John Harding (1) (1951–)
Author of Florence and Giles
For other authors named John Harding, see the disambiguation page.
Works by John Harding
Tagged
Common Knowledge
- Birthdate
- 1951
- Gender
- male
- Education
- St Catherine's College, Oxford
- Occupations
- writer
- Nationality
- UK
- Birthplace
- Prickwillow, Cambridgeshire, England, UK
- Places of residence
- Richmond-upon-Thames, England, UK
- Associated Place (for map)
- England, UK
Members
Reviews
Definitely a new favourite! This book combines an interesting storyline with very peculiar characters.
I really liked Florence as a main character: she is witty and smart (she makes up words! Instant like just there), has a wild imagination and a unique voice, loves books and her brother more than anything... andis totally unreliable as a narrator! Now, if that doesn't make for an interesting main character, I don't know what does. The other characters (apart from Florence's brother, Giles) show more sort of fade into the background, but for once I didn't really mind, because it just feels right that Florence would see them that way. After all, she really only cares about her brother, and this was a very interesting relationship to read about.
The plot started out looking very simple, but I was blown away by the twists and turns it took. I was totally surprised by the ending, and that does not happen often! I was also left with just the right amount of unanswered questions to keep me guessing, but still leave me satisfied enough with the story.
Overall, a very compelling read, that had me hooked from the beginning. show less
I really liked Florence as a main character: she is witty and smart (she makes up words! Instant like just there), has a wild imagination and a unique voice, loves books and her brother more than anything... and
The plot started out looking very simple, but I was blown away by the twists and turns it took. I was totally surprised by the ending, and that does not happen often! I was also left with just the right amount of unanswered questions to keep me guessing, but still leave me satisfied enough with the story.
Overall, a very compelling read, that had me hooked from the beginning. show less
Sinceramente, cosa c'è di peggio di un libro brutto? Semplice, un bel libro rovinato dall'inettitudine dell'autore e da una campagna pubblicitaria completamente forviante.
In genere, nelle recensioni, parto sempre dall'analisi del testo/trama per poi passare a copertina, prezzo e tutti gli altri elementi puramente fisici e collaterali. In questo caso, diversamente, partirò dall'esterno del romanzo per poi addentrarmi nella trama affinchè possiate comprendere perché giudico questo romanzo show more complessivamente terribile.
Un romanzo scritto male o dalla trama scontata è semplicemente un romanzo scadente (o nella peggiore delle ipotesi brutto). Quando un romanzo è scritto bene e ha TUTTI gli elementi per essere un bel libro e questo viene rovinato per i motivi su citati, allora, per un amante della lettura come la sottoscritta, questo è "male". E' un sacrilegio.
Quello che fa infuriare oltremodo è che John Harding scrive maledettamente bene. Accurato, evocativo, preciso, intrigante e inserisce nel romanzo una vasta gamma di indizi che permettono a un lettore "attivo" di elaborare teorie, previsioni... In poche parole ti permette di "vivere" il romanzo, non lo racconta semplicemente. E il lettore lo fa, si appassiona, aspetta il colpo di scena e si emoziona con Florence, ci crede veramente fino a quando chiude l'ultima pagina e perplesso si chiede "E questo cosa c'entra? Dov'è il resto?".
Perché è questo che accade chiudendo questo romanzo: il lettore rimane attonito e frustrato per la presa in giro. Tornerò su questo aspetto fra poco.
Un altro elemento che incide in modo irrevocabile al disagio e al fraintendimento sono trama, titolo e copertina. Davvero, vorrei chiedere alla casa editrice Garzanti, almeno UNO su TRE potevate anche azzeccarci!
Titolo. Completamente fuori schema dato che l'elemento centrale del romanzo non è di certo che lo Zio di Florence le impedisce di accedere alla libreria per qualche oscuro motivo. All'inizio del romanzo potrebbe apparire come il fulcro di tutto, questo benedetto divieto di accedere al mondo della lettura e il tentativo di tenere la ragazza nell'ignoranza (magari come passo necessario di un oscuro piano...), però una volta arrivati a metà libro ci rendiamo conto che non è così dato che oggetto principale della trama è la lotta di Florence contro una malvagia istitutrice che sembra voler rapire suo fratello minore. I libri vengono rilegati in secondo piano e perfino il divieto, assolutamente illogico per il periodo in cui è ambientato il romanzo, perde la sua rilevanza.
Trama. Anche in questo caso la trama è fuorviante dato che lascia presagire, in concomitanza con il titolo alquanto intrigante, un qualche segreto nascosto, un complotto alle spalle della povera Florence o, insomma, un "motivo" scottante che spingerebbe il vecchio zio a non avere contatti con i nipoti e a tenere Florence, la maggiore fra i due, nell'ignoranza.
