The Coming of the Book: The Impact of Printing 1450-1800 (Verso Classics, 10)
by Lucien Febvre (Author), Henri-Jean Martin (Author)
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Description
Books, and the printed word more generally, are aspects of modern life that are all too often taken for granted. Yet the emergence of the book was a process of immense historical importance and heralded the dawning of the epoch of modernity. In this much praised history of that process, Lucien Febvre and Henri-Jean Martin mesh together economic and technological history, sociology and anthropology, as well as the study of modes of consciousness, to root the development of the printed word in show more the changing social relations and ideological struggles of Western Europe. show lessTags
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I've wondered why there seem so be so few books on the invention and impact of the printing press. I've read The Printing Revolution in Early Modern Europe, but otherwise I've struggled finding books. Now I'm convinced scholars and authors thinking about writing a book on the subject, read this book as part of their research and just went "Why bother? This book is all I can ever hope to write on the subject, and more!"
edition 1971
La domanda è: a che servono i libri?
Ho spesso detto che tutti nasciamo lettori, ci crediamo scrittori, diventiamo bibliofili, finiamo bibliomani. Se le cose stanno così è bene chiedersi a che servono allora i libri? Un tempo i libri erano strumenti nelle mani di pochi addetti ai lavori. E i lavori riguardavano tutto ciò che fa “pensiero”: immaginazione, ricordi, fantasia, creatività, conoscenza e via di questo passo sulla strada dell’esplorazione di se stessi e del mondo. Al giorno d’oggi i libri li trovi dappertutto. Non solo e non più in formato cartaceo, cioè quello tradizionale, come conosciamo il libro dai tempi di Gutenberg, ma anche in formato elettronico. Tutti scrivono e pubblicano libri che di giorno in giorno show more aumentano vertiginosamente. Parallelamente è quasi certo che la lettura, o meglio il numero dei lettori, dicono, diminuisce. Forse meglio dire. Si trasforma. Il che fa sorgere spontanea l’antica domanda ma sempre proponibile: a che servono i libri?
E’ chiaro che il libro in quanto tale ha una lunga storia alle spalle che nasce dall’invenzione della scrittura, passa per quello che era il codice dell’epoca cristiana, un manufatto con pagine e copertina che sostituì i rotoli. Il terzo momento venne con Gutenberg e la sua invenzione dei caratteri mobili fino ad arrivare ad oggi con quella che si chiama la rivoluzione digitale. Quando diciamo “libro” ci riferiamo ad un “prodotto” che ha una sua consistenza fisica. Questo prodotto è fatto di parole riprodotte su delle pagine che trasmettono delle idee. L’immagine del testo statico sul mio desktop è il cugino elettronico dell’invenzione della lettura dell’antichità. Quando il mio testo è fermo, oppure quando io organizzo il testo in pagine, come tante altre realtà visive, non sto facendo altro che relìplicare i codici medioevali sfogliando le sue bellissime pagine illustrate. La lettura digitale è simile allo scorrimento dei codici, una procedura antica di millenni. Una cosa che gli studiosi di storia di libri amano fare è quella di conoscere come e quanto cambia il modo di leggere degli uomini in relazione al succedersi delle varie tecnologie. Hanno stabilito che le buone tecnologie non entrano in conflitto con quelle precedenti se le stesse sono buone. Essi si sovrappongono e si trasformano in maniera tale che il vecchio e il nuovo persistono favorendo il cambiamento. Pensiamo a quei fogliettini colorati, semi adesivi che servono per inviare messaggi, prendere nota, segnalare, ai libri tradizionali, al PC. iPad, tutti aggeggi e strumenti che convivono nella stessa area di lavoro.
Il libro ha una lunga storia ma il concetto di “storia del libro” è piuttosto moderna. Negli anni cinquanta due francesi, Lucienne Febvre e Henri-Jean Martin pubblicarono un libro intitolato: "La nascita del libro” che segnò, appunto, la nascita di una nuoca disciplina di studio: il libro. L’obiettivo dello studio era l’analisi della funzione del libro nella cultura europea. In effetti è dagli anni settanta che la storia della vita del libro si connette a quella di altre varie discipline nella quale confluisce il lavoro di bibliotecari, archivisti, editori affiancati da tecnici ed esperti di vari settori connessi che vanno sotto il nome di “industria della conoscenza”. Nel viaggio della lunga notte della cultura noi tutti siamo lavoratori insonni ed irrequieti. Abbiamo bisogno di sognatori sia nella tecnologia che nella scienza e nelle arti. Proprio in questi tempi stiamo camminando verso due grandi sogni che stanno dando forma al futuro del libro così come è e come sarà destinato ad essere.
