Matilde Serao (1856–1927)
Author of Il ventre di Napoli
About the Author
Image credit: Félix Vallotton (d. 1925)
Works by Matilde Serao
Lettere d'amore 2 copies
Pagina azzurra (Commedie Borghesi) 2 copies
L'indifferente 2 copies
Preghiere 2 copies
I mosconi 2 copies
Serao 1 copy
Dal vero 1 copy
L'occhio di Napoli 1 copy
Cvet strasti 1 copy
Napoli d'allora 1 copy
Ella non rispose 1 copy
SST 70 - Fantasia 1 copy
Romanzi 1 copy
FASCINO MULIEBRE 1 copy
L' ebbrezza, il servaggio e la morte / Matilde Serao ; a cura di Marie-Gracieuse Martin-Gistucci 1 copy
San Gennaro 1 copy
Heart Conditions (Kazabo Publishing): Sentimental Adventures in Turn-of-the-Century Italy (2018) 1 copy
il delitto di via chiatamone 1 copy
Amor que mata 1 copy
La vertu de Beppina 1 copy
El país del holgorio 1 copy
SPERANTE 1 copy
Associated Works
A Very Italian Christmas: The Greatest Italian Holiday Stories of All Time (Very Christmas, 3) (2018) — Contributor — 21 copies
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Common Knowledge
- Birthdate
- 1856-03-07
- Date of death
- 1927-07-25
- Gender
- female
- Occupations
- magazine editor
novelist
short story writer
telegrapher
journalist
newspaper publisher - Short biography
- Matilde Serao was born in Patras, Greece, to an Italian father who had emigrated after the tumultuous political events of 1848, and a Greek mother. The family returned to Italy when she was a small child and she spent nearly her entire life in Naples. She worked in the telegraph office and as a teacher, and would later describe those years in a book of short stories called Leggende Napolitane (1881). Her first novel, Fantasia (1883), established her as a writer. She spent the years between 1880 and 1886 in Rome, where she published the next five volumes of stories and novels, including Cuore infermo (1881), Fior di passione (1883), La conquista di Roma (1885), La Virtù di checchina (1884), and Piccole anime (1883).
In 1885, she married Edoardo Scarfoglio, with whom she had four sons. Together, the couple founded a daily newspaper, Il Corriere di Roma, and two other periodicals. After separating from her husband, she returned to Naples and became the first woman in Italy to start her own newspapers, La Settimana and Il Giorno. She continued to write fiction, most of it dealing with lower-middle-class Neapolitan life, and produced a total of about 40 works in her career. - Nationality
- Italy
- Birthplace
- Patras, Greece
- Places of residence
- Rome, Italy
- Place of death
- Naples, Italy
- Associated Place (for map)
- Italy
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Reviews
Romantico e blah blah blah ma di una noia mortale.
L'avrei droppato volentieri dopo dieci pagine scarse dandogli una sola stella, ma non mi andava di fare troppo la cafona. Ringraziatemi per l'enorme sforzo che ho fatto ahah
L'avrei droppato volentieri dopo dieci pagine scarse dandogli una sola stella, ma non mi andava di fare troppo la cafona. Ringraziatemi per l'enorme sforzo che ho fatto ahah
Prima o poi il Vesuvio tornerà a fumare, la storia insegna che è lui il padrone del golfo di Napoli. L’ultima grande eruzione è dell’aprile del 1906 e in questo volume vengono riproposti gli articoli pubblicati sul Giorno in cui Matilde Serao racconta, da cronista, i fatti, il dolore e lo sgomento di quei giorni. Per un napoletano che non ha mai visto il Vesuvio fumare, che non ha mai vissuto la paura della lava, quella montagna appare un gigante, un simbolo della propria storia. E show more questo breve volume si trasforma in una lettura dovuta per comprendere gli effetti della rabbia del Vesuvio, per ricordare il rispetto che dobbiamo a questo Vulcano che ha scritto la storia di quest’area. Come detto la Serao affronta l’eruzione con il taglio del cronista, racconta i fatti, la disperazione, i profughi, la perdita del poco che si aveva. Non fa polemiche, ma chiede aiuto, sostegno, anticipa il “Fate presto” di Roberto Ciuni in occasione del terremoto del 1981. Pagine forti, importanti di una scrittrice che è stata, anzitutto, una giornalista. E che valgono come monito per ricordarsi, quando si alzano gli occhi, che quella montagna rimane il Vesuvio. show less
Aug 13, 2022Italian
Tanti anni fa con una gita scolastica sono stata a Pompei ed Ercolano. L'ultimo giorno, prima di ripartire lo passammo a Napoli.
