
Emanuele Trevi
Author of Due vite
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Questo è uno dei primi libri di Trevi - 2004. Dentro ci trovo la voglia di perdersi, più che in una città come il titolo e la prima parte del libro farebbero supporre, nella vita e nella letteratura, facendo emergere un dolce ricordo del poeta ai più sconosciuto Pietro Tripodo. Si tratta dello stesso approccio che compare nel 2021 in Due Vite, che poi vince lo Strega. Questa seconda lettura, seppur svolta in ordine inverso rispetto alla scrittura, mi rende quella di Trevi una voce show more familiare, che qui racconta particolarmente bene l'esistenza (più che la vita) di un amico e di un poeta. show less
Due vite vicine e lontane, due percorsi spezzati, una amicizia che supera il tempo. Libro non del tutto definito, come una serie di begli appunti sulla vita culturale in Italia fra gli anni '80 e '90, non del tutto sviluppati. Per dirla in altro modo: esemplare ma non universale. Prosa semplice e scorrevole, con un paio di cadute di stile nei riferimenti "bassi" (Cracco ed Harry Potter, chi ha letto capirà).
“È un romanzo, ma non è scritto come sono scritti i romanzi veri: la sua lingua è quella che si adopera per la saggistica, per le lettere private o anche per la poesia” (Pasolini a Moravia)
Qualcosa di scritto, era la bozza o gli appunti a cui Pasolini dava forma nei momenti improvvisati della giornata, in cui il suo estro si liberava, e che dovevano servire a scrivere il suo prossimo romanzo, che rimase invece allo stato embrionale per via del suo assassinio. E infatti il grosso show more lavoro fatto da Emanuele Trevi è appunto sull’ultimo misterioso, inquietante, e per qualcuno rivelatore, romanzo, di Pier Paolo Pasolini “Petrolio”, una rilettura molto attenta e critica cercando quello che veramente volesse dire Pasolini con quel libro al di là delle tante stupidaggini dette o scritte da schiere di esperti pasoliniani.
L’autore, in questo caso, cerca di non infoltire queste schiere dando la sua interpretazione, che comunque non è detto sia quella giusta, ma interessante si!
Il romanzo di Pasolini ci è pervenuto incompleto, formato da vari appunti numerati assemblati a posteriori. La storia che viene narrata è una storia di ambiguità e trasformazioni, con il sesso usato sempre come potentissima metafora, chi ci ha visto le potenzialità per denunciare gli intrighi dell’ENI, come quelli della politica italiana dell’epoca era del tutto fuori strada, e questo per molti motivi; altri parlano di una scomoda eredità lasciata da Pasolini con questo romanzo, non si sa quanto consapevolmente lo avesse fatto, mi viene da dire. La realtà è che Pasolini al culmine della sua maturità artistica, con la sua potenza visionaria, anche quella ai massimi livelli, voleva trarre un bilancio sul presente indagando anche quello che il futuro aveva in serbo per l’italia e per farlo massacra l’onnipresente borghesia italiana colpevole in tanti anni di avere sempre contribuito, dopo aver occupato tutti i gangli vitali del paese, soltanto ad affossare la nazione, una borghesia mediocre e arruffona (arraffona?), il cui sottoprodotto è una classe politica che meno male Pasolini non vedrà mai! Comunque al di là delle mie considerazioni personali, da semplice appassionato della letteratura pasoliniana, il libro di Trevi mi sembra ottimo per fornire risposte o almeno chiarire in parte qualcuno dei misteri che accompagnano da sempre l’ultimo scritto di P.P.P., al punto che, se si avesse in mente di leggere “Petrolio”, ne consiglierei la lettura prima… show less
Qualcosa di scritto, era la bozza o gli appunti a cui Pasolini dava forma nei momenti improvvisati della giornata, in cui il suo estro si liberava, e che dovevano servire a scrivere il suo prossimo romanzo, che rimase invece allo stato embrionale per via del suo assassinio. E infatti il grosso show more lavoro fatto da Emanuele Trevi è appunto sull’ultimo misterioso, inquietante, e per qualcuno rivelatore, romanzo, di Pier Paolo Pasolini “Petrolio”, una rilettura molto attenta e critica cercando quello che veramente volesse dire Pasolini con quel libro al di là delle tante stupidaggini dette o scritte da schiere di esperti pasoliniani.
L’autore, in questo caso, cerca di non infoltire queste schiere dando la sua interpretazione, che comunque non è detto sia quella giusta, ma interessante si!
Il romanzo di Pasolini ci è pervenuto incompleto, formato da vari appunti numerati assemblati a posteriori. La storia che viene narrata è una storia di ambiguità e trasformazioni, con il sesso usato sempre come potentissima metafora, chi ci ha visto le potenzialità per denunciare gli intrighi dell’ENI, come quelli della politica italiana dell’epoca era del tutto fuori strada, e questo per molti motivi; altri parlano di una scomoda eredità lasciata da Pasolini con questo romanzo, non si sa quanto consapevolmente lo avesse fatto, mi viene da dire. La realtà è che Pasolini al culmine della sua maturità artistica, con la sua potenza visionaria, anche quella ai massimi livelli, voleva trarre un bilancio sul presente indagando anche quello che il futuro aveva in serbo per l’italia e per farlo massacra l’onnipresente borghesia italiana colpevole in tanti anni di avere sempre contribuito, dopo aver occupato tutti i gangli vitali del paese, soltanto ad affossare la nazione, una borghesia mediocre e arruffona (arraffona?), il cui sottoprodotto è una classe politica che meno male Pasolini non vedrà mai! Comunque al di là delle mie considerazioni personali, da semplice appassionato della letteratura pasoliniana, il libro di Trevi mi sembra ottimo per fornire risposte o almeno chiarire in parte qualcuno dei misteri che accompagnano da sempre l’ultimo scritto di P.P.P., al punto che, se si avesse in mente di leggere “Petrolio”, ne consiglierei la lettura prima… show less
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