Francesco Piccolo (1) (1964–)
Author of Momenti di trascurabile felicità
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About the Author
Image credit: http://ilgarantista.it
Works by Francesco Piccolo
Associated Works
A Supposedly Fun Thing I'll Never Do Again: Essays and Arguments (1997) — Translator, some editions — 5,329 copies, 83 reviews
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Common Knowledge
- Birthdate
- 1964
- Gender
- male
- Nationality
- Italy
- Birthplace
- Caserta, Italia
- Associated Place (for map)
- Italy
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Pensieri che all'inizio sembrano memorie autobiografiche (viene in mente Perec) ma che presto si rivelano come piccoli quadri di italianità (spesso romanità). Le felicità "trascurabili" contengono un miscuglio di sincerità, pigrizia, qualche meschinità, una abbondante indole cazzara. Lettura estremamente piacevole.
La scritta “tutti”, tracciata con un riconoscibile carattere e in colore rosso, campeggia sulla prima pagina de «L’Unita» del 14 Giugno 1984, accompagnando l’ultimo saluto collettivo a Enrico Berlinguer (1922-1984). La stessa scritta, identico carattere e colore, ricompare sulla copertina del racconto autobiografico di Francesco Piccolo Il desiderio di essere come tutti (Einaudi, 2013).
L’anelito al “tutti” è il sofferto snodo attorno al quale Piccolo costruisce il racconto show more della propria crescita e, insieme, del fallimento della sinistra in Italia. La lotta contro la superficialità è la prerogativa del giovane Piccolo, che si rispecchia nelle scelte del comunismo italiano. Il passaggio dal compromesso storico all’alternativa democratica è il preludio di una autoemarginazione basata su una tanto pura quanto improduttiva celebrazione di valori ritenuti perduti. La critica della superficialità denuncia una difficoltà di integrazione con il “tutti” che a poco a poco diventa reazionarietà e, in definitiva, distacco. Questo è quel che Piccolo imputa alla sinistra italiana e alla sua classe intellettuale – dunque anzitutto a se stesso.
Rimandando a Weber, Piccolo nota come sia solo l’etica della responsabilità – e non quella dei principi – a rendere possibile l’integrazione con “tutti”, tenendo conto dei difetti umani. E sembra avere fin troppo a cuore il dichiarare di essersi avvicinato a questi difetti, per lo meno nella parte di testo in cui compie un gratuito “coming out” su quanto ha più manifestamente infranto la sua originaria purezza. Ciononostante, il suo racconto culmina, in nome dell’etica della responsabilità, in un atteggiamento costruttivo e di speranza che credo non sia casuale trovare associato alla femminilità. Nel “che-sarà-mai” con cui Piccolo identifica l’atteggiamento quotidiano della compagna c’è la forza di recuperare finalmente la superficialità come positiva capacità di rielaborazione e, in definitiva, di andare avanti giorno dopo giorno cercando di avvicinarsi a “tutti”. show less
L’anelito al “tutti” è il sofferto snodo attorno al quale Piccolo costruisce il racconto show more della propria crescita e, insieme, del fallimento della sinistra in Italia. La lotta contro la superficialità è la prerogativa del giovane Piccolo, che si rispecchia nelle scelte del comunismo italiano. Il passaggio dal compromesso storico all’alternativa democratica è il preludio di una autoemarginazione basata su una tanto pura quanto improduttiva celebrazione di valori ritenuti perduti. La critica della superficialità denuncia una difficoltà di integrazione con il “tutti” che a poco a poco diventa reazionarietà e, in definitiva, distacco. Questo è quel che Piccolo imputa alla sinistra italiana e alla sua classe intellettuale – dunque anzitutto a se stesso.
Rimandando a Weber, Piccolo nota come sia solo l’etica della responsabilità – e non quella dei principi – a rendere possibile l’integrazione con “tutti”, tenendo conto dei difetti umani. E sembra avere fin troppo a cuore il dichiarare di essersi avvicinato a questi difetti, per lo meno nella parte di testo in cui compie un gratuito “coming out” su quanto ha più manifestamente infranto la sua originaria purezza. Ciononostante, il suo racconto culmina, in nome dell’etica della responsabilità, in un atteggiamento costruttivo e di speranza che credo non sia casuale trovare associato alla femminilità. Nel “che-sarà-mai” con cui Piccolo identifica l’atteggiamento quotidiano della compagna c’è la forza di recuperare finalmente la superficialità come positiva capacità di rielaborazione e, in definitiva, di andare avanti giorno dopo giorno cercando di avvicinarsi a “tutti”. show less
Un po' ruffiano, un po' sincero; un po' irreale, molto realistico; qualche volta tenero e riflessivo. Mi è piaciuto, anche se sono donna, perchè mi ha permesso di dare dare sfogo a una indignazione da Erinni senza alcun pentimento né sensi di colpa: esattamente come fa il protagonista con la sua - diciamo così - disinvoltura erotica.
Ma che piacevole sopresa, Francesco Piccolo! Libretto snello che tuttavia non si legge in poco tempo. Fa sorridere, ridere, anche pensare. Un flusso di coscienza su carta che racchiude cose che spesso ho pensato ma, sopratutto, provato, ed è bello ritrovarsele li' dette da qualcun altro, e allora pensi che non sei solo in questo mondo a vivere certe sensazioni. Ora vediamo di leggerne altri, di questo autore.
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