Sebastiano Vassalli (1941–2015)
Author of The Chimera
About the Author
Series
Works by Sebastiano Vassalli
Sangue e suolo: Viaggio fra gli italiani trasparenti (Gli Struzzi) (Italian Edition) (1985) 11 copies
Gli italiani sono gli altri: Viaggio (in undici tappe) all'interno del carattere nazionale italiano (I saggi) (Italian Edition) (1998) 8 copies
L'arrivo della lozione 3 copies
Come ci leggono a Parigi 1 copy
LA BELLA ADDORMENTATA 1 copy
Il millennio che muore 1 copy
Improvvisi (1998-2015) 1 copy
La Source étrusque 1 copy
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Common Knowledge
- Canonical name
- Vassalli, Sebastiano
- Birthdate
- 1941-10-24
- Date of death
- 2015-07-27
- Gender
- male
- Occupations
- journalist
- Nationality
- Italy
- Birthplace
- Genoa, Liguria, Italy
- Place of death
- Casale Monferrato, Piedmont, Italy
- Associated Place (for map)
- Italy
Members
Reviews
Le campagne novaresi del 1600 sono tutt'altro che noiose. La scrittura di V. è colta e gradevole, la storia è interessante e lentamente prepara la tragedia finale, già anticipata nel durante. Le figure popolari che vengono descritte illustrano assai bene il mondo belluino nel quale i nostri antenati sono stati costretti a vivere - e a lavorare, e a morire - qualche secolo fa. Si conferma la sostanziale inutilità e dannosita' dei preti - aggiungerei, di ogni ordine, grado e religione. show more Bellissima chiusa. Per un effetto piu' completo e altrettanto poetico, unirei alle lettura l'ascolto di 'Lunario di settembre', Ivano Fossati. show less
In occasione della recente scomparsa del suo autore, la RCS ha rilanciato la quarta ristampa in collana BUR del capolavoro di Sebastiano Vassalli "La Chimera", premio Strega 1990.
Consiglio la lettura o rilettura di questa edizione in quanto contiene una postfazione all'edizione originaria firmata dal suo autore in data luglio 2014 scritta poco prima della sua dipartita.
Un libro che il "Times Literary Supplement", alla sua uscita, non ebbe timore a definire "a masterpiece", un capolavoro. show more
Non farò una recensione del libro, dirò soltanto per chi legge, e magari per chi ha scritto o ha intenzione di scrivere storie di "streghe" ambientate nella realtà italiana, che questo libro è una storia legata anche alla condizione femminile delle donne e alla realtà umana, sociale, politica e religiosa dell'Italia tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento. Leggete questo libro.
Tutto ha inizio in una chiesa di Novara dove una mattina viene depositata nel giorno di Sant'Antonio una bambina appena nata alla quale viene dato il nome del santo. Un libro a dir poco affascinante, la cui parola chiave è una caratteristica tutta nostrana: l'ipocrisia.
Abbraccia tutta la realtà temporale che vede l'Inquisizione in azione, la Chiesa che fa politica, una condizione femminile insopportabile, la vicenda di una povera ragazza vittima sin dalla nascita del suo destino, una povera fanciulla che si batte per la sua indipendenza, sia come donna che come essere umano.
Ma è sopratutto l'ambiente umano descritto da Vassalli a fare da protagonista a questa vicenda che si concluderà soltanto quando verranno spente le fiamme di un rogo nel quale arderà la "chimera".
Questo ambiente Sebastiano Vassalli lo ricorda nella postfazione che ho citato e della quale riporto integralmente la conclusione. La stessa viene da lui legata alla realtà contemporanea del nostro Paese che, secondo lui, è così com'è, perchè le sue radici sono in quell'ambiente che diede fuoco a Antonia.
È con quel genere di persone e in quell'ambiente, che si è formata l'Italia moderna. In un clima di povertà e di illegalità diffuse dove le regole, che pure esistevano, non arrivavano a contrastare lo strapotere dei forti sui deboli; e dove la religione, che avrebbe dovuto attenuare i contrasti, finiva invece spesso per accentuarli. È in quell'epoca che va cercata l'origine di molti nostri difetti (per esempio della nostra scarsa socialità compensata da una socievolezza spesso falsa, o della convinzione, comune a molti, che le leggi esistano soltanto per favorire i furbi; o, infine, del l'attesa di un "salvatore" che sistemi tutto e faccia funzionare tutto) e di molte caratteristiche negative della nostra società. Ed è lì che ha preso forma, in età moderna, il nostro carattere nazionale. Quel carattere che Manzoni, uomo del Risorgimento, volle correggere almeno in parte per renderlo più presentabile; e che io invece mi sono limitato a raccontare, senza aggiungergli e senza togliergli nulla. Partendo dalle sue origini. Come già aveva fatto Manzoni. (Aprile 2014).
Non credo ci sia da aggiungere altro se non una considerazione molto semplice e molto personale che mi sento di fare dopo la lettura di questo "romanzo". Non amo molto questo genere di letteratura, i romanzi. L'ho scritto e detto in varie occasioni. La ragione è semplice. Non c'è bisogno di inventare storie per imparare a vivere, per intrattenersi, per raccontare, per conoscere gli uomini e le loro vicende.
