Francesco Guccini
Author of Cròniche epafániche
About the Author
Image credit: Francesco Guccini a Lucca Comics & Games 2016. Chiesa di San Giovanni. By Niccolò Caranti - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52755150
Series
Works by Francesco Guccini
Stagioni 5 copies
Quello Che Non... 4 copies
Fra la Via Emilia e il West 3 copies
L'Isola Non Trovata 3 copies
Stanze Di Vita Quotidiana 3 copies
Opera Buffa 3 copies
Signora Bovary 3 copies
L'Ultima Thule 2 copies
Guccini Live Collection 2 copies
Metropolis 2 copies
"Due anni dopo". CD 2 copies
La biblioteca desiderata 2 copies
... Quasi Come Dumas... 2 copies
Album Concerto — Author — 2 copies
Parole e Canzoni. DVD 1 copy
Tutto Guccini. Box 19CD 1 copy
Un altro giorno e andato 1 copy
Vacca di un cane 1 copy
Ritratti 1 copy
Guccini 1 copy
Radici 1 copy
Folk Beat 1 1 copy
Radici 1 copy
Anfiteatro Live. 2 CD 1 copy
Canzoni di Francesco Guccini 1 copy
Guccini Francesco 1 copy
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Common Knowledge
- Birthdate
- 1940-06-14
- Gender
- male
- Occupations
- singer
songwriter - Nationality
- Italy
- Birthplace
- Modena, Italia
- Places of residence
- Pavana, PT, Italy
- Map Location
- Italia
- Associated Place (for map)
- PT, Italy
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Reviews
Tre son poche ma quattro decisamente troppe.
Discreto giallo, bei personaggi e tanto odore di bosco. Mi è piaciuto forse perché di recente ho fatto un paio di passeggiate in montagna in ambienti che ricordano i luoghi del racconto.
Discreto giallo, bei personaggi e tanto odore di bosco. Mi è piaciuto forse perché di recente ho fatto un paio di passeggiate in montagna in ambienti che ricordano i luoghi del racconto.
L’enigmatica trama tra il noir e il poliziesco che costituisce il nucleo narrativo di questo romanzo non viene adeguatamente valorizzata a motivo delle scelte stilistiche operate dagli autori , vale a dire una prosa eccessivamente dimessa e toni narrativi spesso permeati del più scontato semplicismo.
In tal modo il racconto, pur sapientemente articolato in una suggestiva alternanza cronologica tra presente e passato, difetta di forza espressiva, riducendo anche le scene più drammatiche, o show more più gustose, ad un livello bozzettistico di una ovvietà addirittura disarmante.
Anche i personaggi, a partire dal simpatico maresciallo Santovito fino alla schiera dei paesani del piccolo centro dell’Appennino tosco-emiliano che fanno da coro alle vicende, se risultano tratteggiati con un certo convincente realismo, tuttavia restano tipizzati in blandi stereotipi, privi di quell’incisività e di quel carisma che li renderebbero indimenticabili.
La parte più interessante, a mio avviso, è la parentesi storico-sociale che descrive la condizione degli italiani emigrati in Francia nella seconda metà dell’Ottocento. Sono loro i “macaronì” del titolo, spregiativamente chiamati in questo modo dai nativi a causa dell’unica pietanza che potessero permettersi e sottoposti ad ogni sorta di persecuzioni e di angherie.
Deludente il modo in cui non vengono sfruttate le ottime potenzialità insite nell'idea iniziale. Un vero peccato. show less
In tal modo il racconto, pur sapientemente articolato in una suggestiva alternanza cronologica tra presente e passato, difetta di forza espressiva, riducendo anche le scene più drammatiche, o show more più gustose, ad un livello bozzettistico di una ovvietà addirittura disarmante.
Anche i personaggi, a partire dal simpatico maresciallo Santovito fino alla schiera dei paesani del piccolo centro dell’Appennino tosco-emiliano che fanno da coro alle vicende, se risultano tratteggiati con un certo convincente realismo, tuttavia restano tipizzati in blandi stereotipi, privi di quell’incisività e di quel carisma che li renderebbero indimenticabili.
La parte più interessante, a mio avviso, è la parentesi storico-sociale che descrive la condizione degli italiani emigrati in Francia nella seconda metà dell’Ottocento. Sono loro i “macaronì” del titolo, spregiativamente chiamati in questo modo dai nativi a causa dell’unica pietanza che potessero permettersi e sottoposti ad ogni sorta di persecuzioni e di angherie.
Deludente il modo in cui non vengono sfruttate le ottime potenzialità insite nell'idea iniziale. Un vero peccato. show less
L’enigmatica trama tra il noir e il poliziesco che costituisce il nucleo narrativo di questo romanzo non viene adeguatamente valorizzata a motivo delle scelte stilistiche operate dagli autori , vale a dire una prosa eccessivamente dimessa e toni narrativi spesso permeati del più scontato semplicismo.
