Massimo Cacciari
Author of Architecture and Nihilism: On the Philosophy of Modern Architecture
About the Author
Image credit: Chiara Marra, October 6, 2007
Series
Works by Massimo Cacciari
Philosophy, Mysticism, and the Political: Essays on Dante (SUNY series in Contemporary Italian Philosophy) (2022) 5 copies
Adolf Loos e Il Suo Angelo: "Das Andere" e Altri Scritti (Italian and German Edition) (1992) 4 copies
Kaos 2 copies
La mente inquieta: Saggio sull'Umanesimo (Piccola biblioteca Einaudi. Nuova serie Vol. 710) (Italian Edition) (2019) 1 copy
Zeit ohne Kronos Essays 1 copy
Generar a Dios 1 copy
Vedova 1 copy
Beato Angelico e l'umanesimo 1 copy
Il dispositivo Foucault 1 copy
Ocidente sem utopias 1 copy
Teologia dell'icona 1 copy
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Common Knowledge
- Birthdate
- 1944-06-05
- Gender
- male
- Occupations
- professor of aesthetics
Mayor of Venice, Italy - Organizations
- University of Venice
City of Venice - Nationality
- Italy
- Birthplace
- Venice, Italy
- Places of residence
- Venice, Italy
- Associated Place (for map)
- Venice, Italy
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Reviews
“Generare” un libro che abbia senso. Forse il titolo di questa "review"non è molto appropriato. Spero di chiarire al meglio quello che intendo dire di questo libro del filosofo Massimo Cacciari, appena uscito per le edizioni de "Il Mulino". Siamo in atmosfera prenatalizia, una buona occasione che ne ha suggerito la pubblicazione. Un libro che oltre al riferimento religioso della ricorrenza del Natale, ha un forte richiamo alle problematiche legate alla quotidianità per quanto concerne show more la crisi dei valori, sia religiosi che etici, politici ed umani. Detto in breve: la crisi, vera o presunta, della nostra civiltà.
Massimo Cacciari non ha bisogno di presentazioni. Uno dei massimi esponenti della cultura italiana, professore emerito di filosofia, intellettuale impegnato, anche politicamente, ma per niente condizionato da ideologie fondamentaliste. Sempre libero di pensarla come può pensare un filosofo che non deve credere, che non ha bisogno di pregare perchè, lui dice che, solo facendo ricerca, si avvicina alla preghiera.
Così ha risposto in un’intervista ad un giornalista che lo stuzzicava sulla sua fede, dopo di averlo provocato facendogli fare una smorfia di disgusto a sentire parlare di un ennesimo, prossimo Natale fatto di panettoni, pubblicità, soldi, feste e festine. Una società come quella attuale, nella quale si succedono episodi che mortificano storia, cultura e tradizione. Tutta “roba” nostra, che non tutti possono condividere.
Chi evita di fare il presepe a scuola, chi rinunzia alla messa di mezzanotte, chi si accontenta di prediche che non hanno granchè di religioso. Sono solo alcuni esempi di percorsi attuali verso un qualunquistico ateismo o, quanto meno, non religiosità. Il tutto, in un’atmosfera di totale indifferenza per il vero senso di questa festa. Per questa ragione, lui, filosofo non credente, decide di pubblicare un libro, anzi di “generarlo”, alla stessa maniera di come una “ragazzetta” (così definisce la Madre di Dio), "genera Dio".
Non ha timore ad affermare che “sono i cristiani i primi ad avere abolito il Natale perchè l’indifferenza regna sovrana e avvolge tutti, laici e cattolici. Non ci si rende conto che il cristianesimo è una parte fondamentale del nostro percorso, della vicenda personale di ognuno di noi, qualcosa con cui ci confrontiamo ogni giorno". Continua dicendo che nessuno sembra riflettere sul significato della venuta di “Qualcuno” che ha tagliato in due la storia: il prima e il dopo Cristo. Un Dio che si è fatto uomo non per dominare, ma per stabilire un contatto con i suoi figli.
Perchè questo è il Natale. Invece, secondo il filosofo che, in quanto tale, non può essere credente, questo evento è diventato una favoletta che si racconta e basta, senza pensarci su troppo. Anzi, facendo di tutto per non dare fastidio a chi non conosce o non accetta questa narrazione. Non ci si rende conto che questa venuta è destinata a “scandalizzare” anche altri, ebrei. slamici o buddisti che possano essere.
