the Italian resistance movement.
Nationality
Italy
Birthplace
Novara, Italy
Place of death
Turin, Piemont, Italien
Associated Place (for map)
Novara, Italy

Members

Reviews

26 reviews
Negli anni che vanno dall'unità del nostro Paese alla fine della seconda guerra mondiale si sono verificati molti episodi nei quali gli italiani si sono rivelati capaci di indicibili crudeltà. In genere le stragi sono state compiute da «uomini comuni», non particolarmente fanatici, non addestrati alle liquidazioni in massa. Uomini che hanno agito per spirito di disciplina, per emulazione o perché persuasi di essere nel giusto eliminando coloro che ritenevano «barbari» o «subumani». show more
Angelo Del Boca esamina, in questo libro, gli episodi più efferati, quelli che costituiscono senza dubbio le pagine più buie della nostra storia nazionale: i massacri di intere popolazioni del meridione d'Italia durante la cosiddetta «guerra al brigantaggio»; l'edificazione nell'isola di Nocra, in Eritrea, di un sistema carcerario fra i più mostruosi; le rapine e gli eccidi compiuti in Cina nel corso della lotta ai boxers; le deportazioni in Italia di migliaia di libici dopo la «sanguinosa giornata» di Sciara Sciat; lo schiavismo applicato in Somalia lungo le rive dei grandi fiumi; la creazione nella Sirtica di quindici lager mortiferi per debellare la resistenza di Omar el-Mukhtàr in Cirenaica; l'impiego in Etiopia dell'iprite e di altre armi chimiche proibite per accelerare la resa delle armate del Negus; lo sterminio di duemila monaci e diaconi nella città conventuale di Debrà Libanòs; la consegna ai nazisti, da parte delle autorità fasciste di Salò, di migliaia di ebrei, votati a sicura morte.
E' vero che nell'ultimo secolo e mezzo molti altri popoli si sono macchiati di imprese delittuose, quasi in ogni parte del mondo. Tuttavia, soltanto gli italiani hanno gettato un velo sulle pagine nere della loro storia ricorrendo ossessivamente e puerilmente a uno strumento autoconsolatorio: il mito degli «italiani brava gente», un mito duro a morire che ci vuole «diversi», più tolleranti, più generosi, più gioviali degli altri, e perciò incapaci di atti crudeli.
Con la sua scrittura chiara e documentata, Angelo Del Boca mostra invece come dietro questo paravento protettivo di ostentato e falso buonismo si siano consumati, negli ultimi cent'anni, in Italia, in Europa e nelle colonie d' oltremare, i crimini peggiori, gli eccidi più barbari. Crimini ed eccidi commessi da uomini che non hanno diritto ad alcuna clemenza, tantomeno all'autoassoluzione.