Sogno numero 1. Accesso al sapere universale. Si sente da tutte le parti dire che è necessario aprire le porte della conoscenza a tutti. Il che potrebbe significare molto per tanti. In effetti le cose non stanno proprio così. Bisogna pur decidere per farne cosa. Sogno numero 2. Costruire l’idea di un sapere che si auto corregge, una sorta di esercizio collettivo. Alla maniera di come è nata e vive quella straordinaria enciclopedia che è Wikipedia. Venti anni fa nessuno poteva immaginare che una cosa del genere avrebbe fatto diventare enciclopedie colossali come l’Enciclopedia Britannica o la nostra Treccani testi da museo. Questo sogno non poggia soltanto sulla velocità della conoscenza ma anche sulla sua alimentazione continua e relativa trasformazione.
Questi due grandi sogni, universale e collettivo, poggiano su quella utopia della cultura dell’uomo occidentale che si rifa all’Utopia di Thomas Moore, all’idea illuministica della libertà delle libertà, alla riorganizzazione del lavoro di Marx. I materiali sono comunque sconfinati e la gestione della conoscenza cartacea diventa un vero problema. Produrre ed usare carta significa significa continuare a fare danni agli equilibri planetari. Ed è a questo punto che entra in gioco l’elettronica. Però il sapere assume un aspetto ed un significato diversi, molto diversi da quello che si è finora manifestato in forma di sapere scritto su carta, come libro. Il libro stampato è la prova provata di ciò che sappiamo, diciamo, pensiamo, in maniera conclusa ed esauriente. Il sapere scritto è identitario, ci distingue e ci caratterizza per tramandarci alla storia, in maniera individuale e collettiva. Il sapere elettronico non si manifesta allo stesso modo. Per mezzo di connessioni lo si può accedere, per essere controllato, gestito e trasformato. Il che significa la conoscenza è destinata ad essere in continua trasformazione. Le tradizionali biblioteche o librerie destinate a scomparire o diventare un’altra cosa. E se i libri e le biblioteche saranno diversi, sarà diverso anche l’Uomo. O no? show less
Ho spesso detto che tutti nasciamo lettori, ci crediamo scrittori, diventiamo bibliofili, finiamo bibliomani. Se le cose stanno così è bene chiedersi a che servono allora i libri? Un tempo i libri erano strumenti nelle mani di pochi addetti ai lavori. E i lavori riguardavano tutto ciò che fa “pensiero”: immaginazione, ricordi, fantasia, creatività, conoscenza e via di questo passo sulla strada dell’esplorazione di se stessi e del mondo. Al giorno d’oggi i libri li trovi dappertutto. Non solo e non più in formato cartaceo, cioè quello tradizionale, come conosciamo il libro dai tempi di Gutenberg, ma anche in formato elettronico. Tutti scrivono e pubblicano libri che di giorno in giorno show more aumentano vertiginosamente. Parallelamente è quasi certo che la lettura, o meglio il numero dei lettori, dicono, diminuisce. Forse meglio dire. Si trasforma. Il che fa sorgere spontanea l’antica domanda ma sempre proponibile: a che servono i libri?
E’ chiaro che il libro in quanto tale ha una lunga storia alle spalle che nasce dall’invenzione della scrittura, passa per quello che era il codice dell’epoca cristiana, un manufatto con pagine e copertina che sostituì i rotoli. Il terzo momento venne con Gutenberg e la sua invenzione dei caratteri mobili fino ad arrivare ad oggi con quella che si chiama la rivoluzione digitale. Quando diciamo “libro” ci riferiamo ad un “prodotto” che ha una sua consistenza fisica. Questo prodotto è fatto di parole riprodotte su delle pagine che trasmettono delle idee. L’immagine del testo statico sul mio desktop è il cugino elettronico dell’invenzione della lettura dell’antichità. Quando il mio testo è fermo, oppure quando io organizzo il testo in pagine, come tante altre realtà visive, non sto facendo altro che relìplicare i codici medioevali sfogliando le sue bellissime pagine illustrate. La lettura digitale è simile allo scorrimento dei codici, una procedura antica di millenni. Una cosa che gli studiosi di storia di libri amano fare è quella di conoscere come e quanto cambia il modo di leggere degli uomini in relazione al succedersi delle varie tecnologie. Hanno stabilito che le buone tecnologie non entrano in conflitto con quelle precedenti se le stesse sono buone. Essi si sovrappongono e si trasformano in maniera tale che il vecchio e il nuovo persistono favorendo il cambiamento. Pensiamo a quei fogliettini colorati, semi adesivi che servono per inviare messaggi, prendere nota, segnalare, ai libri tradizionali, al PC. iPad, tutti aggeggi e strumenti che convivono nella stessa area di lavoro.