Non si ha la consapevolezza dell’evento, del fatto che solo con il dovuto approfondimento, si può arrivare al dialogo. Una vicenda così grande ed incommensurabile come quella che si è detto, di un dio dialogante con i suoi figli, e quello straordinario di una una “ragazzetta” destinata a generarlo. “Generare Dio”, appunto. Da questo contesto che affonda le sue radici nello spazio e nel tempo, nasce il libro partendo dal volto di questa ignota “ragazzetta” così come l’hanno immaginata nella storia delle arti di tutti i tempi tanti artisti.
Massimo Cacciari sceglie la Madonna Poldi Pezzoli del Mantegna come immagine di copertina del suo libro, volutamente sfocata per dare la possibilità al lettore di mettere a fuoco con la lettura del suo libro, i suoi pensieri, le sue riflessioni su un evento che definire straordinario è poco. Un’ultima riflessione per dire il libro ha per sottotitolo “Icone. Pensare per immagini”.
Quanti sono stati nel corso dei secoli i modi, gli stili e le tecniche, nel tentativo di dare un’immagine possibile al volto di questa inconsapevole “ragazzetta” destinata a generare il figlio di Dio? Immagini con le quali tutti abbiamo cercato di dare forma a questo volto al quale non ci stanchiamo mai di riferirci. Massimo Cacciari ci invita però, oltre a fare considerazioni di ordine estetico, anche a comprendere il senso di questo evento che resta comunque misterioso, puro atto di fede donato alla ragione degli uomini. show less
Massimo Cacciari non ha bisogno di presentazioni. Uno dei massimi esponenti della cultura italiana, professore emerito di filosofia, intellettuale impegnato, anche politicamente, ma per niente condizionato da ideologie fondamentaliste. Sempre libero di pensarla come può pensare un filosofo che non deve credere, che non ha bisogno di pregare perchè, lui dice che, solo facendo ricerca, si avvicina alla preghiera.
Così ha risposto in un’intervista ad un giornalista che lo stuzzicava sulla sua fede, dopo di averlo provocato facendogli fare una smorfia di disgusto a sentire parlare di un ennesimo, prossimo Natale fatto di panettoni, pubblicità, soldi, feste e festine. Una società come quella attuale, nella quale si succedono episodi che mortificano storia, cultura e tradizione. Tutta “roba” nostra, che non tutti possono condividere.
Chi evita di fare il presepe a scuola, chi rinunzia alla messa di mezzanotte, chi si accontenta di prediche che non hanno granchè di religioso. Sono solo alcuni esempi di percorsi attuali verso un qualunquistico ateismo o, quanto meno, non religiosità. Il tutto, in un’atmosfera di totale indifferenza per il vero senso di questa festa. Per questa ragione, lui, filosofo non credente, decide di pubblicare un libro, anzi di “generarlo”, alla stessa maniera di come una “ragazzetta” (così definisce la Madre di Dio), "genera Dio".
Non ha timore ad affermare che “sono i cristiani i primi ad avere abolito il Natale perchè l’indifferenza regna sovrana e avvolge tutti, laici e cattolici. Non ci si rende conto che il cristianesimo è una parte fondamentale del nostro percorso, della vicenda personale di ognuno di noi, qualcosa con cui ci confrontiamo ogni giorno". Continua dicendo che nessuno sembra riflettere sul significato della venuta di “Qualcuno” che ha tagliato in due la storia: il prima e il dopo Cristo. Un Dio che si è fatto uomo non per dominare, ma per stabilire un contatto con i suoi figli.
Perchè questo è il Natale. Invece, secondo il filosofo che, in quanto tale, non può essere credente, questo evento è diventato una favoletta che si racconta e basta, senza pensarci su troppo. Anzi, facendo di tutto per non dare fastidio a chi non conosce o non accetta questa narrazione. Non ci si rende conto che questa venuta è destinata a “scandalizzare” anche altri, ebrei. slamici o buddisti che possano essere.
Non si ha la consapevolezza dell’evento, del fatto che solo con il dovuto approfondimento, si può arrivare al dialogo. Una vicenda così grande ed incommensurabile come quella che si è detto, di un dio dialogante con i suoi figli, e quello straordinario di una una “ragazzetta” destinata a generarlo. “Generare Dio”, appunto. Da questo contesto che affonda le sue radici nello spazio e nel tempo, nasce il libro partendo dal volto di questa ignota “ragazzetta” così come l’hanno immaginata nella storia delle arti di tutti i tempi tanti artisti.
Massimo Cacciari sceglie la Madonna Poldi Pezzoli del Mantegna come immagine di copertina del suo libro, volutamente sfocata per dare la possibilità al lettore di mettere a fuoco con la lettura del suo libro, i suoi pensieri, le sue riflessioni su un evento che definire straordinario è poco. Un’ultima riflessione per dire il libro ha per sottotitolo “Icone. Pensare per immagini”.
