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Dario Bressanini

Author of Pane e bugie

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About the Author

Dario Bressanini, nacido en Saronno en 1963, es profesor de Qumica en el Departamento de Ciencia y Alta Tecnologa de la Universidad de Insubria en Como, donde tambin lleva a cabo actividades didcticas y de investigatin. Ha publicado cerca de setenta trabajos cientificos en peridicos y revistas show more internacionals. Como divulgador cientifico colabora con numerosos diarios, radios y televisiones. En la revista Le Scienze escribe la columna mensual Pentole e provette y ha creado el popular blog Scienza in cucina. En 2015 Bressanini fue comisario de la expositin dedicada a la ciencia de la comida, que tuvo lugar en el Museo de Historia Natural de Miln. Es autor de Pane e bugie (2010) y de Le bugie nel carrello. Le leggende e i trucchi del marketing sul cibo che compriamo (2013), dedicados a la desinformacin alimentaria; asf como de OGM tra leggende e realt (2009), de I giochi matematici di Fra' Luca Pacioli (2011) y, junto a Beatrice Mautino, de Contra Natura (2015). Previamente en Gribaudo ha publicado La ciencia de la pasteleria (2017) y La ciencia de la carne (2020), grandes exitos de ventas tanto en italiano como en espaol. show less

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Un testo scientifico divulgativo che ha il buonsenso di fare un vero e proprio debunking delle frottole alimentari più diffuse, con dati, citazioni e bibliografia all'altezza. Però... non proprio tutto è convincente.
1. "Allo stadio delle conoscenze attuali". Sacrosanto. La scienza spesso non può dare risposte assolute, un conto è la velocità della luce, un altro sapere cosa succederà in futuro. Nemmeno gli scienziati hanno la palla di vetro. Quindi certi problemi almeno al momento non show more paiono avere soluzioni (il biologico fa bene all'ambiente perché di usano meno pesticidi oppure fa male perché diminuendo la resa causa in media un aumento di consumo di suolo? L'acquisto a km zero se fatto in auto per 10 km ogni giorno supera in consumo di CO2 l'unico volo aereo per il trasporto di prodotto estero?). Ai posteri l'ardua sentenza, uno può solo scegliere dati alla mano e in coscienza.
2. Io sono tra quelli che critica fortemente la dissennata demonizzazione degli alimenti di moda oggi, zucchero in primis. Il male del mondo occidentale è l'eccesso globale di calorie unito alla mancanza di movimento, non il saccarosio di per sé. E nemmeno la carne, inutile non mangiare la bistecca quando siamo costretti a chiuderci in auto e farci un'ora di traffico ogni mattina per andare al lavoro (o peggio fumiamo). Però mi rendo conto che la fiducia o sfiducia della popolazione la si conquista meritandosela. Come nessuno crede alle informazioni date dalla Cina riguardo al Covid perché è una dittatura e potrebbe camuffare i dati nel suo interesse (più difficile, non impossibile ma più difficile farlo in una democrazia matura di stampo anglosassone), leggendo questo libro mi sono resa conto che per certi contenuti io, non essendo una specialista, posso solo fidarmi. E perché in Italia questa fiducia nella scienza, nello Stato, nel principio di autorità... è mancante? Sicuramente per una questione di ignoranza, ma anche per una questione di mancata trasparenza. Siamo il paese dei segreti, degli accordi sottobanco, delle stragi, del potete sempre assolto. Di chi ti devi fidare se chi dovrebbe difenderti non lo fa e in passato ne hai avuto le prove? Chi tuteló Seveso? Ongli.abitantindel Vajont?
Chiaro che se trovi qualcuno che è sicuro di sé, è convincente e magari ti solletica pure la rabbia atavica che hai dentro per le sconfitte subite,lo segui come un cagnolino.
Quindi: siamo sicuri che se oggi abbiamo una parte della popolazione che crede a sciocchezze antiscientifiche, possiamo come mondo culturale additarli nella loro ignoranza, senza sentirci un minimo coinvolti su quanto abbiamo spiegato, ascoltato, e soprattutto quanto ci siamo piegati alle logiche del denaro e a volte perfino dell'omertà? Oltre che l'ignoranza della base, forse sulla fiducia nel sistema influisce anche la trasparenza e la credibilità di chi sta alla guida. E su questo purtroppo nel Dopoguerra in Italia non sono mancate le occasioni in cui il denaro e il potere hanno potuto di più della difesa dell'interesse pubblico. Su questo dobbiamo interrogarci e ricostruircela, la fiducia.