Il libro ha una lunga storia ma il concetto di “storia del libro” è piuttosto moderna. Negli anni cinquanta due francesi, Lucienne Febvre e Henri-Jean Martin pubblicarono un libro intitolato: "La nascita del libro” che segnò, appunto, la nascita di una nuoca disciplina di studio: il libro. L’obiettivo dello studio era l’analisi della funzione del libro nella cultura europea. In effetti è dagli anni settanta che la storia della vita del libro si connette a quella di altre varie discipline nella quale confluisce il lavoro di bibliotecari, archivisti, editori affiancati da tecnici ed esperti di vari settori connessi che vanno sotto il nome di “industria della conoscenza”. Nel viaggio della lunga notte della cultura noi tutti siamo lavoratori insonni ed irrequieti. Abbiamo bisogno di sognatori sia nella tecnologia che nella scienza e nelle arti. Proprio in questi tempi stiamo camminando verso due grandi sogni che stanno dando forma al futuro del libro così come è e come sarà destinato ad essere.
Sogno numero 1. Accesso al sapere universale. Si sente da tutte le parti dire che è necessario aprire le porte della conoscenza a tutti. Il che potrebbe significare molto per tanti. In effetti le cose non stanno proprio così. Bisogna pur decidere per farne cosa. Sogno numero 2. Costruire l’idea di un sapere che si auto corregge, una sorta di esercizio collettivo. Alla maniera di come è nata e vive quella straordinaria enciclopedia che è Wikipedia. Venti anni fa nessuno poteva immaginare che una cosa del genere avrebbe fatto diventare enciclopedie colossali come l’Enciclopedia Britannica o la nostra Treccani testi da museo. Questo sogno non poggia soltanto sulla velocità della conoscenza ma anche sulla sua alimentazione continua e relativa trasformazione.
Questi due grandi sogni, universale e collettivo, poggiano su quella utopia della cultura dell’uomo occidentale che si rifa all’Utopia di Thomas Moore, all’idea illuministica della libertà delle libertà, alla riorganizzazione del lavoro di Marx. I materiali sono comunque sconfinati e la gestione della conoscenza cartacea diventa un vero problema. Produrre ed usare carta significa significa continuare a fare danni agli equilibri planetari. Ed è a questo punto che entra in gioco l’elettronica. Però il sapere assume un aspetto ed un significato diversi, molto diversi da quello che si è finora manifestato in forma di sapere scritto su carta, come libro. Il libro stampato è la prova provata di ciò che sappiamo, diciamo, pensiamo, in maniera conclusa ed esauriente. Il sapere scritto è identitario, ci distingue e ci caratterizza per tramandarci alla storia, in maniera individuale e collettiva. Il sapere elettronico non si manifesta allo stesso modo. Per mezzo di connessioni lo si può accedere, per essere controllato, gestito e trasformato. Il che significa la conoscenza è destinata ad essere in continua trasformazione. Le tradizionali biblioteche o librerie destinate a scomparire o diventare un’altra cosa. E se i libri e le biblioteche saranno diversi, sarà diverso anche l’Uomo. O no? show less
Jul 3, 2014 (Edited)Italian
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Febvre, Lucien (1878-1956). La aparición del libro / Lucien Febvre, Henri-Jean Martin ; con el concurso de Anne Basanoff ... [et al.] ; traducción al español por el... Agustín Millares Carlo. -- 1ª ed. en español. -- México : UTEHA, cop. 1962. -- XXV, 439 p., [2] h. de map. pleg., [32] h. de il. ; 23 cm. -- (La evolución de la Humanidad : biblioteca de síntesis histórica ; t. 70. Sección segunda, Orígenes del Cristianismo y Edad Media). – Tít. orig.: L'apparition du libre. -- Índices. Bibliografía: p. 351-418
I. Martin, Henri-Jean (1924-), coaut. II. Basanoff, Anne, col. III. Millares Carlo, Agustín (1893-1980), trad. IV. Título. V. Serie. 1. Libros-Historia-1401-1800.
002 "14/17"(091)
930.85
Febvre, Lucien (1878-1956). La aparición del libro / Lucien Febvre, Henri-Jean Martin ; con el concurso de Anne Basanoff ... [et al.] ; traducción al español por el... Agustín Millares Carlo. -- 1ª ed. en español. -- México : UTEHA, cop. 1962. -- XXV, 439 p., [2] h. de map. pleg., [32] h. de il. ; 23 cm. -- (La evolución de la Humanidad : biblioteca de síntesis histórica ; t. 70. Sección segunda, Orígenes del Cristianismo y Edad Media). – Tít. orig.: L'apparition du libre. -- Índices. Bibliografía: p. 351-418
I. Martin, Henri-Jean (1924-), coaut. II. Basanoff, Anne, col. III. Millares Carlo, Agustín (1893-1980), trad. IV. Título. V. Serie. 1. Libros-Historia-1401-1800.
