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About the Author

Born in Iran, Dr. Reza Aslan is a writer and scholar of religion. He is also President and CEO of Aslan Media Inc. Dr. Aslan has degrees in Religions from Santa Clara University, Harvard University, and the University of California, Santa Barbara, as well as a Master of Fine Arts from the show more University of Iowa. He is a member of the Council on Foreign Relations, the Los Angeles Institute for the Humanities, and the Pacific Council on International Policy. Dr. Aslan also serves on the national advisory board of the Levantine Cultural Center, building bridges between Americans and the Arab/Muslim world. Aslan's first book, the International Bestseller, No god but God: The Origins, Evolution, and Future of Islam (Heinemann 2005), has been translated into thirteen languages, and named one of the 100 most important books of the last decade. He is also the editor of the anthology Tablet & Pen: Literary Landscapes from the Modern Middle East: A Words Without Borders Anthology (WW Norton 2010). His latest work is entitled Zealot: The Life and Times of Jesus of Nazareth (Random House 2013). Dr. Aslan lives in Los Angeles where he is Associate Professor of Creative Writing at the University of California, Riverside. (Bowker Author Biography) show less

Includes the names: Reza Aslan -, Dr. Reza Aslan

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Zealot in Christianity (February 2014)
Warning on "Zealot" by Reza Aslan in Theology Book Club (December 2013)

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241 reviews
A fantastic little read - a challenging thesis demonstrated well. Shows that Jesus was a real person, who was a Jewish nationalist, who was crucified by the Roman Empire for being a rebel during a time when there were dozens of similar 'messiahs'. Beyond that it is almost all fabulation by the apostles and by Paul of Tarsus, whose version (Christianity) won out over the apostles Jerusalem-based Jewish Jesus because of the Roman suppression of the Jewish Revolt. Jerusalem was left in ruins show more and Judaism forever changed, whilst Paul was able to continue selling Jesus and Christianity to gentiles across the Mediterranean world. Great work. show less
Howard Baskerville is an obscure figure today, but for a brief period at the very beginning of the 20th century he was the subject of global newspaper headlines. A recent college graduate who'd studied under future U.S. president Woodrow Wilson, Baskerville became a Christian missionary in what is now Iran. After a while he gets caught up in the constitutionalist movement then sweeping the country, ends up taking up arms and renouncing his American citizenship, and is shot and killed during show more the siege of Tabriz. In death, he becomes even more a figurehead for those advocating for reform, though after the Iranian revolution of the 70s, Baskerville's prominence declines thanks to his awkward American origin.

Reza Aslan clearly admires Baskerville, or certainly admires what he thinks Baskerville represents: a kind of general, humane pursuit of freedom and peace that transcends personal and group differences. He also is drawn to Baskerville's ability to link two countries for which Aslan clearly has great affection. But one major reservation I had with this book is that Aslan's framing of Baskerville and his behaviour seems to be, if not entirely cynical, then certainly almost wilfully selective. Aslan seems to not want to really grapple with the implications of the fact that, as he himself acknowledges, Baskerville acts not in spite of or in transcendence of his goals as an evangelical Christian missionary, but to fulfil them. I didn't find myself admiring Baskerville the way that Aslan did—I thought he was a fairly naive guy who, if asked, probably thought Manifest Destiny was a great thing to pursue.

What, in other words, did Baskerville think he was being martyred for? (If indeed that's the term we should use.)

Not that we can know what Baskerville thought on that topic since he left almost no written accounts behind him and much of his life is poorly documented—even when it comes to the great transatlantic voyage which took Baskerville from the U.S. to Europe and on to Tabriz, Aslan can only make a best guess as to which ports he arrived at.

By the end of the book I found myself thinking that Baskerville could have—should have—been confined to a single chapter. But then, would Aslan have been able to appeal to and to flatter American sensibilities so readily? (Because this not a book intended for any other audience, I don't think.)
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½
La versione originale inglese di questo libro lo definisce “zealot”, quella italiana lo chiama “ribelle”. Il dizionario inglese, a dire il vero, offre una lunga sfilza di sinonimi del tipo “fanatico, entusiasta, estremista, radicale, attivista, militante, bigotto, dommatico, settario, partigiano, infido, maniaco”. Non mi pare che facciano giustizia a quella importante “figura storica” che si chiama Gesù. Una “giustizia” di tipo, ovviamente, terreno e poco religiosa.