Personalmente, ho preso atto che Bressanini fa una analisi estremamente corretta e scientifica, ma come per il problema delle scorie nucleari non mi fido troppo delle considerazioni troppo teoriche dei fisici teorici, continuerò come faccio sempre: comprare biologico per quel che posso, sperando di far comunque bene se non a me all'ambiente; non comprare per forza a km 0 se non ne vale la pena; mangiare carne molto di rado, e anche uova e latte, preferendo allevamenti all'aperto ove possibile; a mangiare molti zuccheri sia semplici che complessi, riuscendo a perdere 25 kg diminuendo i grassi cattivi (salumi, formaggi a parte il parmigiano, piatti elaborati e confezionati, junk food). Segno che non è lo zucchero il problema.
Non lo è nemmeno l'industria, perché se oggi abbiamo cibo molto più sano di un tempo lo dobbiamo proprio ai processi industriali (pastorizzazione vi dice niente? Quando tornò di moda il latte crudo mia nonna mi raccomandò: fallo bollire tesoro, i nostri vicini morirono tutti negli anni '40 perché bevevano latte non bollito... Altri tempi e altra igiene, ok... ma perché rischiare? Per due vitamine in più che possiamo assumere altrimenti, visto che non abbiamo carenze alimentari?). Ma anche qui: nonostante sappia benissimo che le materie prime che compro al supermercato sono comunque raffinate, e che dovrei per essere totalmente fare a meno dell'industria vivere da eremita coltivando le mie patate... ritengo una torta fatta in casa senza emulsionanti e con attenzione massima possibile a cottura igiene e conservazione, migliore di una merendina confezionata.
Tutto sta come sempre nel buon senso e nell'equilibrio. E nel documentarsi su fonti affidabili.
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Sulle onde del testo precedente, l'autore continua nel compito di rivelare e a tratti sbugiardare le leggende o voci parascientifiche in riferimento all'alimentazione e all'industria alimentare. È un seguito meno mordente in senso positivo: c'è meno sarcasmo ma la scientificità degli argomenti è la stessa. Quindi mi pare un libro più maturo e forse anche più chiaro del precedente. Resta il dubbio se l'autore non assolva in certi casi troppo facilmente le industrie alimentari e show more l'applicazione della chimica ai cibi... sicuramente esistono tutele ma a volte la scienza non si autolimita. In ogni caso resta prezioso il lavoro di analisi delle varie bufale di cui pare nutrirsi un certo marketing, e l'educazione civica allo spirito critico. Proprio quest'ultimo deve portare chiunque a farsi un'idea dell'indiscussa utilità della scienza anche in campo alimentare ma senza chiudere gli occhi sulle possibili fregature da qualunque parte arrivino (come esempio potrei portare la promozione dissennata dell'allattamento artificiale in contesti "deboli"). show less
Si affronta, con questo libro, un viaggio immaginario tra gli scaffali del supermercato alla ricerca di luoghi comuni da sfatare, di nozioni da imparare e di statistiche da analizzare.
L’autore, già famoso per altri libri sulla disinformazione in campo alimentare, ci guida in questo viaggio con molti riferimenti a ricerche e test per sfatare miti, non tanto per convincerci che è una cosa sia meglio di un’altra, quanto per ribadire che essere informati è la cosa migliore che uno possa show more fare per la propria salute.
Quindi scopriamo, ad esempio, che il Kamut è un marchio registrato, che bere latte in età adulta non fa così male come qualcuno dice o che la mortadella a volte ci prende un po’ in giro. E la pizza con la mozzarella di bufala? A volte è proprio una “bufala”…
Un libro scritto in modo semplice su argomenti che ci circondano e che ogni giorno sperimentiamo sulla nostra pelle, una lettura davvero interessante che consiglio a tutti e, come dice l’autore leggiamo sempre le etichette per sapere cosa mangiamo!
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In un periodo dove è facile cadere vittime delle teorie del complotto, diffuse soprattutto in rete, è bello leggere, con tanto di bibliografie (indispensabili), smentite e rassicurazioni basate su ricerche scientifiche e non su opinioni.

Penso sia un libro importantissimo, sia per l'affidabilità dello scienziato in questione, che chi frequenta il suo blog ha imparato a conoscere, sia per lo scopo per il quale è stato scritto e cioè quello di aiutare i lettori non appartenenti al mondo show more suddetto (quello della scienza)a non farsi abbindolare da chi dichiara cose senza dimostrarle con studi scientifici o che cercano di dimostrarle con studi scientifici di poco valore.

Utile a chi, come me, inizia ad aver paura di molti cibi a causa del terrorismo mediatico.

È la dose a fare il veleno.
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