002 "14/17"(091)
930.85
Dec 4, 2013Spanish
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Common Knowledge
- Canonical title*
- L'apparition du livre
- Original title
- L'apparition du livre
- Original publication date
- 1957 (1e édition originale française, L'évolution de l'humanité, Albin Michel) (1e é | dition originale franç | aise, L'é | volution de l'humanité | , Albin Michel); 1971 (2e édition, L'évolution de l'humanité, Albin Michel) (2e é | dition, L'é | volution de l'humanité | , Albin Michel); 1999-02-04 (Réédition française, Bibliothèque de l'Evolution de l'Humanité, Albin Michel) (Ré | é | dition franç | aise, Bibliothè | que de l'Evolution de l'Humanité | , Albin Michel)
- First words*
- Avant-propos
(Edition 1999, Paul Chalus)
Dans la pensée d'Henri Berr, dans le plan primitif de la Collection, L'apparition du livre avait une importance capitale. Dernier volume de la Deuxième Sectio... (show all)n (« Origines du Christianisme et Moyen Âge ») – la troisième s'ouvrant, par la Renaissance, sur « Le monde moderne » – il était l'annonce, pleine de promesse, des temps nouveaux.
[...]
En 1953, Lucien Febvre m'invita à rédiger ce livre ; il me remit un plan de travail et le texte de la Préface qu'on trouvera plus loin. Il fut convenu alors, entre nous, que je lui remettrais ma première rédaction qu'il ... (show all)se proposait d'élargir et de compléter. En octobre 1954, je lui confiais le manuscrit des chapitres I, II, IV et des deux premières sections du chapitre V. Il put revoir et mettre au point ces chapitres initiaux. En janvier 1956, je lui présentais le chapitre III, la fin du chapitre V, les chapitres VI et VII. Lucien Febvre ne put que les parcourir et me faire part, oralement, de son approbation et de ses observations. Il avait l'intention de reprendre alors l'ensemble du livre. On sait pourquoi j'ai dû assumer cette seconde tâche de rédiger sans ses précieux conseils le dernier chapitre. Je suis donc à peu près seul responsable de l'ensemble du présent livre. Mais j'ai souhaité maintenir le nom de Lucien FEBVRE en tête d'un ouvrage conçu, inspiré par lui. C'est pour moi une manière de le lui dédier en toute affection et reconnaissance.
Octobre 1957, H.-J. MARTIN
Préface
(Lucien Febvre)
Vers 1410, un peu partout en Occident, mais surtout, semble-t-il, dans les pays du Nord, on voit apparaître des « manuscrits » assez singuliers. [...]
Introduction
En tête de cet ouvrage consacré à l'apparition et au développement du livre imprimé, il a semblé nécessaire de rappeler brièvement ce que fut dans le monde occidental le livre manuscrit qui,... (show all) durant tant de siècles, fut l'unique instrument de diffusion de la pensée écrite. [...]
Chapitre premier
La question préalable : l'apparition du papier en Europe
Pourquoi les premiers livres imprimés apparurent-ils en Europe occidentale vers le milieu du XVe siècle ? Pourquoi, dans la ... (show all)première partie du même siècle, et un peu partout semble-t-il, d'Avignon à Mayence, de Harlem à Strasbourg, des chercheurs isolés s'ingénièrent-ils à résoudre les multiples problèmes que posait la reproduction mécanique d'un manuscrit à de nombreux exemplaires ?
[...] - Original language*
- Français
*Some information comes from Common Knowledge in other languages. Click "Edit" for more information.
Classifications
- Genres
- Nonfiction, History, General Nonfiction
- DDC/MDS
- 002 — Computer science, information & general works Computer science, knowledge & systems Books (Science and history of the book)
- LCC
- Z4 .F413 — Bibliography, Library Science and Information Resources Books (General). Writing. Paleography History of books and bookmaking
- BISAC
Statistics
- Members
- 730
- Popularity
- 38,505
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- Rating
- (4.02)
- Languages
- 9 — Chinese, English, French, Greek, Hungarian, Italian, Polish, Portuguese, Spanish
- Media
- Paper, Ebook
- ISBNs
- 22
- ASINs
- 5
































