Quanti sono stati nel corso dei secoli i modi, gli stili e le tecniche, nel tentativo di dare un’immagine possibile al volto di questa inconsapevole “ragazzetta” destinata a generare il figlio di Dio? Immagini con le quali tutti abbiamo cercato di dare forma a questo volto al quale non ci stanchiamo mai di riferirci. Massimo Cacciari ci invita però, oltre a fare considerazioni di ordine estetico, anche a comprendere il senso di questo evento che resta comunque misterioso, puro atto di fede donato alla ragione degli uomini. show less
This volume collects earlier writings by noted critical theorist Massimo Cacciari. A longish introduction by Patrizia Lombardo puts these into an intellectual and political context in the Europe of the 1970s and 1980s. What they demand from the reader, however, is an extensive familiarity with a great deal of Continental text and culture from the beginning of the 20th century. In particular, the history of Vienna and its intellectual luminaries is the basis for much of Cacciari's discussion. show more The German sociologist Georg Simmel is a focus of Part I ("The Dialectics of the Negative and the Metropolis"), while Parts II and III are constructed with constant reference to Austrian architect Adolf Loos.
Stephen Sartarelli's translation from the Italian only gets the anglophone reader just so far, alas. For one thing, Cacciari used prodigious amounts of German for technical purposes in reference to various German thinkers and their ideas. While these terms are usually glossed parenthetically in their first instances, there are so many of them that even I, with quite a few years of German language study to my credit, found them confusing and hard to follow after a while. They are, after all, abstruse rather than quotidian verbiage even in their own language. Beyond this difficulty, there are an assortment of neologisms and coinages that are deployed without explicit definitions. Maybe you already know what "transcrescence" means--if so, you are likely the audience for this book!
Of the three parts, I best liked Part III "Loos and His Angel," but found it the hardest to follow despite its shorter chapters and closer approach to my own interests and concerns. In Cacciari's epilogue, I found confirmation that this book did indeed belong in the universe of ideas that I often navigate, with references not just to Nietzsche, but to Derrida, Guenon (!), and Corbin (!!).
I can recommend this book only with the gravest of reservations regarding its intellectual accessibility. show less
Stephen Sartarelli's translation from the Italian only gets the anglophone reader just so far, alas. For one thing, Cacciari used prodigious amounts of German for technical purposes in reference to various German thinkers and their ideas. While these terms are usually glossed parenthetically in their first instances, there are so many of them that even I, with quite a few years of German language study to my credit, found them confusing and hard to follow after a while. They are, after all, abstruse rather than quotidian verbiage even in their own language. Beyond this difficulty, there are an assortment of neologisms and coinages that are deployed without explicit definitions. Maybe you already know what "transcrescence" means--if so, you are likely the audience for this book!
Of the three parts, I best liked Part III "Loos and His Angel," but found it the hardest to follow despite its shorter chapters and closer approach to my own interests and concerns. In Cacciari's epilogue, I found confirmation that this book did indeed belong in the universe of ideas that I often navigate, with references not just to Nietzsche, but to Derrida, Guenon (!), and Corbin (!!).
I can recommend this book only with the gravest of reservations regarding its intellectual accessibility. show less
Finalmente sono riuscito a trovare il quarto volume; e ritrovo Machiavelli, raccontato, tra l’altro, da Cacciari. Ed è un bell’incontro, il filosofo fiorentino che ha reso la politica una scienza è sempre stato uno dei miei autori preferiti. La vulgata popolare lo riduce ad un motto, il fine giustifica i mezzi; chi sa qualcosa in più vede un filosofo cinico che è alla base della visione di Hobbes dell’uomo. Ma non è così; sia ne Il Principe che nei discorsi sopra la prima deca di show more Tito Livio, il filosofo fiorentino utilizza la storia per comprendere il presente. Ma Machiavelli non è Vico, lui vive il presente e per il presente cerca soluzioni; da fiorentino è pragmatico ed individua il vulnus italiano che caratterizzerà i secoli successivi: l’assenza dell’idea di nazione, l’incapacità di pensare che un unico uomo deve prendere in mano le redini del futuro di un popolo. L’idea di proporre anche alcuni passaggi della Mandragola, la commedia popolare in cui Callimaco per andare a letto con la bella Lucrezia imbandisce una serie di raggiri in quello che diventerà il naturale palcoscenico delle commedie settecentesche. In conclusione, qualche passaggio dedicato a Jean Bodin, il filosofo francese che asseriva l’esigenza di riconoscere il valore assoluto della monarchia. show less
Sep 26, 2019Italian
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