Copertina. La copertina è fantastica, davvero. Elegante, intrigante e molto delicata ma alla fine del libro ci rendiamo conto che anche questa non c'entra proprio nulla perché, osservandola, si rievoca lo stesso identico pensiero del "proibito". Abbiamo appurato che l'elemento "libri" è un qualcosa di molto interessante ma solamente un contorno, fa parte dell'ambientazione e dei presupporti che ci permettono di conoscere Florence ma non sono il "centro" del romanzo.
Tutto questo per far capire che, dopo aver letto quasi 200 pagine di questo romanzo conditi da indizi intriganti e elementi che oscillano tra l'immaginario e il fantastico, il lettore di aspetta delle risposte, ne ha diritto.
Invece no. Non sappiamo perché lo zio non si è mai fatto vedere, rimanendo sullo sfondo come un personaggio impalpabile e inutile; perché ha proibito a Florence di imparare a leggere; perché la prima istitutrice viene scelta accuratamente mentre la seconda viene inviata attraverso un'agenzia; perché diavolo il caso della prima istitutrice rimane "irrisolto" (anche se noi lo possiamo immaginare, alla fine però); le visioni di Florence sono frutto della sua mente malata o verità...
Su quest'ultimo punto "potremmo" quasi arrivare a concludere che sono frutto della sua mente "plagiata" dalle troppe letture in solitudine e dalla sua fervida fantasia. Di fatto, però, coinvolgere la Polizia (che finisce per avallare le paure di Florence attraverso alcune ricerche) e il furto da parte della ragazzina dei biglietti (necessari per la fuga dell'Istitutrice e del fratello minore) ricercati affannosamente - anche dietro minacce - da parte dell'Istitutrice stessa finisce per alludere che, probabilmente, il tentativo di rapimento fosse vero. E perché? Anche questo non viene detto.
Altra ipotesi. Tutto quanto è frutto della benedetta fantasia della ragazzina (che non ha neanche quindici anni!) e questa entra in contatto con diversi adulti, come abbiamo visto. Che qualcuno mi spieghi come diavolo hanno fatto a non rendersi conto che è seriamente disturbata? Stiamo parlando di tentati omicidi, crisi isteriche, fughe, liti, accuse... Insomma, tutti gli ingredienti per un viaggio senza ritorno verso la stanza imbottita del primo istituto psichiatrico della zona!
Non vado oltre perché ho già svelato anche troppo di questo romanzo ma, di fatto, lasciare in sospeso alcuni elementi ambigui in favore di una finale aperto e interessante va bene. Lasciare l'intero romanzo in sospeso e privare, così, il lettore di un minimo di appiglio mentre si schianta verso un finale banale e deludente (se non assolutamente IRREALE perfino per i canoni di un fantasy!) non è assolutamente lecito. show less
In genere, nelle recensioni, parto sempre dall'analisi del testo/trama per poi passare a copertina, prezzo e tutti gli altri elementi puramente fisici e collaterali. In questo caso, diversamente, partirò dall'esterno del romanzo per poi addentrarmi nella trama affinchè possiate comprendere perché giudico questo romanzo show more complessivamente terribile.
Un romanzo scritto male o dalla trama scontata è semplicemente un romanzo scadente (o nella peggiore delle ipotesi brutto). Quando un romanzo è scritto bene e ha TUTTI gli elementi per essere un bel libro e questo viene rovinato per i motivi su citati, allora, per un amante della lettura come la sottoscritta, questo è "male". E' un sacrilegio.
Quello che fa infuriare oltremodo è che John Harding scrive maledettamente bene. Accurato, evocativo, preciso, intrigante e inserisce nel romanzo una vasta gamma di indizi che permettono a un lettore "attivo" di elaborare teorie, previsioni... In poche parole ti permette di "vivere" il romanzo, non lo racconta semplicemente. E il lettore lo fa, si appassiona, aspetta il colpo di scena e si emoziona con Florence, ci crede veramente fino a quando chiude l'ultima pagina e perplesso si chiede "E questo cosa c'entra? Dov'è il resto?".
Perché è questo che accade chiudendo questo romanzo: il lettore rimane attonito e frustrato per la presa in giro. Tornerò su questo aspetto fra poco.
Un altro elemento che incide in modo irrevocabile al disagio e al fraintendimento sono trama, titolo e copertina. Davvero, vorrei chiedere alla casa editrice Garzanti, almeno UNO su TRE potevate anche azzeccarci!
Titolo. Completamente fuori schema dato che l'elemento centrale del romanzo non è di certo che lo Zio di Florence le impedisce di accedere alla libreria per qualche oscuro motivo. All'inizio del romanzo potrebbe apparire come il fulcro di tutto, questo benedetto divieto di accedere al mondo della lettura e il tentativo di tenere la ragazza nell'ignoranza (magari come passo necessario di un oscuro piano...), però una volta arrivati a metà libro ci rendiamo conto che non è così dato che oggetto principale della trama è la lotta di Florence contro una malvagia istitutrice che sembra voler rapire suo fratello minore. I libri vengono rilegati in secondo piano e perfino il divieto, assolutamente illogico per il periodo in cui è ambientato il romanzo, perde la sua rilevanza.