Indice: 1. Fare gli italiani; 2. La guerra al "brigantaggio"; 3. L'inferno di Nocra; 4. In Cina contro i boxer; 5. Sciara Sciat: stragie e deportazioni; 6. Le colpe di Cadorna; 7. Gli schiavi dell'Uebi Scebeli; 8. Soluch come Auschwitz; 9. Una pioggia di iprite; 10. Debrà Libanòs: una soluzione finale; 11. Slovenia: un tentativo di bonificia etnica; 12. La resa dei conti; 13. Tutti ricchi, tutti felici, tutti anticomunisti.
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La guerra d'aggressione che l'Italia fascista ha condotto nei sette mesi che vanno dal 3 ottobre 19 3.5 al 5 maggio 1936 è stata definita, e non soltanto dai corifei del regime, la "guerra più popolare del fascismo." In realtà, per una lunga serie
di ragioni - l'antico complesso di Adua, il desiderio d'evasione e d'avventura avvertito dagli italiani ancora piu acutamente sotto la cappa di piombo della dittatura, la speranza di conquistare un "posto al sole," alcuni grossolani errori show more commessi dalla diplomazia britannica, le contraddizioni manifestate dalla Società delle Nazioni - il conflitto italo-etiopico fu approvato, caldeggiato e seguito dalla maggioranza del popolo italiano. Ma esso non ebbe, di questa guerra combattuta a migliaia di chilometri dalla madrepatria, che le relazioni e le immagini permesse dalla censura fascista, mentre nei successivi cinque anni alcune centinaia di scrittori e giornalisti s'incaricavano di farla entrare nel mito, dipingendola come la piu perfetta e brillante campagna coloniale di tutti i tempi, e per di piu condotta con metodi umani e per fini di civilizzazione. Dopo questo diluvio di libri, per un quarto di secolo si è fatto, sull'argomento, il piu assoluto silenzio. Cosicché buona parte degli italiani è ancora, suo malgrado, sotto l'influenza della propaganda del defunto regime.
A trent'anni esatti dall'aggressione di Mussolini all'Abissinia di Hailé Selassié, lo scrittore Angelo Del Boca, noto al pubblico italiano e straniero per i suoi saggi sui problemi piu brucianti del nostro tempo, ha condotto una lunga inchiesta in Etiopia per ascoltare, per la prima volta, anche l'altra campana e per fornire, valutando ovviamente anche tutte le fonti italiane, un primo obiettivo e demitizzato bilancio del conflitto e dei successivi anni di occupazione. L'inchiesta, condensata in questo libro, demolisce le tesi elaborate dalla propaganda fascista, rivelando, fra l'àltro, i metodi brutali della guerra di rapina, l'impiego sistematico dei gas asfissianti, e facendo luce sulle sanguinose repressioni ordinate da Graziani e sul fallimento dell'avventura coloniale voluta dal fascismo. Il libro, che si vale di una rigorosa e in gran parte inedita documentazione fornita dalle due parti, è il primo valido contributo alla conoscenza di un periodo che, per ragioni inspiegabili, è rimasto nell'ombra ed era ancor oggi alla ricerca del suo storico.
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In questo primo volume, cui ne seguirà un altro, viene preso in esame il periodo che va dall' Unità d' Italia all' avvento del fascismo: sessantadue anni nel corso dei quali, sulla "quarta sponda", sono accaduti avvenimenti di grande rilevanza, ma assai poco noti per una lunga serie di circostanze, non ultima quella di una colpevole congiura del silenzio. Se è vero, infatti, che non mancano ottime ricostruzioni della guerra italo-libica del 1911-12 che porto l' Italia di Giolitti ad show more occupare il litorale della Tripolitania e della Cirenaica, è altrettanto vero che sono mancate, fino a oggi, serie e approfondite indagini sui precedenti, e soprattutto sugli anni successivi al conflitto italo-turco. Queste lacune sono ora ampiamente colmate da Del Boca, il quale sulla scorta di documenti in gran parte inediti, tratti da archivi italiani e stranieri, ripercorre per la prima volta in maniera organica tutte le tappe e gli aspetti dell' impresa libica: una storia che, per le continue e sorprendenti rivelazioni, risulterà del tutto nuova. Quasi nulla, ad esempio, era stato scritto sulla precipitosa e rovinosa ritirata delle truppe italiane dall' interno della Libia al mare, che costò all' Italia, nel 1915, più vite umane e materiale bellico dello stesso disastro di Adua. Questo, come altri episodi, viene invece qui ricostruito mettendo in evidenza gli errori politici e militari dei governi e degli alti comandi italiani, le sorde o palesi rivalità tra militari e funzionari civili, l' uso frequente della forca come punizione esemplare, le repressioni indiscriminate e su vasta scala, la deportazione in Italia di migliaia di patrioti libici, il tentativo di annientare la cultura e le tradizioni di un intero popolo. In questi avvenimenti di molti decenni fa il lettore troverà la chiave per capire anche le incomprensioni di oggi tra la Libia di Gheddafi e l' Italia repubblicana.

INDICE
Prima parte: La preparazione e la conquista; Parte seconda: L'insurrezione araba;
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Questo terzo volume de Gli italiani in Africa Orientale narra della breve vita e rapida caduta dell'impero fascista d'oltremare. In meno di un decennio, dalla conquista di Addis Abeba nel maggio 1936 al ritorno trionfale di Hailé Selassié nel maggio 1941, fino all'umiliante rimpatrio degli ultimi prigionieri di guerra nel 194 5, si consuma e s'infrange il mito della terra promessa sul quale il regime di Mussolini aveva giocato tutto il suo prestigio di forza politica ed economica.
Già show more all'indomani dell'ingresso di Badoglio in Addis Abeba, il governo coloniale è inceppato dal dilagare delle ribellioni e dall'urto di una capillare resistenza etiopica, mentre i progetti di colonizzazione civile, demografica ed economica dell'impero, condotti con largo impiego di risorse finanziarie, uomini e mezzi, portano l'economia italiana fino alle soglie del collasso.
Di questo fallimento, nel quale Mussolini trascina un paese assordato dagli squilli della retorica, Del Boca ricompone un vasto affresco: il racconto delle vicende diplomatiche e delle grandi battaglie s'intreccia con la ricostruzione della vita quotidiana fatta di affarismi, malversazioni, terrore e miserie e, insieme, di eroismi e illusioni nei destini dell'impero.
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