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Michele Serra

Author of Gli sdraiati

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About the Author

Includes the name: Michele Serra

Works by Michele Serra

Gli sdraiati (2013) 210 copies, 6 reviews
Il nuovo che avanza (1989) 66 copies, 3 reviews
Il ragazzo mucca (1997) 61 copies
Tutti al mare (1986) 48 copies, 1 review
Cerimonie (2002) 39 copies
Ognuno potrebbe (2015) 37 copies
44 falsi (1992) 26 copies
Tutti i santi giorni (2006) 24 copies
Le cose che bruciano (2019) 18 copies, 1 review
Che tempo fa (1999) 16 copies
Poetastro: poesie per incartare l'insalata (1993) 16 copies, 1 review
Elliott Erwitt's Rome (2009) 15 copies
Ridateci la Potemkin (1988) 13 copies
La sinistra e altre parole strane (2017) 8 copies, 1 review

Associated Works

The Little World of Don Camillo (1951) — Contributor, some editions — 1,481 copies, 42 reviews

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Common Knowledge

Birthdate
1954-07-10
Gender
male
Occupations
journalist
author
television writer
Nationality
Italy
Birthplace
Rom, Italien
Places of residence
Mailand, Lombardei, Italien
Associated Place (for map)
Italy

Members

Reviews

16 reviews
Un gioiello di scrittura, questo libretto, per la penna di uno che di scrittura se ne intende per davvero, specialmente se riesce a coniugare questa abilità con quell'altra chiamata politica. Perchè di questo si tratta. Michele Serra, per un quarto di secolo, ha scritto di politica sul giornale-partito, osservando la vita politica italiana dal suo privilegiato punto di vista. Quello di una "amaca" collocata tutta a "sinistra". La parola chiave, come vedremo.

In questo breve, ma illuminante show more saggio, lui dice che, in tutti questi anni, ha potuto appurare che tre sono le parole da ricavare dai suoi articoli, con quella tecnica di analisi del testo chiamata "text mining". La prima è "sinistra", la seconda "politica". Si sente abbastanza soddisfatto, com'è logico che sia per chi crede che nella politica, non come nella geografia, esiste un solo punto cardinale: l'Est. Chiamatelo anche "oriente", ma sempre Est è. Gli altri punti cardinali sono relativi. Est, Est, Est sempre e solo Est, come quel vino.

Ma è la terza parola che emerge dalla ricerca del "text mining" a fare veramente la storia di questo libretto. Se, come lui scrive, la parola "sinistra" emerge per ben 1321 volte, non è chiaro quante volte emerge questa terza parola, etichetta o tag che sia. Rimane il fatto decisivo che essa sembra essere stata alla base della sua voglia, forza e spinta a scrivere tutto quello che in tutti questi anni ha scritto. Lui lo chiama "stimolo fondamentale alla scrittura", per sfidare l'ignoto e dare forma a quello che con la scrittura si riesce a scoprire.

Ognuno di noi, del resto, scrive nel tentativo di dare una forma e un ordine all'ignoto. Lui, questo tentativo dice di averlo indirizzato a scoprire cosa sia, o sia stata, la "sinistra". Lo scrittore che scrive su di un'amaca, dice che scrive oltre che per narcismo, anche per cercare di mettere un poco di ordine nella propria testa. Sono pienamente d'accordo. Di fatti, questo intento io l'ho messo in testa al mio blog: "scrivo per capire quello che penso". Tutti scriviamo per non farci sovrastare dalla confusione. Ma con la terza parola lui ha scoperto che, questa confusione si è trasformata in disastro. Solo una "persona" poteva provocare il disastro che ci è caduto addosso. Lui è "Berlusconi".

Michele Serra non ci dice quante volte è apparso il nome del Cavaliere nei suoi articoli scritti sull'amaca. Di certo saranno state molte. La "persona" è quella che ha fronteggiato e distrutto due "concetti" quali "sinistra e "politica". Una "persona" del resto, tanto "intrusa" quanto "eccellente", da saper affrontare non solo loro due ma, addirittura, una intera comunità. Pensiamo, infatti, a quel popolo sterminato di lettori di un giornale-partito, tutto teso a comunicare non solo a Est, alla "sinistra", ma anche agli altri punti cardinali.

Questa apparizione è stata tanto letale, ora che è ricomparso lui "l'intruso" e non si sa bene cosa rimane tra le macerie. Ora che si è tolta la parola "sinistra" dalla scena della politica italiana, ora che "l'intruso" è ancora presente, ora che sembrano spuntare altre "stelle", i lettori di Michele Serra non avranno da temere. Non mancheranno per loro occasioni di leggere da altre posizioni. Basta spostare l'amaca ...
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Un racconto che si legge in una manciata di minuti. Molto breve, ma divertente.
Forse sono di là, forse sono altrove. In genere dormono quando il resto del mondo è sveglio. Sono gli sdraiati. I figli adolescenti, i figli già ragazzi. Michele Serra si inoltra in quel mondo misterioso. Non risparmia niente ai figli, niente ai padri. Racconta l’estraneità, i conflitti, le occasioni perdute, il montare del senso di colpa, il formicolare di un’ostilità che nessuna saggezza riesce a placare. Quando è successo? Dove ci siamo persi? E basterà, per ritrovarci, il show more disperato, patetico invito che il padre reitera al figlio per una passeggiata in montagna? Fra burrasche psichiche, satira sociale, orgogliose impennate di relativismo etico, il racconto affonda nel mondo ignoto dei figli e in quello almeno altrettanto ignoto dei “dopopadri”. show less
Michele Serra pubblica il suo primo libro per Cuore nel 1994. Un viaggio lungo le coste italiane, partendo da Ventimiglia per arrivare a Triste, passando per tutto il litorale peninsulare italiano. Il pensiero non può che andare a “La lunga strada di sabbia” di Pier Paolo Pasolini, in cui l’autore friulano sempre partendo da Ventimiglia a bordo di una millecento raccontò l’Italia a mare. Serra il viaggio l’ha fatto con una Panda, la Fiat ha sponsorizzato questo viaggio, quando show more l’autore era un inviato dell’Unità. Ma il libro di Serra è scontato, tutti i giudizi nascono praticamente dai pregiudizi, le tappe nel Meridione sembrano scritte da un leghista della prima ora, l’unica differenza è che Serra scrive bene. Il libro si può leggere, per carità, ma perché la sua maggiore qualità è la brevità. Ho sempre apprezzato Serra per la sua capacità di leggere, anche se spesso con i paraocchi, la società italiana. Ma questa lettura mi induce ancora una volta a riflettere sui difetti endogeni degli intellettuali italiani di sinistra. show less
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Maurizio Gradin Illustrator
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Mariano De Biase Illustrator
Michela Da Sacco Illustrator
Gianmaria Contro Contributor
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Etta Maris Translator

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