Trama. Anche in questo caso la trama è fuorviante dato che lascia presagire, in concomitanza con il titolo alquanto intrigante, un qualche segreto nascosto, un complotto alle spalle della povera Florence o, insomma, un "motivo" scottante che spingerebbe il vecchio zio a non avere contatti con i nipoti e a tenere Florence, la maggiore fra i due, nell'ignoranza.
Copertina. La copertina è fantastica, davvero. Elegante, intrigante e molto delicata ma alla fine del libro ci rendiamo conto che anche questa non c'entra proprio nulla perché, osservandola, si rievoca lo stesso identico pensiero del "proibito". Abbiamo appurato che l'elemento "libri" è un qualcosa di molto interessante ma solamente un contorno, fa parte dell'ambientazione e dei presupporti che ci permettono di conoscere Florence ma non sono il "centro" del romanzo.
Tutto questo per far capire che, dopo aver letto quasi 200 pagine di questo romanzo conditi da indizi intriganti e elementi che oscillano tra l'immaginario e il fantastico, il lettore di aspetta delle risposte, ne ha diritto.
Invece no. Non sappiamo perché lo zio non si è mai fatto vedere, rimanendo sullo sfondo come un personaggio impalpabile e inutile; perché ha proibito a Florence di imparare a leggere; perché la prima istitutrice viene scelta accuratamente mentre la seconda viene inviata attraverso un'agenzia; perché diavolo il caso della prima istitutrice rimane "irrisolto" (anche se noi lo possiamo immaginare, alla fine però); le visioni di Florence sono frutto della sua mente malata o verità...
Su quest'ultimo punto "potremmo" quasi arrivare a concludere che sono frutto della sua mente "plagiata" dalle troppe letture in solitudine e dalla sua fervida fantasia. Di fatto, però, coinvolgere la Polizia (che finisce per avallare le paure di Florence attraverso alcune ricerche) e il furto da parte della ragazzina dei biglietti (necessari per la fuga dell'Istitutrice e del fratello minore) ricercati affannosamente - anche dietro minacce - da parte dell'Istitutrice stessa finisce per alludere che, probabilmente, il tentativo di rapimento fosse vero. E perché? Anche questo non viene detto.
Altra ipotesi. Tutto quanto è frutto della benedetta fantasia della ragazzina (che non ha neanche quindici anni!) e questa entra in contatto con diversi adulti, come abbiamo visto. Che qualcuno mi spieghi come diavolo hanno fatto a non rendersi conto che è seriamente disturbata? Stiamo parlando di tentati omicidi, crisi isteriche, fughe, liti, accuse... Insomma, tutti gli ingredienti per un viaggio senza ritorno verso la stanza imbottita del primo istituto psichiatrico della zona!
Non vado oltre perché ho già svelato anche troppo di questo romanzo ma, di fatto, lasciare in sospeso alcuni elementi ambigui in favore di una finale aperto e interessante va bene. Lasciare l'intero romanzo in sospeso e privare, così, il lettore di un minimo di appiglio mentre si schianta verso un finale banale e deludente (se non assolutamente IRREALE perfino per i canoni di un fantasy!) non è assolutamente lecito. show less
One of my favorite Henry James stories is The Turn of the Screw. The Times (London) review of this book stated: "Imagine The Turn of the Screw reworked by Edgar Allan Poe." So true! This was a truly Gothic novel. Very creepy and atmospheric. The main character, the little girl, Florence is forbidden to read (because girls don't need to read, according to her uncle) and so she finds inventive ways to get her hands on the books in the library. This, and her tenacity, endeared Florence to me. show more Another thing about Florence was her invention of her own language. She tells the story with an assortment of odd vocabulary which I thought added a certain charm to the story. This is quite a creepy mystery, bordering on horror, but in a Gothic sense, as I mentioned before. I could not hardly put this down and was thrilled by the big twist at the end. Man, what a book! show less
How like grown-ups it is to see danger where there is none; to look for it in a lake or a well, which offer no harm in themselves without the agency of human malevolence or neglect. Yet these same cautious adults would be all unaware when the threat to us children actually came, for unlike us, for all their talk of the house being full of ghosts and ghouls, they had long ago ceased to hear unexplained footsteps in the dark.
This story is based on The Turn of the Screw but is told from the show more point of view of one of the children, and goes off in a different, less ghostly, direction. Recommended. show less
This story is based on The Turn of the Screw but is told from the show more point of view of one of the children, and goes off in a different, less ghostly, direction. Recommended. show less
Lists
You May Also Like
Associated Authors
Statistics
- Works
- 6
- Members
- 1,010
- Popularity
- #25,529
- Rating
- 3.9
- Reviews
- 38
- ISBNs
- 101
- Languages
- 8
- Favorited
- 2