In tal modo il racconto, pur sapientemente articolato in una suggestiva alternanza cronologica tra presente e passato, difetta di forza espressiva, riducendo anche le scene più drammatiche, o show more più gustose, ad un livello bozzettistico di una ovvietà addirittura disarmante.
Anche i personaggi, a partire dal simpatico maresciallo Santovito fino alla schiera dei paesani del piccolo centro dell’Appennino tosco-emiliano che fanno da coro alle vicende, se risultano tratteggiati con un certo convincente realismo, tuttavia restano tipizzati in blandi stereotipi, privi di quell’incisività e di quel carisma che li renderebbero indimenticabili.
La parte più interessante, a mio avviso, è la parentesi storico-sociale che descrive la condizione degli italiani emigrati in Francia nella seconda metà dell’Ottocento. Sono loro i “macaronì” del titolo, spregiativamente chiamati in questo modo dai nativi a causa dell’unica pietanza che potessero permettersi e sottoposti ad ogni sorta di persecuzioni e di angherie.
Deludente il modo in cui non vengono sfruttate le ottime potenzialità insite nell'idea iniziale. Un vero peccato. show less
In tal modo il racconto, pur sapientemente articolato in una suggestiva alternanza cronologica tra presente e passato, difetta di forza espressiva, riducendo anche le scene più drammatiche, o show more più gustose, ad un livello bozzettistico di una ovvietà addirittura disarmante.
Anche i personaggi, a partire dal simpatico maresciallo Santovito fino alla schiera dei paesani del piccolo centro dell’Appennino tosco-emiliano che fanno da coro alle vicende, se risultano tratteggiati con un certo convincente realismo, tuttavia restano tipizzati in blandi stereotipi, privi di quell’incisività e di quel carisma che li renderebbero indimenticabili.
La parte più interessante, a mio avviso, è la parentesi storico-sociale che descrive la condizione degli italiani emigrati in Francia nella seconda metà dell’Ottocento. Sono loro i “macaronì” del titolo, spregiativamente chiamati in questo modo dai nativi a causa dell’unica pietanza che potessero permettersi e sottoposti ad ogni sorta di persecuzioni e di angherie.
Deludente il modo in cui non vengono sfruttate le ottime potenzialità insite nell'idea iniziale. Un vero peccato. show less
L’enigmatica trama tra il noir e il poliziesco che costituisce il nucleo narrativo di questo romanzo non viene adeguatamente valorizzata a motivo delle scelte stilistiche operate dagli autori , vale a dire una prosa eccessivamente dimessa e toni narrativi spesso permeati del più scontato semplicismo.
In tal modo il racconto, pur sapientemente articolato in una suggestiva alternanza cronologica tra presente e passato, difetta di forza espressiva, riducendo anche le scene più drammatiche, o show more più gustose, ad un livello bozzettistico di una ovvietà addirittura disarmante.
Anche i personaggi, a partire dal simpatico maresciallo Santovito fino alla schiera dei paesani del piccolo centro dell’Appennino tosco-emiliano che fanno da coro alle vicende, se risultano tratteggiati con un certo convincente realismo, tuttavia restano tipizzati in blandi stereotipi, privi di quell’incisività e di quel carisma che li renderebbero indimenticabili.
La parte più interessante, a mio avviso, è la parentesi storico-sociale che descrive la condizione degli italiani emigrati in Francia nella seconda metà dell’Ottocento. Sono loro i “macaronì” del titolo, spregiativamente chiamati in questo modo dai nativi a causa dell’unica pietanza che potessero permettersi e sottoposti ad ogni sorta di persecuzioni e di angherie.
Deludente il modo in cui non vengono sfruttate le ottime potenzialità insite nell'idea iniziale. Un vero peccato. show less
In tal modo il racconto, pur sapientemente articolato in una suggestiva alternanza cronologica tra presente e passato, difetta di forza espressiva, riducendo anche le scene più drammatiche, o show more più gustose, ad un livello bozzettistico di una ovvietà addirittura disarmante.
Anche i personaggi, a partire dal simpatico maresciallo Santovito fino alla schiera dei paesani del piccolo centro dell’Appennino tosco-emiliano che fanno da coro alle vicende, se risultano tratteggiati con un certo convincente realismo, tuttavia restano tipizzati in blandi stereotipi, privi di quell’incisività e di quel carisma che li renderebbero indimenticabili.
La parte più interessante, a mio avviso, è la parentesi storico-sociale che descrive la condizione degli italiani emigrati in Francia nella seconda metà dell’Ottocento. Sono loro i “macaronì” del titolo, spregiativamente chiamati in questo modo dai nativi a causa dell’unica pietanza che potessero permettersi e sottoposti ad ogni sorta di persecuzioni e di angherie.
Deludente il modo in cui non vengono sfruttate le ottime potenzialità insite nell'idea iniziale. Un vero peccato. show less
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