Basta guardarsi intorno, leggere i giornali, seguire i media moderni per assistere, vivere e ascoltare storie, racconti e romanzi. Ci si rende conto che la realtà supera sempre la più alta fantasia. I romanzi sono, appunto, questo. Eppure, il "romanzo" di Antonia, tutto è tranne che una "storia". È una costruzione letteraria che "legge" la vera realtà è la fa diventare Storia.
Sono pochi, pochissimi i romanzi e i romanzieri che sanno fare queste cose. Sebastiano Vassalli è stato uno di questi. E il suo accostarsi ad Alessandro Manzoni non è una forzatura, ne' tanto meno un azzardo. È una constatazione di merito. show less
Consiglio la lettura o rilettura di questa edizione in quanto contiene una postfazione all'edizione originaria firmata dal suo autore in data luglio 2014 scritta poco prima della sua dipartita.
Un libro che il "Times Literary Supplement", alla sua uscita, non ebbe timore a definire "a masterpiece", un capolavoro. show more
Non farò una recensione del libro, dirò soltanto per chi legge, e magari per chi ha scritto o ha intenzione di scrivere storie di "streghe" ambientate nella realtà italiana, che questo libro è una storia legata anche alla condizione femminile delle donne e alla realtà umana, sociale, politica e religiosa dell'Italia tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento. Leggete questo libro.
Tutto ha inizio in una chiesa di Novara dove una mattina viene depositata nel giorno di Sant'Antonio una bambina appena nata alla quale viene dato il nome del santo. Un libro a dir poco affascinante, la cui parola chiave è una caratteristica tutta nostrana: l'ipocrisia.
Abbraccia tutta la realtà temporale che vede l'Inquisizione in azione, la Chiesa che fa politica, una condizione femminile insopportabile, la vicenda di una povera ragazza vittima sin dalla nascita del suo destino, una povera fanciulla che si batte per la sua indipendenza, sia come donna che come essere umano.
Ma è sopratutto l'ambiente umano descritto da Vassalli a fare da protagonista a questa vicenda che si concluderà soltanto quando verranno spente le fiamme di un rogo nel quale arderà la "chimera".
Questo ambiente Sebastiano Vassalli lo ricorda nella postfazione che ho citato e della quale riporto integralmente la conclusione. La stessa viene da lui legata alla realtà contemporanea del nostro Paese che, secondo lui, è così com'è, perchè le sue radici sono in quell'ambiente che diede fuoco a Antonia.
È con quel genere di persone e in quell'ambiente, che si è formata l'Italia moderna. In un clima di povertà e di illegalità diffuse dove le regole, che pure esistevano, non arrivavano a contrastare lo strapotere dei forti sui deboli; e dove la religione, che avrebbe dovuto attenuare i contrasti, finiva invece spesso per accentuarli. È in quell'epoca che va cercata l'origine di molti nostri difetti (per esempio della nostra scarsa socialità compensata da una socievolezza spesso falsa, o della convinzione, comune a molti, che le leggi esistano soltanto per favorire i furbi; o, infine, del l'attesa di un "salvatore" che sistemi tutto e faccia funzionare tutto) e di molte caratteristiche negative della nostra società. Ed è lì che ha preso forma, in età moderna, il nostro carattere nazionale. Quel carattere che Manzoni, uomo del Risorgimento, volle correggere almeno in parte per renderlo più presentabile; e che io invece mi sono limitato a raccontare, senza aggiungergli e senza togliergli nulla. Partendo dalle sue origini. Come già aveva fatto Manzoni. (Aprile 2014).
Non credo ci sia da aggiungere altro se non una considerazione molto semplice e molto personale che mi sento di fare dopo la lettura di questo "romanzo". Non amo molto questo genere di letteratura, i romanzi. L'ho scritto e detto in varie occasioni. La ragione è semplice. Non c'è bisogno di inventare storie per imparare a vivere, per intrattenersi, per raccontare, per conoscere gli uomini e le loro vicende.
Basta guardarsi intorno, leggere i giornali, seguire i media moderni per assistere, vivere e ascoltare storie, racconti e romanzi. Ci si rende conto che la realtà supera sempre la più alta fantasia. I romanzi sono, appunto, questo. Eppure, il "romanzo" di Antonia, tutto è tranne che una "storia". È una costruzione letteraria che "legge" la vera realtà è la fa diventare Storia.
Sono pochi, pochissimi i romanzi e i romanzieri che sanno fare queste cose. Sebastiano Vassalli è stato uno di questi. E il suo accostarsi ad Alessandro Manzoni non è una forzatura, ne' tanto meno un azzardo. È una constatazione di merito. show less
This is a beautiful and haunting book. Narrated by a freed Greek slave who serves as Vergil's scribe, it tells of a trip to Etruria taken by Vergil and Maecenas while Vergil is writing his epic, the Aeneid. While there, during a night in a temple, they experience the actual ancient history of the Etruscan people from the coming of Aeneas and the Trojans. It turns out to be a brutal invasion of rapists and murderers. Once he has "seen" the truth, Vergil can no longer complete the heroic epic show more that the emperor Augustus expects from him. Much more than an explanation of a historical puzzle -- why did Vergil instruct his executors to destroy the Aeneid? -- this book is subtle and profound. show less
L'Italia del dopoguerra in una storia insieme fantastica e autobiografica che mescola l'amarezza e ironia, descrivendo piuttosto bene alcuni tratti dell'ethos italico. Ottimamente scritto, l'edizione Interlinea include una nota dell'autore che chiarisce molto della genesi e del contesto del testo e lo fa apprezzare ancora di più.
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