Il show more libro l’ho letto in inglese, mi propongo di trovare l’edizione italiana per meglio contestualizzare le cose di cui parla. E’ costato all’autore due decenni di lavoro, un autorevole e rispettabile esperto studioso arabo iraniano di storia delle religioni. Il libro è stato pubblicato negli Usa e in Inghilterra nel 2013. Me lo sono trovato tra le mani in questi giorni prenatalizi di fine anno, non ricordo bene cosa mi spinse a comprarlo da Amazon.

L’ho ritrovato dietro una siepe di altri libri, mi è parso opportuno affrontare la lettura in questo contesto quanto mai appropriato. Diviso in tre parti, quindici capitoli, tre prologhi ed una introduzione, con oltre cento pagine di note ed una ricca bibliografia, il lavoro è ineccepibile da un punto di vista strettamente documentario. Risponde in maniera egregia alle canoniche domande che cerco sempre di assegnare alla affidabilità di un libro.

Reza Aslan si propone di dare una risposta a “chi” era l’uomo chiamato Gesù, “cosa” si proponeva, “quando” apparve sulla scena del mondo del suo tempo, “dove” fece sentire la sua presenza, e “perchè” la sua vita ebbe un senso. Un impegno molto forte quello di Aslan. Sono migliaia le recensioni disponibili su GoodReads e altri siti di libri, punti di vista che aiutano chi vuole dare un senso alle sue letture. Aslan ha dato alla sua ricerca uno stile quanto mai contestualizzato. Il suo sistema di lavoro ha un approccio molto diverso al problema interpretativo dei canonici testi sacri biblici. Per lui ha poco interesse la storia dell’individuo chiamato Gesù ed i suoi attributi teologici.

Ciò che conta per Aslan è il contesto: la politica, la sociologia, l’amministrazione governativa e la cultura dei tempi, prima, durante e dopo la breve vita di Gesù. Mettendo insieme ciò che sappiamo di questo contesto, con la conoscenza storica molto limitata di Gesù e le prime interpretazioni teologiche della sua vita, Aslan crea una storia molto leggibile, molto moderna e coerente sull’Uomo e la sua missione.

Chi crede, ovviamente, può non accettare questo sistema di lavoro. L’esegesi di Aslan è professionale, sempre rispettosa ed inoffensiva da riuscire a spiegare tanto, sia della teologia che della storia di Gesù, facendo riferimento a eventi, condizioni e motivi che sono del tutto indipendente da lui, dai suoi seguaci e dai suoi avversari. La storia raccontata da Aslan incorpora contraddizioni bibliche, non-sequitur e anche molto spesso l’impossibilità assoluta di una narrazione coerente.

Una minaccia questa per la quale chi crede e legge fideisticamente può provare irritazione. Sulla vera identità dell’uomo Gesù continua a cadere il velo del mistero, che rimane tale e che solo la fede può disvelare. In un mondo tanto diverso oggi dai tempi in cui visse Gesù detto il Nazareno, pensare a un Dio Creatore che manda suo figlio su un pianeta chiamato Terra per una missione che rimane (im)possibile, (dipende dai punti di vista), collocato in un universo fatto da tanti infiniti universi, rimane un racconto quanto mai avvincente. Ecco come Reza Aslan conclude il suo libro:

Duemila anni dopo, la creazione del Cristo di Paolo ha completamente assorbito il Gesù della storia. Il ricordo del fanatico rivoluzionario che attraversò la Galilea radunando un esercito di discepoli con l’obiettivo di stabilire il Regno di Dio sulla terra, il predicatore magnetico che sfidò l’autorità dei sacerdoti del Tempio a Gerusalemme, il nazionalista ebreo radicale che sfidò l’occupazione romana e perse, è stato quasi completamente perduto nella storia. Peccato. Perché l’unica cosa che ogni studio completo del Gesù storico dovrebbe rivelare, io credo, è che Gesù di Nazareth, Gesù l’uomo, è altrettanto avvincente, carismatico e degno di lode come Gesù il Cristo. In breve, è qualcuno in cui vale la pena credere.
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La versione originale inglese di questo libro lo definisce “zealot”, quella italiana lo chiama “ribelle”. Il dizionario inglese, a dire il vero, offre una lunga sfilza di sinonimi del tipo “fanatico, entusiasta, estremista, radicale, attivista, militante, bigotto, dommatico, settario, partigiano, infido, maniaco”. Non mi pare che facciano giustizia a quella importante “figura storica” che si chiama Gesù. Una “giustizia” di tipo, ovviamente, terreno e poco religiosa.