Un giorno non basta per scoprire una città così complessa, ma è sufficiente, più che sufficiente, per subirne, malgrado tutto, il fascino, la magia... o forse la "malia". Soprattutto se sei accompagnata da un architetto, napoletana verace e appassionata, che, nel poco tempo a disposizione, ti porta a vedere "Il Cristo velato" (esperienza indimenticabile), e poi: show more - Tanto è proprio qui dietro! - da Lombardi a mangiare "la miglior pizza di Napoli" (esperienza altrettanto indimenticabile)!
Mi sono immersa nella lettura di questo libriccino in un sonnolento pomeriggio domenicale, e non ne sono riemersa finchè non sono giunta alla fine.
Tutti i luoghi visti, poco più che di sfuggita, tanti anni fa, mi sono tornati alla memoria. Ogni luogo una storia, che da al luogo stesso una vita propria ed un significato fantastico.
Vorrei tanto tornare a Napoli, perchè so che ora la guarderei con uno sguardo diverso, più coinvolto e consapevole. Vorrei tanto tornare a Napoli per conoscerla con tutta la calma, la dedizione e l'amore che un "capolavoro" merita. Ma soprattutto vorrei tanto tornare a Napoli e "viverla", perché sono convinta che, nonostante tutto il male che le hanno fatto, sia ancora una delle città più magiche che esistano al mondo! show less
Un giorno non basta per scoprire una città così complessa, ma è sufficiente, più che sufficiente, per subirne, malgrado tutto, il fascino, la magia... o forse la "malia". Soprattutto se sei accompagnata da un architetto, napoletana verace e appassionata, che, nel poco tempo a disposizione, ti porta a vedere "Il Cristo velato" (esperienza indimenticabile), e poi: show more - Tanto è proprio qui dietro! - da Lombardi a mangiare "la miglior pizza di Napoli" (esperienza altrettanto indimenticabile)!
Mi sono immersa nella lettura di questo libriccino in un sonnolento pomeriggio domenicale, e non ne sono riemersa finchè non sono giunta alla fine.
Tutti i luoghi visti, poco più che di sfuggita, tanti anni fa, mi sono tornati alla memoria. Ogni luogo una storia, che da al luogo stesso una vita propria ed un significato fantastico.
Vorrei tanto tornare a Napoli, perchè so che ora la guarderei con uno sguardo diverso, più coinvolto e consapevole. Vorrei tanto tornare a Napoli per conoscerla con tutta la calma, la dedizione e l'amore che un "capolavoro" merita. Ma soprattutto vorrei tanto tornare a Napoli e "viverla", perché sono convinta che, nonostante tutto il male che le hanno fatto, sia ancora una delle città più magiche che esistano al mondo! show less
Jul 31, 2011 (Edited)Italian
Questo libro è stato scritto in tre epoche diverse. La prima parte, nel 1884, quando in un paese lontano mi giungeva da Napoli tutto il senso di orrore, di terrore, di pietà, per il flagello che l'attraversava, seminando
il morbo e la morte: e il dolore, l'ansia, l'affanno che dominano, in chi scrive, ogni cura d 'arte, dicano quanto dovette soffrire profondamente, allora, il mio cuore di napoletana.
La seconda parte è scritta venti anni dopo, cioè solo due anni fa, e si riannoda alla show more prima, con un sentimento più tranquillo, ma, ahimè, più sfiduciato, più scettico che un miglior avvenire sociale e civile possa esser mai assicurato al popolo napoletano, di cui chi scrive si onora e si gloria di esser fraterna emanazione.
La terza parte è di ieri, è di oggi: né io debbo chiarirla, poiché essa è come le altre: espressione di un cuore sincero, di un 'anima sincera: espressione tenera e dolente: espressione nostalgica e triste di un ideale di giustizia e di pietà, che discenda sovra il popolo napoletano e lo elevi e lo esalti. show less
il morbo e la morte: e il dolore, l'ansia, l'affanno che dominano, in chi scrive, ogni cura d 'arte, dicano quanto dovette soffrire profondamente, allora, il mio cuore di napoletana.
La seconda parte è scritta venti anni dopo, cioè solo due anni fa, e si riannoda alla show more prima, con un sentimento più tranquillo, ma, ahimè, più sfiduciato, più scettico che un miglior avvenire sociale e civile possa esser mai assicurato al popolo napoletano, di cui chi scrive si onora e si gloria di esser fraterna emanazione.
La terza parte è di ieri, è di oggi: né io debbo chiarirla, poiché essa è come le altre: espressione di un cuore sincero, di un 'anima sincera: espressione tenera e dolente: espressione nostalgica e triste di un ideale di giustizia e di pietà, che discenda sovra il popolo napoletano e lo elevi e lo esalti. show less
Feb 26, 2015 (Edited)Italian
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