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Ulrich Beck (1944–2015)

Author of Risk Society: Towards a New Modernity

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About the Author

Ulrich Beck (1944-2015) was Professor of Sociology at the University of Munich and the London School of Economics and Political Science.

Series

Works by Ulrich Beck

Risk Society: Towards a New Modernity (1986) 424 copies, 2 reviews
What Is Globalization? (1999) 118 copies, 1 review
World at Risk (2002) 90 copies, 1 review
Cosmopolitan Vision (2004) 56 copies
German Europe (2012) 55 copies
The Normal Chaos of Love (1990) 55 copies, 1 review
The Brave New World of Work (1999) 49 copies, 1 review
World Risk Society (1999) 38 copies, 1 review
Cosmopolitan Europe (2003) 28 copies
Distant Love (2011) 19 copies, 1 review
Ecological Enlightenment (1991) 13 copies
Democracy Without Enemies (1995) 11 copies
Costruire la propria vita (1995) 7 copies
Was zur Wahl steht (2005) 7 copies, 1 review
La crisi dell'Europa (2012) 4 copies
Siyasalligin Icadi (2013) 1 copy

Associated Works

On the Edge: Living With Global Capitalism (2000) — Contributor — 108 copies, 1 review
Environmental Risks and the Media (1999) — Contributor — 11 copies
The Sociology of Risk and Gambling Reader (2006) — Contributor — 6 copies

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Common Knowledge

Birthdate
1944-05-15
Date of death
2015-01-01
Gender
male
Occupations
professor of sociology
Organizations
University of Munich
Relationships
Beck-Gernsheim, Elisabeth (spouse)
Nationality
Germany
Birthplace
Stolp, Pomerania, German Empire
Associated Place (for map)
Stolp, Pomerania, German Empire

Members

Reviews

13 reviews
"Siamo profondamente confusi perchè la metamorfosi del mondo rende possibile e reale ciò che fino a ieri era impossibile". E vi pare poco? L'autore non ha finito di scrivere questo suo libro, stroncato da un infarto ... Un libro difficile ed importante, da leggere e rileggere.

Con questo caldo di luglio, i fuochi per niente fatui ma criminali che infestano il territorio, leggere per capire la differenza tra parole quali "cambiamento" e "metamorfosi" che stanno trasformando il mondo, non show more è cosa semplice. Ecco alcuni "momenti" del libro ...

Il «cambiamento» concentra l’attenzione su una caratteristica del futuro nella modernità – la trasformazione permanente –, mentre i concetti di base, e le certezze su cui poggiano, rimangono costanti.

La metamorfosi, invece, destabilizza proprio queste certezze della società moderna. Sposta l’attenzione sull’«essere nel mondo» e sul «vedere il mondo»: su eventi e processi non intenzionali, che passano generalmente inosservati e si affermano, al di là della sfera della politica e della democrazia, come effetti collaterali di una radicale modernizzazione tecnica ed economica. In che mondo viviamo davvero?

La mia risposta è: viviamo nella metamorfosi del mondo. Ma è una risposta che chiede al lettore la disponibilità ad accettare il rischio di una metamorfosi della sua visione del mondo. Ciò detto, resta la domanda: perché metamorfosi del mondo, e non «cambiamento sociale» o «trasformazione»? Prendiamo il caso della Cina. Quello che è avvenuto in Cina a partire dalla Rivoluzione culturale e dalla riforma economica si può definire trasformazione: un percorso evolutivo dalla chiusura all’apertura, dal nazionale al globale, dalla povertà alla ricchezza, dall’isolamento all’integrazione. Metamorfosi del mondo significa qualcosa di più e di diverso rispetto a una semplice evoluzione dalla chiusura all’apertura. Significa cambiamento epocale di visioni del mondo, un nuovo disegno della visione del mondo nazionale.

All’inizio del ventunesimo secolo gli spazi d’azione sono ormai cosmopolitizzati: e ciò significa che il contesto in cui operiamo non è più soltanto nazionale e integrato, ma globale e disintegrato, e comprende le differenze tra le varie regole nazionali sul terreno delle leggi, della politica, della cittadinanza, dei servizi e via dicendo.