Il show more libro l’ho letto in inglese, mi propongo di trovare l’edizione italiana per meglio contestualizzare le cose di cui parla. E’ costato all’autore due decenni di lavoro, un autorevole e rispettabile esperto studioso arabo iraniano di storia delle religioni. Il libro è stato pubblicato negli Usa e in Inghilterra nel 2013. Me lo sono trovato tra le mani in questi giorni prenatalizi di fine anno, non ricordo bene cosa mi spinse a comprarlo da Amazon.

L’ho ritrovato dietro una siepe di altri libri, mi è parso opportuno affrontare la lettura in questo contesto quanto mai appropriato. Diviso in tre parti, quindici capitoli, tre prologhi ed una introduzione, con oltre cento pagine di note ed una ricca bibliografia, il lavoro è ineccepibile da un punto di vista strettamente documentario. Risponde in maniera egregia alle canoniche domande che cerco sempre di assegnare alla affidabilità di un libro.

Reza Aslan si propone di dare una risposta a “chi” era l’uomo chiamato Gesù, “cosa” si proponeva, “quando” apparve sulla scena del mondo del suo tempo, “dove” fece sentire la sua presenza, e “perchè” la sua vita ebbe un senso. Un impegno molto forte quello di Aslan. Sono migliaia le recensioni disponibili su GoodReads e altri siti di libri, punti di vista che aiutano chi vuole dare un senso alle sue letture. Aslan ha dato alla sua ricerca uno stile quanto mai contestualizzato. Il suo sistema di lavoro ha un approccio molto diverso al problema interpretativo dei canonici testi sacri biblici. Per lui ha poco interesse la storia dell’individuo chiamato Gesù ed i suoi attributi teologici.

Ciò che conta per Aslan è il contesto: la politica, la sociologia, l’amministrazione governativa e la cultura dei tempi, prima, durante e dopo la breve vita di Gesù. Mettendo insieme ciò che sappiamo di questo contesto, con la conoscenza storica molto limitata di Gesù e le prime interpretazioni teologiche della sua vita, Aslan crea una storia molto leggibile, molto moderna e coerente sull’Uomo e la sua missione.

Chi crede, ovviamente, può non accettare questo sistema di lavoro. L’esegesi di Aslan è professionale, sempre rispettosa ed inoffensiva da riuscire a spiegare tanto, sia della teologia che della storia di Gesù, facendo riferimento a eventi, condizioni e motivi che sono del tutto indipendente da lui, dai suoi seguaci e dai suoi avversari. La storia raccontata da Aslan incorpora contraddizioni bibliche, non-sequitur e anche molto spesso l’impossibilità assoluta di una narrazione coerente.

Una minaccia questa per la quale chi crede e legge fideisticamente può provare irritazione. Sulla vera identità dell’uomo Gesù continua a cadere il velo del mistero, che rimane tale e che solo la fede può disvelare. In un mondo tanto diverso oggi dai tempi in cui visse Gesù detto il Nazareno, pensare a un Dio Creatore che manda suo figlio su un pianeta chiamato Terra per una missione che rimane (im)possibile, (dipende dai punti di vista), collocato in un universo fatto da tanti infiniti universi, rimane un racconto quanto mai avvincente. Ecco come Reza Aslan conclude il suo libro:

Duemila anni dopo, la creazione del Cristo di Paolo ha completamente assorbito il Gesù della storia. Il ricordo del fanatico rivoluzionario che attraversò la Galilea radunando un esercito di discepoli con l’obiettivo di stabilire il Regno di Dio sulla terra, il predicatore magnetico che sfidò l’autorità dei sacerdoti del Tempio a Gerusalemme, il nazionalista ebreo radicale che sfidò l’occupazione romana e perse, è stato quasi completamente perduto nella storia. Peccato. Perché l’unica cosa che ogni studio completo del Gesù storico dovrebbe rivelare, io credo, è che Gesù di Nazareth, Gesù l’uomo, è altrettanto avvincente, carismatico e degno di lode come Gesù il Cristo. In breve, è qualcuno in cui vale la pena credere.
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