Se vuoi riuscire nelle tue attività devi imparare a muoverti in spazi d’azione cosmopolitizzati (condizione necessaria, anche se non sufficiente). Se non puoi avere un figlio ma lo desideri, devi «googlare» la giusta donatrice di ovuli, la madre surrogata ideale o il donatore di sperma che faccia al caso tuo. Così pure per trovare aiuto domestico, per decidere dove andare a studiare o trovare lavoro: per operare con successo bisogna «googlare», sempre.

Credo che bastino queste sintetiche e chiare citazioni per far capire i problemi che si poneva lo scrittore. Se non l'avesse stroncato un improvviso infarto, avrebbe certamente completato il suo pensiero. Così scrive sua moglie nella presentazione del libro:

Il 1° gennaio 2015 a Monaco era una magnifica giornata invernale: cielo azzurro, tanto sole e una neve scintillante. Un paesaggio da cartolina, pieno di magica bellezza. Ulrich ed io, di buon umore, uscimmo a fare una passeggiata nel parco più vicino, il celebre Englischer Garten. Qualche settimana prima, agli inizi di dicembre, Ulrich aveva inviato a Polity Press un manoscritto provvisorio di Metamorphosis, e alla fine di dicembre erano arrivate le prime revisioni. Qualche commento lo aveva un po’ irritato, ma durante la nostra passeggiata, parlandone, Ulrich si rese conto che le obiezioni toccavano aspetti importanti. Iniziò a fare brainstorming, e io con lui. Parlammo della possibilità di aggiungere nuove parti per chiarire e correggere alcuni punti critici. Ma ecco, in pieno brainstorming, la fine. Un infarto, all’improvviso. Ulrich era morto.

Una bibliografia sterminata conclude questo prezioso libro che non può essere letto, va bensì usato come strumento di lavoro che dovrà essere racolto da qualcuno per portare a termine una ricerca che a mio modesto parere non potrà mai essere conclusa. Cambiamento e metamorfosi continueranno a procedere insieme sulla strada degli uomini. La speranza è che sia l'uno che l'altro facciano il vivere degli uomini meno faticoso e più appagante.
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Much sociology can be considered a crime against language because it's equally horrible in every language I can read. This book is even worse because it was written by a non native speaker and apparantly without the aid of some English language editing. I wonder who the intended audience is for a book like this.

All this wouldn't be so bad if he had nothing to say but regrettably that is not the the case. This book deals with urgent themes like globalisation, pollution, the role of nations show more and has become even more urgent since it's publication dat in 2016.

There is much of worth here but you really have to work hard.
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Scritto nel 1999, prefigura una "brasilianizzazione" dell'occidente che non è lontana dall'attualità. La pars construens del libro si augura l'emergere di un lavoro di impegno civile che è ancora tutto da costruire.
World Risk Society (WRS) is an interesting and imaginitive look at Modern Society. Beck's humour ensures that the heavilly theoretical subject matter does not become to much like hard work.

(Spoiler warning)
WRS takes the form of three interelated thesis. The first is a critique of instrumental reason in modern society. Beck claims the priviledging of scientific knowledge is detrimental as it prevents debate.

The second thesis (an expression of this scientism) is the 'Risk Society'. Here show more industrial socities axial pricipal, the distribution of benefits, is replaced by the distribution of dangers. These dangers are the unintended consequences of industrial society such as nuclear accidents, bio-hazards, BSE etc. These dangers are, in modern society, of such magnitude that they endanger the whole of humanity and future generations.

This contention forms the basis of Beck's third thesis. That these dangers constitute drivers of a new stage of society: Reflexive Modernity beacsue they call Modernity into question. This Refelxive Modernity is essentially Beck's vision for how society will amalgamate the problems of industrial (risk) society through the individualisation of society.

WRS represents a cogent attempt to understand the effect of technology and science on human society. On the downside Beck's substantsiation of his thesis is somewhat undermined by his etemological mistrust of empiricism. The influence on Beck of Critical Theory is clear in this and his dislike of technology and positivism more generally.

Those who enjoy Beck or are considering reading WRS might also consider Anthony Giddens useful. Remarkably he developed the concept of Reflexive Modernity congruently and arguably offers an easier entry into this subject; if with less depth and style.
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